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Lo sai che? Copia di software: si può vendere

Lo sai che? Pubblicato il 25 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 marzo 2018

Si può fare una copia di riserva di un programma acquistato legalmente e poi vendere la stessa copia di backup del software?

Immagina di aver acquistato un programma originale in un negozio oppure su internet. Si può trattare di un software di foto editing, di montaggio video, una gestionale, l’ultima versione aggiornata di Microsoft Office o l’aggiornamento di un sistema operativo. Insomma, hai voluto fare le cose in regola visto che utilizzi il computer per lavoro e non vuoi certo, in caso di controlli, ritrovarti con una accusa per pirateria informatica o violazione del copyright. Fatto sta che, una volta acquisto l’originale del software, ti fai una copia di riserva: questo per garantirti la possibilità di un backup nel caso in cui la prima dovesse andare dispersa oppure dovesse danneggiarsi. Peraltro i dvd sono spesso soggetti a righe che, nel tempo, ne compromettono la lettura. Dopo qualche mese ti accorgi che il software acquistato non fa per te e vorresti passare a una versione superiore. Così cerchi qualcuno che voglia acquistare il tuo. La prima domanda che ti poni subito è: posso vendere un software di seconda mano? Non fai in tempo a risponderti che ti accorgi di aver perso l’originale del dischetto: hai solo il backup che ti eri fatto per le emergenze. Così il tuo interrogativo di sdoppia: si può vendere la copia di un software? Le risposte alle tue più che legittime domande sono state fornite, di recente, dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea [1] la quale, in una sentenza che già si candida ad essere citata negli stessi manuali di istruzioni dei programmi per computer, ha fissato un vero e proprio vademecum su ciò che è possibile fare e ciò che invece costituisce una violazione del diritto d’autore.

Si può fare una copia di riserva di un programma originale?

Chi compra un software o un qualsiasi bene soggetto a diritto d’autore ha la possibilità di fare una copia a uso personale. Qualsiasi clausola contrattuale predisposta dai produttori di software che nega tale diritto è nulla.

Si può vendere un programma per computer di seconda mano?

Veniamo al primo interrogativo: una volta acquistato un software lo si può rivendere tra privati? Nell’esempio da cui siamo partiti è possibile cedere, dietro pagamento, il dvd originale con il programma acquistato dal negoziante? La risposta è affermativa. Difatti, secondo la Corte di giustizia europea, interpellata sull’interpretazione delle direttive europee in materia di diritto d’autore, il titolare del diritto d’autore su un programma informatico che ha venduto la copia del programma su un supporto fisico (cd-rom o dvd-rom) con licenza d’uso illimitata non può più opporsi alle vendite successive di tale copia da parte dell’acquirente iniziale o di quelli successivi. Insomma, chi compra legalmente un programma può venderlo come usato. Ma ad una sola condizione: che oggetto della vendita sia il supporto originale. Come vedremo a breve, infatti, è vietato vendere la copia.

Il cosiddetto copyright – che è la traduzione anglosassone del nostro diritto d’autore – dà al titolare dell’opera la possibilità di scegliere se e quando mettere in commercio il frutto del proprio ingegno: senza la sua autorizzazione, chiunque metta in vendita l’opera commette un reato. Tuttavia, una volta messa in vendita l’opera, il titolare del diritto d’autore non può opporsi alle successive rivendite. Ad esempio, se Tizio acquista la suite originale di Office al negozio è poi libero di rivenderla a Caio e Caio a Sempronio, e così via, di mano in mano, senza che la Microsoft possa opporsi a questi scambi. La vendita di software di seconda mano è infatti lecita a condizione che il primo acquisto sia avvenuto legittimamente, ossia con la licenza d’uso rilasciata dal negozio o acquistata online.

Si può vendere la copia di un software?

Le cose vanno diversamente per chi invece intende vendere la copia del supporto originale, quella cioè di riserva che aveva inizialmente fatto per cautelarsi dal rischio di rottura del dvd “master”. Quindi, se il supporto originale si corrompe, si riga o va disperso è vietato vendere la copia. O si vende il supporto originale o non si può fare nient’altro.

La ragione di questa soluzione è facilmente comprensibile: se non fosse così, chiunque potrebbe vendere decine e decine di copie dello stesso programma, senza cedere l’originale e magari fingendo che quest’ultimo sia andato distrutto. In questo modo il titolare del diritto d’autore sarebbe danneggiato dai propri stessi acquirenti, che diverrebbero suoi concorrenti e, magari, potrebbero rivendere le copie a prezzo più basso.

Che succede se la finanza mi trova con una copia non originale di un programma?

La sentenza è molto importante perché lascia intendere quali possono essere le conseguenze per chi viene trovato dalla Finanza o da qualsiasi altra autorità con una copia non originale del software installata sul computer. Salvo dimostrare di avere la licenza originale, infatti, la detenzione di materiale copiato pur protetto dal copyright costituisce illecito.

In sintesi: che si può fare quando si ha una copia di un software?

Chi acquista un programma originale può fare per se una copia di riserva del software. Egli può decidere di regalare o vendere a terzi il supporto originale del programma, ma non la copia di riserva, cioè quella registrata su un supporto fisico non originale. Per cui, se il programma originale si è deteriorato non si può più vendere la copia di riserva predisposta in precedenza.

note

[1] C. Giust. UE sent. n. C-166/15, 12/10/2016.


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