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Lo sai che? Sono in maternità: mi spetta la tredicesima?

Lo sai che? Pubblicato il 6 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 aprile 2018

Quando e come si calcola la mensilità aggiuntiva prima e dopo il parto. Che succede con l’allattamento, con l’assenza anticipata o con il congedo parentale?

Sei incinta e tra poco dovrai restare a casa dal lavoro? Ti stai chiedendo quale stipendio riuscirai a portare a casa durante l’astensione obbligatoria e se ti spettano le mensilità aggiuntive? Domande legittime, soprattutto per chi aspetta il primo figlio e ancora non sa che cosa prevede la legge in questi casi. Tra queste domande, una che sicuramente ti sarai posta è: se sono in maternità, mi spetta la tredicesima? Rispondere «sì» non basta: vorrai anche capire come verrà calcolata la tredicesima quando starai per partorire o quando resterai a casa con tuo figlio appena nato, in altre parole: quali sono i tuoi diritti come «quasi mamma» o come neomamma. Se è così, continua a leggere questo articolo perché troverai tutte le risposte a queste e ad altre domande che riguardano maternità e tredicesima.

Ricordiamo, innanzitutto, che la dipendente in gravidanza ha diritto all’astensione retribuita dal lavoro per 5 mesi. È la stessa futura mamma che può decidere tra la formula 1+4 oppure la 2+3. Significa:

  • restare a casa da un mese prima del parto fino al compimento del quarto mese del bambino (1+4);
  • restare a casa da due mesi prima del parto fino al compimento del terzo mese del bambino (2+3).

Dopodiché, e a seconda dei contratti nazionali di categoria, l’ormai mamma può decidere di restare a casa in maternità dal terzo al nono mese del bambino con una retribuzione più bassa (di norma il 30%) e dal nono mese fino all’anno del bambino senza retribuzione ma conservando il posto di lavoro.

Tredicesima: come viene calcolata?

La tredicesima è una mensilità aggiuntiva dovuta a tutti i lavoratori dipendenti che viene corrisposta, normalmente, nei giorni immediatamente precedenti al Natale. Questa mensilità è regolata da ogni contratto collettivo nazionale e l’importo equivale, di norma, ad una mensilità rapportata al periodo effettivamente lavorato. Significa che se nel 2018 lavoro 6 mesi, a Natale avrò diritto a 6/12 di stipendio come tredicesima.

Se il contratto è part time, la tredicesima verrà calcolata in base alle ore lavorate dal dipendente. Se un contratto full time prevede 40 ore la settimana ed un lavoratore ha un contratto da 20 ore settimanali, quest’ultimo percepirà di tredicesima il 50% rispetto a chi lavora a tempo pieno. Ma se durante l’anno solare il contratto part time viene trasformato in full time, la tredicesima riporterà gli importi maturati in entrambi i contratti.

Facciamo un esempio: ho un contratto part time da gennaio a luglio, mentre da agosto a dicembre è stato trasformato in full time. Il calcolo della mia tredicesima a Natale dovrà, quindi prevedere:

  • per 7/12, le 20 ore settimanali lavorate da gennaio a luglio in part time;
  • per 5/12, le 40 ore settimanale lavorate da agosto a dicembre.

Oltre alle ore o ai giorni effettivamente lavorati, ci sono altri fattori che contribuiscono a determinare l’importo della tredicesima. In particolare:

  • la paga base tabellare;
  • la contingenza;
  • gli aumenti periodici e gli scatti di anzianità;
  • il superminimo;
  • l’indennità di mansione;
  • i premi di produzione;
  • le provvigioni;
  • l’indennità sostitutiva di mensa;
  • l’indennità per maneggio di denaro;
  • il cottimo, calcolato a seconda di quello che stabilisce il Ccnl.

Non vengono, invece, calcolati nella tredicesima:

  • il lavoro notturno o festivo saltuario;
  • il lavoro straordinario;
  • le una tantum;
  • i rimborsi spese;
  • le indennità per lavori disagiati.

In definitiva, tutto ciò che ha carattere straordinario.

Maternità: spetta la tredicesima?

Prima di fare qualsiasi altra considerazione, la domanda di base è: se sono in maternità mi spetta la tredicesima? Ebbene, sì. Chi si trova in congedo per maternità obbligatoria matura i suoi diritti come chi è in malattia, chi si trova in congedo matrimoniale o come chi si trova in ufficio: è un lavoratore dipendente in assenza retribuita a tutti gli effetti e, per tanto, ha diritto a questa mensilità aggiuntiva.

Attenzione, però: abbiamo detto «in maternità obbligatoria». Ma chi si trova in congedo parentale, cioè facoltativo, ha diritto alla tredicesima in maternità? Facciamo chiarezza.

Tredicesima: quando viene calcolata?

I periodi in cui viene calcolata la tredicesima, oltre a quelli effettivamente lavorati, sono:

  • il congedo per maternità, compresa quella anticipata [1];
  • il congedo matrimoniale;
  • il periodo di ferie, ex festività e permessi retribuiti;
  • l’assenza per malattia nei limiti contrattuali di conservazione del posto di lavoro (il periodo di comporto);
  • l’assenza per malattia professionale o infortunio sul lavoro nei limiti del comporto;
  • la cassa integrazione ad orario ridotto.

Sono esclusi dal calcolo della tredicesima tutti i periodi di assenza non retribuita.

Maternità obbligatoria: spetta la tredicesima?

La maternità obbligatoria, come abbiamo segnalato prima, è quella che di cui la lavoratrice usufruisce subito prima e subito dopo il parto, con le due formule già citate, cioè:

  • da un mese prima del parto fino al compimento del quarto mese del bambino (1+4);
  • da due mesi prima del parto fino al compimento del terzo mese del bambino (2+3).

Questi casi non influiscono sulla tredicesima mensilità, a cui la dipendente ha pieno diritto.

Maternità facoltativa: spetta la tredicesima?

Il periodo facoltativo della maternità (oggi chiamato congedo parentale) è quello che inizia dopo il terzo o il quarto mese di vita del bambino (a seconda che la neomamma abbia scelto la formula 2+3 o 1+4). In questo caso, i contratti collettivi prevedono, di norma, la trattenuta dal calcolo della tredicesima dei mesi di assenza della lavoratrice.

Poniamo, ad esempio, che una donna abbia come data prevista per il parto il 1° giugno e che abbia scelto la formula della maternità obbligatoria 1+4. Significa che lavorerà fino al 30 aprile e che il congedo obbligatorio si concluderà (sempre che il bimbo nasca il giorno previsto) il 30 settembre. Significa che il calcolo della sua tredicesima dovrà comprendere 9/12, cioè i 4 mesi che ha effettivamente lavorato più i 5 mesi rimasta a casa in maternità obbligatoria.

Vengono conteggiati anche i mesi in cui la donna è rimasta a casa in maternità anticipata per ravidanza a rischio.

La donna, però, decide di usufruire della maternità facoltativa dal quarto al nono mese di vita del bambino. In questo caso, i mesi di ottobre, novembre e dicembre non verranno calcolati nella tredicesima. Avrà, comunque, diritto a mantenere il posto di lavoro.

Così come non verranno conteggiati gli eventuali ulteriori tre mesi di congedo parentale non retribuito fino all’anno di vita del bambino.

Maternità: spetta la tredicesima durante l’allattamento?

Quando la dipendente rientra al lavoro dopo il periodo di maternità, per l’allattamento del figlio ha diritto, durante il primo anno di vita del bambino a:

  • due permessi giornalieri di un’ora ciascuno se l’orario di lavoro è superiore alle 6 ore al giorno;
  • ad un permesso giornaliero di un’ora se l’orario di lavoro è inferiore alle 6 ore al giorno.

Anche queste ore, retribuite, vengono conteggiate nel calcolo della tredicesima.

Maternità e tredicesima: come viene calcolata

Il pagamento della tredicesima in caso di maternità viene effettuato:

  • dall’Inps per l’80% dell’importo;
  • dal datore di lavoro per il restante 20% dell’importo.

La tredicesima viene corrisposta alle donne in maternità nella busta paga di dicembre, in concomitanza con le feste natalizie.

Come detto, viene riconosciuto soltanto il periodo di maternità obbligatoria e non quella facoltativa. Quindi, per capire meglio come viene calcolata la tredicesima durante la maternità, torniamo all’esempio di prima e vediamo, soldi alla mano, cosa può portare a casa di tredicesima, soldi e calcolatrice alla mano, una donna in maternità.

Immaginiamo che la nostra neomamma che partorisce il 1° giugno guadagni 1.500 euro al mese. Usufruisce del congedo obbligatorio di maternità, quindi, come avevamo detto, resta a casa fino al 30 settembre perché ha scelto la formula dell’1+4. Da ottobre, però, beneficia del congedo parentale, cioè dell’astensione facoltativa. Il calcolo della tredicesima, quindi, sarà:

  • 12 mesi annui – 3 mesi di astensione facoltativa = 9 mesi;
  • 1.500 euro al mese / 12 mesi = 150 euro (quota di tredicesima maturata ogni mese);

150 euro x 9 mesi = 1.350 euro di tredicesima.

note

[1] Art. 22 Dlgs. n. 151/2001.


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