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Editoriali Cos’è un contratto di accertamento

Editoriali Pubblicato il 31 marzo 2018

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> Editoriali Pubblicato il 31 marzo 2018

Negozio di accertamento: cos’è, qual è la sua funzione, quando l’accertamento è negativo e quando unilaterale.

Il codice civile definisce il contratto come l’accordo tra due o più parti per incidere su un rapporto di natura patrimoniale [1]. Il contratto, quindi, serve a costituire, modificare o estinguere un vincolo tra soggetti, al fine di realizzare nel modo migliore possibile gli interessi contrapposti delle parti. All’interno dell’ampia categoria dei contratti rientra anche il contratto di accertamento. In realtà, la sua natura è piuttosto discussa in quanto non è previsto direttamente dalla legge: la sua disciplina è frutto della prassi e dell’elaborazione dottrinale. Vediamo allora cos’è un contratto di accertamento.

Contratto di accertamento: cos’è?

Il contratto di accertamento è quel particolare negozio giuridico caratterizzato dall’intento delle parti di eliminare l’incertezza di una situazione preesistente. Detto in altre parole, il contratto di accertamento ha la funzione di fissare in maniera chiara e definitiva la portata di un precedente contratto insorto tra le medesime parti, con l’effetto di evitare in futuro qualsiasi controversia circa il contenuto dell’atto accertato.

Contratto di accertamento: qual è il suo oggetto?

Abbiamo detto che il contratto di accertamento chiarisce i termini di un rapporto preesistente, eliminando l’incertezza che avvolgeva quest’ultimo. Si tratta, in altre parole, di un contratto di secondo grado, in quanto presuppone necessariamente l’esistenza di un altro negozio giuridico (contratto, atto, ecc.) su cui incidere. Facciamo un esempio.

Tizio e Caio, proprietari di terreni limitrofi, sono incerti sull’effettivo confine tra i due fondi. Anziché ricorrere in tribunale, decidono di accordarsi tra loro stabilendo consensualmente quale sia il reale confine. In questo caso, Tizio e Caio hanno dato vita a un contratto di accertamento, cioè a un contratto che chiarisce la portata di una situazione giuridica preesistente caratterizzata da incertezza.

Altro esempio potrebbe essere il contratto di accertamento che chiarisce il significato delle disposizioni di un precedente contratto oppure soltanto di alcune clausole di esso.

Fondamentale è che l’oggetto del contratto di accertamento, cioè il rapporto su cui andrà a fare chiarezza, abbia un contenuto patrimoniale e non personale. Non sarebbe ammissibile, ad esempio, un accertamento compiuto su un matrimonio, oppure su un testamento.

Contratto di accertamento: cos’è l’incertezza?

Il contratto di accertamento presuppone necessariamente uno stato di incertezza circa una precedente situazione giuridica. Secondo la giurisprudenza, la nozione di incertezza va intesa in senso soggettivo, cioè nel dissenso esistente tra le parti del rapporto giuridico, in quanto è discorde e contrastante la valutazione che essi personalmente fanno della situazione giuridica in atto tra loro [2].

Il fatto che il contratto di accertamento sia un contratto di secondo grado comporta delle conseguenze ben precise. Innanzitutto, è necessaria l’esistenza di un rapporto di “primo grado”, cioè di una situazione giuridica già esistente al momento della stipula del contratto di accertamento e sulla quale quest’ultimo dovrà produrre i propri effetti. Se il rapporto non dovesse esservi affatto, il contratto di accertamento dovrà ritenersi nullo per difetto di oggetto.

Alla stessa maniera, sarebbe nullo per mancanza di causa, cioè per difetto di una sua funzione propria ed autonoma, il contratto di accertamento che riguardi una situazione preesistente certa. L’assenza di incertezza della situazione giuridica preesistente incide anche sul negozio di secondo grado, travolgendolo con la nullità.

Contratto di accertamento: cos’è l’accertamento unilaterale?

La giurisprudenza [3] ritiene ammissibile anche un accertamento unilaterale, mediante il quale si riconosce che altri è titolare di un diritto, producendo così effetti favorevoli per quest’ultimo ed effetti sfavorevoli per il dichiarante. In altre parole, l’accertamento unilaterale è valido se proviene dalla parte che ha un interesse contrario: ad esempio, dal debitore. In questo caso, il negozio di accertamento unilaterale sarebbe equiparabile in tutto e per tutto ad un riconoscimento del debito [4].

Contratto di accertamento: cos’è l’accertamento negativo?

Infine, la giurisprudenza [5] ammette l’esistenza del contratto di accertamento negativo, operante su una precedente situazione giuridica incerta per attestarne l’inesistenza. In questa ipotesi, quindi, l’accertamento ha una funzione inversa a quella illustrata nei paragrafi precedenti: l’accertamento negativo pone sì fine ad una situazione di incertezza, ma dichiarando che la situazione stessa non è giuridicamente esistente.

note

[1] Art. 1321 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 2070/1964 del 27.07.1964.

[3] Cass., sent. n. 1031/1977 del 14.03.1977.

[4] Art. 1988 cod. civ.

[5] Cass., sent. n. 48/1979 del 06.01.1979.

Autore immagine: Pixabay.com


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