Diritto e Fisco | Editoriale

Ferie: come leggerle in busta paga

23 Aprile 2018 | Autore:
Ferie: come leggerle in busta paga

Dove trovare nel cedolino i giorni di riposo che spettano ai lavoratori e come vengono calcolati. Differenza tra maturato, goduto e residuo.

Per molti lavoratori la busta paga continua a essere un rebus. Succederà anche a voi, quando vi viene consegnata, di buttare l’occhio sempre nella solita casella, quella che più interessa a tutti, cioè: lo stipendio netto, i soldi che si portano a casa quel mese. Quella voce sul cedolino la si distingue subito e ci permette di capire se i conti tornano. Ma le ferie, come leggerle in busta paga? Eppure, è un’altra voce molto importante, in quanto sono un diritto di ogni lavoratore. Pensate, ad esempio, a quando tornate dalle vacanze estive o dalla settimana bianca in montagna: avete mai verificato che sul cedolino successivo siano stati scalati i giorni giusti? Oppure, quando arriva la fine dell’anno, sapete esattamente quanti giorni dovete restare a casa per consumare il residuo rimasto, se l’azienda vi chiedesse di azzerare il monte ferie? E siete consapevoli di quanti giorni avete diritto a maturare ogni mese?

Tutto questo lo si può controllare direttamente sul cedolino, senza bisogno di ricorrere ad un esperto. Vediamo, dunque, come leggere le ferie in busta paga ogni mese.

Ferie: dove si trovano in busta paga

Di solito, le voci relative alle ferie si trovano nella parte inferiore della busta paga. Le caselle da guardare sono tre:

  • le ferie maturate;
  • le ferie godute;
  • le ferie residue.

Non si deve fare confusione: una cosa sono le ferie, di norma espresse in giorni, e un’altra i permessi Par (una volta si chiamavano Rol) che vengono espressi in ore.

Tuttavia, quando un dipendente ha usufruito di un periodo di vacanza (poniamo il caso delle ferie estive di agosto, cioè le più abituali), sul cedolino di quel mese troverà un’altra voce, nella parte centrale (quella in cui vengono riportati la retribuzione, le trattenute, le addizionali, ecc.). Si tratta della retribuzione relativa ai giorni di ferie godute in quel mese, che viene scorporata da quella globale del mese.

Quindi, nella parte bassa della busta paga l dipendente ha la possibilità di controllare se i giorni di ferie riportati sono quelli giusti. Basterà, comunque, fare il confronto con i cedolini dei mesi precedenti per sapere se il calcolo fatto è corretto.

Ferie: come funzionano

Come abbiamo detto poco fa, le ferie sono un diritto di ogni lavoratore sancito dalla legge, ed in particolare:

  • dalla Costituzione nel passaggio in cui recita: «Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi» [1]. Quel «non può rinunziarvi» significa che le ferie non possono essere monetizzate ma devono essere godute, a meno che si arrivi alla conclusione del rapporto di lavoro ed, in quel caso, l’azienda debba corrispondere al dipendente tutte le sue competenze, comprese le ferie maturate e non godute;
  • dal Codice civile, secondo cui «il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del dipendente. La durata è stabilita dalla legge, dalle norme corporative (il contratto nazionale di categoria in primis), dagli usi o secondo equità. Il datore di lavoro – conclude il Codice civile – deve preventivamente comunicare al dipendente il periodo stabilito per il godimento delle ferie» [2];
  • da un decreto del 2003 [3] in cui si dice: «Il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane».

Resta, comunque, il contratto collettivo di categoria l’unico punto di riferimento per sapere quanti giorni di ferie spettano ogni anno al lavoratore e la relativa retribuzione da riportare in busta paga.

Ferie: entro quando vanno godute

Si diceva prima che le ferie che troviamo in busta paga non possono essere monetizzate, ma il lavoratore ha diritto a prendersi quei giorni di assenza dal lavoro retribuita. Ma entro quando deve consumare le ferie? A meno che il contratto collettivo abbia delle disposizioni diverse (può succedere che da un settore all’altro cambino le regole, per quello è sempre opportuno consultare il proprio Ccnl), il lavoratore può chiedere di godere almeno 2 settimane di ferie consecutive nel corso dell’anno in cui le ha maturate. Le altre due settimane che spettano di diritto al dipendente vanno godute entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Quindi, per esempio: durante il 2018 ho maturato le mie quattro settimane di ferie e ne ho godute soltanto tre (stakanovista che sono). La settimana di ferie residue dovrò farmela entro giugno del 2020. Altrimenti, e visto che non possono essere monetizzate, perderò quei giorni. E ci mancherebbe pure.

Ferie: chi le decide

Poniamo il caso di un lavoratore che si mette a leggere le ferie in busta paga e scopre di averne ancora 20 giorni da fare. Può decidere di prendersi autonomamente quel periodo di vacanza e di fare il viaggio che rimandava da tempo? Insomma, può prendersi le ferie autonomamente o vanno concordate?

Le ferie vanno sempre chieste e concordate con il datore di lavoro, il quale autorizzerà il periodo in cui l’assenza del dipendente crea meno problemi per l’organizzazione dell’azienda. In altre parole: è il datore quello che decide quando concedere il periodo di ferie. Tuttavia, deve tenere anche conto delle esigenze del lavoratore. Bisogna, insomma, trovare un compromesso.

Ferie: come maturano in busta paga

Per sapere come leggere le ferie in busta paga bisogna prima capire come maturano i giorni di riposo. In realtà, il calcolo è semplice, anche se cambia a seconda delle ferie a cui ha diritto ogni lavoratore in base alla propria posizione e al proprio contratto nazionale di categoria.

Prendendo come riferimento il caso più generale, i dipendenti hanno diritto a 26 giorni annui di ferie. Non c’è che da dividere quei 26 giorni per 12 mensilità, quindi il lavoratore maturerà ogni mese 2,16 giorni di ferie. Significa che al momento di leggerle in busta paga, al mese di febbraio dovremo avere 2,16 giorni in più rispetto a quelle riportate nel cedolino di gennaio e così via.

Come dicevamo, non tutti i lavoratori maturano 26 giorni all’anno. Così, ad esempio, chi ne matura 30 vedrà salire ogni mese il proprio monte ferie di 2,5 giorni, chi ne matura 24 troverà sulla busta paga ogni mese 2 giorni in più, ecc.

È importante segnalare che le ferie si maturano fin da subito, quindi dal primo mese di lavoro, anche se si è in periodo di prova.  Inoltre, a seconda delle aziende o dei contratti di categoria, il monte ferie in busta paga può essere riportato in due modi:

  • al mese di gennaio vengono «caricati» in busta tutti i giorni di ferie a cui ha diritto il dipendente durante l’anno, per poi scalare quelli che a mano a mano vengono goduti;
  • mese per mese vengono «caricati» in busta i giorni di ferie che il dipendente matura.

A questo proposito, e per aiutare a capire come leggere le ferie in busta paga, si possono presentare le ipotesi che vediamo di seguito.

Se tutte le ferie vengono messe sulla busta di gennaio e poi scalate

Per fare numeri tondi, poniamo che il mio contratto preveda che ho diritto a 24 giorni di ferie all’anno (quindi ne maturo 2 al mese) e che io lavori 5 giorni la settimana (sabato e domenica sto a casa).

Sulla busta paga di fine gennaio, troverò questa situazione:

  • ferie maturate: 24;
  • ferie godute: 0;
  • ferie residue: 34 (perché ho 10 giorni arretrati).

Ad agosto prendo tre settimane per fare un viaggio con la famiglia. Alla fine del mese, troverò sulla busta paga questa situazione:

  • ferie maturate: 24;
  • ferie godute: 15 (sono 5 giorni per ogni settimana, perché sabato e domenica sono già di riposo);
  • ferie residue: 19 (34 tra maturate e residue – 15 godute).

Quindi, come vediamo, in questo caso la voce delle ferie maturate resta inalterata, mentre cambiano quelle delle ferie godute e del residuo che mi resta.

Se le ferie vengono riportate in busta paga ogni mese

L’altra ipotesi è che l’azienda mi «carichi» in busta paga le ferie che maturo di mese in mese. In questo caso, sul cedolino di gennaio troverò questa situazione:

  • ferie maturate: 2;
  • ferie godute: 0;
  • ferie residue: 12 (con il mio solito arretrato di 10 giorni).

Per prendere le ferie ad agosto, dovrò guardare la mia situazione sul cedolino di luglio, che – se non avrò preso un solo giorno – sarà la seguente:

  • ferie maturate: 14 (2 giorni al mese per 7 mesi);
  • ferie godute: 0;
  • ferie residue: 24 (per effetto dell’arretrato).

Se mi prendo i famosi 15 giorni ad agosto per fare il viaggio con la famiglia, sulla busta paga di agosto leggerò:

  • ferie maturate: 16 (ai 14 visti a luglio si aggiungono i 2 maturati comunque ad agosto);
  • ferie godute: 15;
  • ferie residue: 9.

Significa che ancora ho 9 giorni di ferie da fare, ai quali si aggiungeranno i due giorni al mese che maturerò fino a dicembre. E significa anche, come abbiamo visto, che le ferie si maturano anche mentre si è in vacanza, perché è un diritto del lavoratore maturarle durante tutto l’anno.

Faccio più giorni di ferie rispetto a quelli residui: cosa trovo in busta?

Che succederebbe, invece, se il lavoratore non avesse delle ferie arretrate? Con 14 giorni maturati potrebbe prendersi 15 giorni di vacanza? E come leggere le ferie in busta paga in questo caso? Di norma, le aziende lo consentono, in quanto quel giorno in più verrà recuperato nella busta paga successiva. Ad esempio: se a luglio il lavoratore si trova questa situazione:

  • ferie maturate: 14;
  • ferie godute: 0;
  • ferie residue: 14.

Prendendo 15 giorni di vacanza, sul cedolino di agosto leggerà:

  • ferie maturate: 16 (sono sempre quelle che matura di diritto);
  • ferie godute: 15;
  • ferie residue: 1 (dei 2 giorni maturati ad agosto è stato scalato quello che ha fatto in più rispetto a quelli che aveva a disposizione).

note

[1] Art. 36 Costituzione.

[2] Art. 2109 cod. civ.

[3] Dlgs. n. 66/2003.


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2 Commenti

  1. Cosa succede invece se sono in negativo di ferie o di permessi?Posso ugualmente prenderle o andando in negativo non me le pagano?

    1. Per saperne di più sulle ferie puoi leggere i nostri articoli:
      -il dipendente che è in ferie può assentarsi per malattia oppure non può più fruire delle ferie non godute? https://www.laleggepertutti.it/252038_si-puo-passare-dalle-ferie-alla-malattia#Si_puo_passare_dalle_ferie_alla_malattia_se_ci_sono_arretrati_da_smaltire;
      -ferie forzate non ancora maturate: https://www.laleggepertutti.it/253411_ferie-forzate-non-ancora-maturate;
      -si può obbligare il dipendente a fare le ferie? https://www.laleggepertutti.it/180870_si-puo-obbligare-il-dipendente-a-fare-le-ferie;
      -posso chiedere le ferie durante il preavviso? https://www.laleggepertutti.it/245327_posso-chiedere-le-ferie-durante-il-preavviso.
      Per ulteriori informazioni, puoi richiedere una consulenza ai professionisti del nostro network https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza.

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