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News Pensioni, tassa Boeri cancellata per sbloccare i pagamenti

News Pubblicato il 23 marzo 2018

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> News Pubblicato il 23 marzo 2018

Il ministero del Lavoro propone una nuova convenzione per sbloccare i pagamenti delle pensioni in regime di cumulo.

Ancora bloccate le pensioni dei professionisti che hanno presentato la domanda di cumulo dei contributi presenti in casse diverse: nonostante le casse dei liberi professionisti, difatti, abbiamo tutte firmato la convenzione con l’Inps In materia di pensioni in regime di cumulo, l’Inps ha disconosciuto la convenzione stessa, chiedendo il pagamento di una nuova tassa, ribattezzata tassa Boeri (il nome deriva dal presidente dell’istituto, sostenitore di questa nuova tassa), finalizzata a sostenere gli oneri delle pratiche pensionistiche. Ne abbiamo parlato nell’articolo Pensioni bloccate dalla tassa Boeri.

Successivamente, il ministero del Lavoro ha proposto una nuova convenzione nella quale la tassa Boeri è stata, di fatto, cancellata, e gli oneri legati alla gestione delle pratiche di pensione sono ripartiti, con modalità ancora da definire, tra l’Inps e le casse professionali. L’Inps, con un comunicato stampa [1], ha confermato la possibilità di aderire alla nuova convenzione: la parola passa ora alle casse dei liberi professionisti, che si ritiene risponderanno positivamente alla tassa Boeri cancellata per sbloccare i pagamenti.

Nel caso in cui le casse professionali aderiscano, le domande di pensione in regime di cumulo potranno essere finalmente sbloccate e le pensioni liquidate.

Il cumulo dei contributi per ottenere la pensione, una possibilità prevista sin dal 2013 per i lavoratori iscritti alle gestioni Inps [2], sarebbe dovuto essere operativo, per i liberi professionisti, già dallo scorso anno, grazie alle disposizioni contenute nella legge di Bilancio 2017 [3]: a causa dell’attesa delle delibere delle singole casse sui requisiti e le modalità di calcolo della pensione in cumulo, prima, e dell’attesa della convenzione tra Inps e Adepp (l’associazione delle casse dei liberi professionisti), poi, le pensioni in regime di cumulo dei contributi sono ancora congelate, a distanza di un anno dalla loro presunta operatività.

I professionisti in attesa della pensione, ad oggi, sono 5mila, ma i potenziali beneficiari del cumulo sono ben 700mila, di cui il 10% con almeno 60 anni di età.

Chi ha diritto al cumulo dei contributi per la pensione

Ricordiamo che i potenziali beneficiari del cumulo dei contributi sono coloro che possiedono contribuzione accreditata in più casse, o, più precisamente, presso gestioni previdenziali obbligatorie. Non è possibile cumulare, ad esempio, la contribuzione posseduta nei fondi di previdenza complementare, come non è possibile cumulare la contribuzione presente in altri fondi facoltativi, come può essere il fondo delle casalinghe.

In che cosa consiste il cumulo dei contributi

Il cumulo dei contributi è molto simile alla totalizzazione, in quanto consente di sommare i contributi posseduti presso fondi diversi ai fini del diritto alla pensione, senza il pagamento di alcun onere (come invece avviene con la ricongiunzione). Ai fini della misura della pensione, invece, ogni gestione calcola la propria quota di trattamento secondo le proprie regole, senza necessariamente operare il ricalcolo contributivo come accade invece per la totalizzazione. Grazie al cumulo è possibile ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria, di inabilità, ai superstiti ed anticipata ordinaria.

Non è invece possibile ottenere, attraverso il cumulo, alcun tipo di pensione di anzianità (allo stato attuale, diverse tipologie di pensione di anzianità sono previste dalle singole gestioni dei liberi professionisti), ma soltanto la pensione anticipata ordinaria (introdotta dalla legge Fornero) con un minimo di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Per ottenere la pensione di vecchiaia in cumulo è sufficiente il possesso di 20 anni di contributi e di 66 anni e 7 mesi di età. Tuttavia, come chiarito da una recente circolare Inps [4], al compimento di 66 anni e 7 mesi viene liquidata l’intera pensione in cumulo soltanto se i requisiti di età per la pensione di vecchiaia previsti dalla cassa professionale sono inferiori o uguali a quelli previsti per le gestioni Inps (ossia, appunto, 66 anni e 7 mesi, requisito valido sino al 2018).

In caso contrario, la quota di pensione maturata presso la gestione dei liberi professionisti è liquidata alla maturazione del più severo requisito di età previsto dalla propria cassa, mentre al compimento di 66 anni e 7 mesi è liquidata la sola quota Inps di pensione.

note

[1] Inps, comunicato stampa del 22/03/2018.

[2] Art.239 e ss., L.228/2012.

[3] L.232/2016.

[4] Inps Circ. n.140/2017.


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