Diritto e Fisco | Editoriale

Verifica dei movimenti sul conto corrente di un genitore: si può?

25 marzo 2018


Verifica dei movimenti sul conto corrente di un genitore: si può?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 marzo 2018



Come avere la documentazione bancaria con la lista dei movimenti e dei bonifici fatti da un genitore in favore degli altri figli o parenti.

Tuo padre ha venduto un terreno e, dopo aver incassato i soldi dall’acquirente, li ha depositati sul proprio conto corrente. Non hai idea, però, quale sia stata la sorte di tali liquidi: se cioè li ha distribuiti in parte ai tuoi fratelli, se li ha spesi, se li ha conservati in casa o fatti finire in qualche conto “segreto”. Siccome il tuo genitore ha un’età avanzata e temi che la dilapidazione del suo patrimonio possa andare a svantaggio dei tuoi diritti ereditari, sei andato in banca a chiedere notizie, sostenendo che la sua avanzata età non gli consente di compiere scelte ponderate. Allo sportello però ti hanno detto che, per questioni di privacy, non è possibile risponderti. Che cosa puoi fare per tutelare la tua quota di «legittima» che la legge ti riconosce in quanto figlio? Si può fare una verifica dei movimenti sul conto corrente di un genitore? È quello che ti spiegheremo in questo articolo.

Come sapere se un genitore ha venduto un immobile

Diciamo subito che è ben possibile sapere se e quando un genitore – o qualsiasi altra persona, anche un estraneo – ha venduto un immobile. Difatti, tutti i passaggi di proprietà vengono trascritti in dei registri pubblici (i cosiddetti «Pubblici Registri Immobiliari») cui chiunque ha accesso. In altri termini, puoi recarti all’ufficio del territorio, presso l’Agenzia delle Entrate della città ove è situata la casa o il terreno da sottoporre a ispezione, e chiedere una visura immobiliare. Da essa potrai assumere numerosi dati. Ad esempio potrai sapere:

  • partendo dai dati catastali di un immobile, sapere a chi appartiene e se su tale bene vi sono ipoteche, pignoramenti o cause in corso;
  • partendo dai dati anagrafici di una persona, sapere se questa è proprietaria di immobili o se li ha venduto o donati e a chi.

Le indagini possono essere fatte da chiunque nei confronti di chiunque; in più sono del tutto anonime, nel senso che il proprietario dell’immobile non saprà mai che altri hanno ricercato informazioni sul proprio conto o sui propri beni.

Un genitore può spendere liberamente i propri soldi?

Una volta che avrai accertato che il tuo genitore ha effettivamente venduto il terreno, la casa o l’appartamento non potrai far altro. Difatti, finché questi è in vita, i figli non hanno diritto di accesso sul suo conto corrente o sui relativi dati. Anche se si tratta di futuri eredi legittimi. In altri termini il genitore ha il sacrosanto e intangibile diritto di vendere o donare ogni sua proprietà e “spendere i soldi” durante la sua vita per come meglio vuole, salvo che intervenga una sentenza di interdizione, inabilitazione o di nomina di un amministratore di sostegno, nei quali casi gli atti di straordinaria amministrazione – come appunto la vendita di beni di consistente valore – andrebbero fatti con l’autorizzazione del giudice.

È consentito l’accesso ai dati del conto corrente del genitore?

L’unico modo per avere conoscenza delle movimentazioni del conto corrente di un proprio genitore è farsi nominare da questi cointestatario, il che però – in assenza di prova contraria – equivale a una donazione del 50% del deposito.

Fuori da tale ipotesi, l’attuale normativa in materia di privacy non permette a nessuno (anche se si tratta di un figlio o, comunque, di un potenziale erede legittimario) di rilevare le movimentazioni dei conti correnti del genitore ed un eventuale ricorso al giudice non sortirebbe alcun effetto, non avendo il figlio un interesse tutelato dall’ordinamento.

Come sapere se il genitore viola le quote degli eredi legittimi

Ciò nonostante la legge vieta al genitore di disporre dei propri beni andando a ledere le quote minime di eredità che la legge riserva agli eredi «legittimari», quelli cioè che hanno sempre diritto a una parte del patrimonio del defunto. Tali sono il coniuge e i figli o, in loro assenza, gli ascendenti. Ma per verificare se vi siano stati atti di disposizione (donazioni) che abbiano potuto ledere le quote degli eredi è necessario attendere la morte dell’interessato poiché, come detto, finché questi è in vita è libero di fare ciò che vuole e nessuno può avere accesso ai suoi conti.

La situazione dei figli dopo la morte del genitore è quindi diversa da quella quando questi è ancora in vita: ciascuno di loro è erede legittimario [1] e può pertanto far valere i diritti e le azioni che gli spettano. Ma attenzione: tutto ciò che può sindacare il figlio sono gli atti di donazione dei beni del genitore e non anche le vendite le quali, comportando un corrispettivo, non costituiscono un impoverimento del patrimonio.

Come tutelarsi se il genitore viola le quote di legittima

Rispetto alle donazioni che il genitore ha compiuto a favore di altri eredi legittimari e/o di terzi (comprendendo le donazioni indirette e quelle dissimulate), il figlio che – all’apertura della successione – si accorge di aver ricevuto meno di quanto gli spetta per legge ha diritto ad agire contro coloro che abbiano ricevuto dal de cuius, sia durante la sua vita (a titolo di donazioni) che dopo la sua morte (a titolo di eredità), delle quote superiori. In questo modo, con l’azione di «riduzione della legittima» si vanno a verificare le attribuzioni fatte in favore di ciascun erede legittimario e si verifica che non vi siano state sperequazioni. Così, ad esempio, nel caso in cui il genitore abbia donato i soldi della vendita di un immobile a un proprio figlio, gli altri eventualmente lesi potranno far valere i propri diritti.

È tuttavia necessario agire contro i propri fratelli con una causa in tribunale, con l’assistenza di un avvocato.

In questo giudizio bisognerà dimostrare le donazioni di denaro avvenute a proprio danno, cosa che si può sempre fare ordinando alla banca – per il tramite del giudice – la documentazione con tutte le movimentazioni bancarie. L’istituto di credito presso cui il de cuius aveva il conto corrente non potrà sottrarsi a tale ordine e dovrà mostrare tutta la lista con i prelievi e i versamenti fatti dal genitore defunto. In tal modo si potrà comprendere “che fine hanno fatto” i soldi ricevuti dalla vendita del terreno.

note

[1] Artt. 536 e ss. cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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