Diritto e Fisco | Editoriale

Ferie periodo di prova

24 Aprile 2018 | Autore:
Ferie periodo di prova

Fai un colloquio per un’azienda a cui piaci. Ti sceglie, ma vuole testarti per un periodo prima dell’assunzione: puoi chiedere le ferie in quest’arco di tempo?

Hai brillantemente superato il primo e poi il secondo colloquio, per una posizione che aspettavi da tempo e a cui speranzoso ti eri candidato. All’azienda sei sembrato un tipo in gamba, sei piaciuto e ha deciso, tra tanti candidati in pole, di scegliere te e di darti una chance. Vuole però andarci un po’ cauta, valutare la tua attitudine al lavoro e all’impegno e se davvero la tua esperienza basterà a ricoprire con successo le mansioni affidate. Prima dell’effettiva assunzione così ti propone un periodo di prova. Anche se, in un caso come questo, le ferie dovrebbero essere il tuo ultimo problema, potrebbe comunque sorgerti un dubbio a riguardo. Potresti chiederti come si conciliano ferie e periodo di prova o se le ferie maturino anche durante arco temporale. Proviamo a rispondere a qualche quesito che potrà chiarirti le idee in merito.

Ferie: quando puoi prenderle?

La nostra Costituzione [1] garantisce le ferie come diritto irrinunciabile. Significa che qualunque lavoratore dipendente deve godere del meritato periodo di riposo annuale: un arco di tempo prolungato di assenza da lavoro, retribuito e necessario affinché ci si possa riposare, conservare la propria salute psico-fisica  e riprendere vigore, in vista del rientro in azienda.

Essendo un diritto irrinunciabile, sono obbligatorie. Devi fare le ferie, così come il tuo datore te le deve far fare. Non puoi più neanche pretendere che, invece di farle, ti vengano pagate (a meno che non si tratti di casi particolari).

Ricorda che hai diritto ad almeno quattro settimane di ferie l’anno [2]. A meno che il tuo contratto collettivo nazionale di categoria non ti conceda un periodo più lungo. E oltre a questo le ferie maturano (come vedremo più avanti), cioè crescono di mese in mese.

Puoi prenderle quando ti pare? Questo no, non puoi farlo. La legge [3] stabilisce chiaramente che deve essere il datore di lavoro a predisporre il piano ferie annuale, in base alle esigenze dell’azienda e dei dipendenti stessi. Vuol dire che ogni anno deve comunicarti il periodo entro cui puoi prenotare le tue ferie. E deve farlo con congruo preavviso. Sulla base del piano ferie ti organizzerai con i tuoi colleghi per prenotare i giorni in cui ti vuoi assentare da lavoro.

Ferie: come chiederle?

Normalmente quando vuoi chiedere giorni di ferie, devi farlo in forma scritta. Le aziende hanno spesso nel cassetto dei modelli già pronti da consegnare ai dipendenti. Non devi fare altro che:

  • assicurarti che i giorni che chiederai coincidano con il periodo stabilito nel piano ferie aziendale (in caso contrario potresti incorrere nel rifiuto della concessione);
  • prenotare e quindi comunicare la tua richiesta con un congruo periodo di preavviso, per non mettere in difficoltà l’azienda;
  • compilare il form (o comunque fare richiesta scritta) e consegnarlo al tuo datore di lavoro o all’ufficio risorse umane;
  • attendere che ti vengano autorizzate.

Ferie: come maturano?

In un anno si hanno almeno quattro settimane di ferie, questo è assodato. Chi ha un contratto dipendente sa bene che le ferie maturano, nel senso che crescono in base alle mensilità lavorate in azienda. Per ogni mese lavorato si matura un rateo di ferie che corrisponde a un dodicesimo del totale annuo spettante. Cosa significa? Se il totale annuo è 26 giorni, per ogni mese trascorso in azienda, ti spetteranno 2,166 giorni di ferie.

Ferie: maturano durante le assenze da lavoro?

Prima di analizzare il rapporto tra ferie e periodo di prova, è importante dire che la loro maturazione (e quindi i mesi conteggiati ai fini del rateo) comprende:

  • i mesi di effettivo lavoro in azienda;
  • i periodi di assenza da lavoro che per legge sono equiparati al lavoro effettivo.

Cosa vuol dire? Significa che i giorni in cui ti assenti in modo giustificato per malattia, infortunio, maternità, permessi della 104, ecc, ti vedrai comunque garantita la maturazione del rateo di ferie, ai fini del conteggio.

Quali sono in concreto queste assenze garantite per legge? Rientrano tra queste:

  • maternità obbligatoria;
  • infortunio;
  • malattia;
  • congedo matrimoniale;
  • cassa integrazione a orario ridotto;
  • incarichi ai seggi elettorali;
  • permessi retribuiti;
  • contratti di solidarietà.

Quindi, se le assenze da lavoro rientrano tra quelle equiparate per legge e garantite come fossero lavoro effettivo, allora si, le ferie maturano anche in questi periodi.

Purtroppo non maturano invece in queste tipologie di assenze:

  • cassa integrazione a zero ore;
  • aspettativa;
  • malattia del bambino;
  • maternità facoltativa;
  • sciopero

Periodo di prova: cos’è?

Avviciniamoci ora al nostro quesito, soffermiamoci prima su che cosa sia questo benedetto periodo di prova, che solitamente insinua nella testa dei lavoratori mille dubbi e domande.

Si chiama tecnicamente patto di prova e per legge [4] si può fare. È in pratica un esperimento, un arco di tempo in cui il lavoratore viene inserito in azienda per essere testato, prima dell’assunzione definitiva. La durata di questo periodo di prova non è stabilita per legge, anche se non può comunque superare i 6 mesi. Sono in genere i diversi contratti collettivi di categoria a fissarne la durata e a stabilirne le regole.

Il patto di prova deve quindi rispettare precisi obblighi:

  • essere stipulato in forma scritta;
  • non può durare più di 6 mesi. La sua durata è comunque fissata dai vari contratti;
  • devono essere specificate le mansioni che il lavoratore sarà chiamato a svolgere;
  • durante questo periodo di prova, è possibile recedere (per entrambe le parti) senza obbligo di preavviso o di indennità;
  • le parti però possono stabilire un periodo minimo di prova, sotto al quale nessuno può recedere, a meno che non ci sia in ballo una giusta causa (se avete stabilito 1 mese di prova, non si può recedere prima);
  • se la prova si trasforma in assunzione definitiva, questo periodo viene conteggiato nell’anzianità.

Ferie: maturano durante il periodo di prova?

Oltre a tutti questi paletti, visto che un periodo di prova può arrivare anche a sei mesi (non poco certamente) che ne è delle ferie? Maturano durante questo periodo?

La risposta è si. Anche se sei in fase di sperimentazione e quindi di prova, sappi che quei mesi lavorati in azienda ti saranno conteggiati per la maturazione del rateo di ferie. Nel momento in cui il periodo di prova terminerà e si trasformerà in assunzione definitiva, questo arco temporale di sperimentazione entrerà nel computo del Tfr, degli scatti di anzianità e delle ferie annuali.

Ferie: posso chiederle nel periodo di prova?

Hai cominciato a lavorare per un’azienda, che ti ha assunto previo periodo di prova di 6 mesi. Dopo 4 mesi di lavoro, hai bisogno di qualche giorno di pausa per ricaricarti. Puoi chiedere le ferie anche se sei in prova?

Su questo punto, negli anni, hanno parlato le decisioni dei giudici, arrivate a stabilire che le ferie sospendono il decorso del periodo di prova. Se ne deduce che tu possa comunque prenderle. Già nel lontano 1980 la nostra Corte costituzionale, in una sentenza [5], ha espresso un concetto forte: è illegittimo concedere le ferie maturate solo al compimento di un anno di lavoro, visto che il periodo di riposo necessario per rimettersi in forze, anche se ragguagliato a un anno, può tranquillamente essere frazionato, in proporzione al periodo di effettivo lavoro della persona (anche se inferiore a un anno). Ecco che il periodo di prova rientra in questo lasso di tempo. E tu hai diritto di riposarti chiedendo qualche giorno di ferie, pur essendo in prova.

Sempre la corte ha stabilito che il diritto a ferie retribuite spetta anche al lavoratore assunto in prova, in caso di recesso dal contratto durante il periodo di prova stesso. Insomma, la Costituzione e la tua tutela delle ferie non può essere contraddetta. Ne deriva che in ogni caso, se sei in prova, il tuo diritto a fare le ferie e a vedertele maturare non cambia.

C’è poi un altro caso che può verificarsi: se il tuo contratto collettivo nazionale di categoria (ccnl) stabilisce apertamente che le ferie annuali entrano nel computo del periodo di prova, il problema non esiste, perché tu sarai libero di andartene in vacanza senza porti il problema della sospensione o meno del patto.

Le ferie allungano il periodo di prova?

Se fai le ferie però può cambiare la durata del periodo di prova. Perché? Il motivo è presto detto: i giudici della Cassazione, negli anni, hanno pronunciato diverse sentenze – non sempre univoche in realtà – [6], arrivate  però a stabilire un principio: salvo regole diverse inserite nei contratti collettivi di categoria (ccnl), il periodo di prova:

  • non si sospende (quindi non viene allungato) quando di mezzo ci sono assenze da lavoro previste al momento della stipula del patto, ad esempio risposi settimanali e festività;
  • si sospende invece quando le assenze rientrano tra i casi non prevedibili al momento della stipula del patto di prova, ad esempio malattia, infortunio, sciopero e ferie annuali.

In pratica, quando avete firmato il patto, il tuo datore, non essendo Nostradamus, non poteva essere a conoscenza che tu dopo qualche mese ti saresti ammalato o gli avresti chiesto dei giorni di riposo. E visto che, i mesi di prova stabiliti servono a valutare l’effettiva convenienza della collaborazione tra dipendente e azienda, è chiaro che quei mesi pattuiti tu debba lavorarli tutti, altrimenti gli elementi per fare questa valutazione non potranno esserci.

In pratica per la Cassazione [7] il periodo di prova include solo i giorni effettivamente lavorati dalla persona, riposi settimanali e festività comprese. I giorni di riposo si escludono.

Se prendi le ferie quindi, il periodo di prova si allunga, perché il suo decorso viene sospeso e riprende dal giorno del tuo rientro in azienda dopo le ferie. A meno che il patto stipulato tra voi o il contratto collettivo della categoria non disponga diversamente.


note

[1] Art. 36 Cost.

[2] art. 10 d. lgs.n. 66/03 dell’8 aprile 2003 (modificato dal d. lgs. n. 213/04 del 2004).

[3] Art. 2109 cod. civ.

[4] Art. 2096 cod. civ.

[5] C. cost. sent. n. 189/80 del 22 dicembre 1980

[6] Cass. sent. n. 23061/07 del 5 novembre 2007

 [7] Cass. sent. n. 4347/15 del 4 marzo 2015

Autore immagine: Pixabay 


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube