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Contratto a progetto: come si determina il corrispettivo

4 Luglio 2013
Contratto a progetto: come si determina il corrispettivo

Nei co.co.pro. il corrispettivo minimo va determinato facendo riferimento ai CCNL della medesima categoria dei lavoratori dipendenti. Ecco i criteri di calcolo.

 

Nell’ambito del lavoro autonomo, l’entità del corrispettivo viene stabilita direttamente dalle parti o, in mancanza, dal giudice in relazione al risultato ottenuto e al lavoro normalmente necessario per ottenerlo [1]. Nel lavoro a progetto, invece, i criteri per la determinazione del corrispettivo devono essere inseriti dalle parti nel contratto [2] e il compenso non può essere legato solo al tempo della prestazione, ma deve essere riferito anche al risultato dedotto in contratto.

La determinazione del compenso incontra, tuttavia, un soglia non riducibile, simile a quella prevista per la retribuzione dei lavoratori subordinati e costituita dai minimi contrattuali di categoria per analoghe figure professionali.

Il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro eseguito e non può essere inferiore ai minimi stabiliti in modo specifico per ciascun settore di attività, eventualmente articolati per i relativi profili professionali tipici e, in ogni caso, sulla base dei minimi salariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati, dai contratti collettivi nazionali [3]. In sostanza il compenso minimo del collaboratore a progetto va individuato dalla contrattazione collettiva sulla falsariga di quanto avviene per i rapporti di lavoro subordinato.

In assenza di contrattazione collettiva specifica, il compenso non può essere inferiore, a parità di estensione temporale dell’attività oggetto della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto [4]. Attenzione: il riferimento è alle “retribuzioni minime”, ossia ai minimi tabellari determinati dai contratti collettivi di categoria e non a tutto il complesso delle voci retributive eventualmente previste da tali contratti.

 

Indennità di trasferta

Con riferimento al settore dell’autotrasporto merci, il Ministero del lavoro ha ritenuto applicabile il regime contributivo dell’indennità di trasferta alle somme corrisposte ai lavoratori con contratto a progetto in relazione ai giorni in cui la prestazione lavorativa viene effettuata fuori sede [5].


note

[1] Art. 2225 cod. civ.

[2] Si tratta di un obbligo che l’art. 62 del D. Lgs. n. 276/2003 prescrive tassativamente.

[3] Art. 63, c.1, D. Lgs n. 276/2003, come modificato dall’art. 1, c. 23, lett. c, L. n. 92/2012.

[4] Art. 63, c. 2, D. Lgs. 276/2003, come modificato dall’art. 1, c. 23, lett. c, L. n. 92/2012.

[5] Risposta a interpello n. 24/2010.


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