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Lo sai che? Quando la causa è pendente?

Lo sai che? Pubblicato il 31 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 marzo 2018

Essere coinvolti in una procedura in tribunale come parte comporta di necessità sapere quando può dirsi pendente una causa.

Avere a che fare con la giustizia, come si sente dire spesso nel linguaggio comune, può avere differenti significati. Si può essere coinvolti a vario titolo infatti, dall’avere problemi con la legge – per continuare ad utilizzare un linguaggio non tecnico – all’essere parti in un procedimento civile o penale, cambiano i ruoli e le posizioni. In molti casi, naturalmente, si può rivestire un ruolo attivo in una procedura, sia civile che penale, ed essere parti in una causa che si sta portando avanti attraverso l’assistenza di un professionista legale o nella quale si è stati chiamati da altre persone. In queste situazioni, essendo diretti interessati in una procedura, occorre capire quando si può parlare di pendenza di una causa: quando si può dire che una causa è pendente?

Causa pendente: cosa significa

Molto semplicisticamente, possiamo dire che una causa è pendente quando il giudizio fra le parti è in corso. Pendente, quindi, significa che pende, che continua a verificarsi attraverso quella successione di atti e attività processuali (dell’organo giudicante, degli avvocati, delle parti) che caratterizza un processo. Così come si fa riferimento all’utilizzo delle parole causa pendente, allo stesso modo e con lo stesso significato si può dire che si è ancora in pendenza di causa quando appunto non si è ancora concluso il giudizio. Bisogna però tenere presente che la pendenza di una causa è caratterizzata da profili un po’ più precisi e da contorni decisamente più definiti, dal punto di vista giuridico – legale, e che questi momenti variano a seconda del tipo di giudizio che è in corso. La causa pendente infatti, può essere una causa civile o una causa penale.

Pendenza di una causa civile

Nel nostro ordinamento le procedure civili e le procedure penali sono regolate differentemente, in quanto chiamate ad assicurare un giusto procedimento in due materie diverse fra loro per finalità e disciplina di legge. Un processo civile, in linea molto generale, è quello chiamato a risolvere una controversia di diritto civile insorta fra privati, ed avente ad oggetto una questione civilistica (risarcimento danni, responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, condominio, separazione divorzio e affidamento dei figli, e via dicendo). Un processo penale ha come finalità invece l’accertamento di un reato e l’eventuale applicazione di una pena all’agente che sia stato ritenuto responsabile di tale condotta. La pendenza di una causa, pertanto, è differente a seconda del tipo di processo nel quale il singolo è coinvolto, a vario titolo (parte nel processo civile, imputato o persona offesa – parte civile nel processo penale). In una procedura civile, la causa è pendente a partire dal momento in cui viene notificato al convenuto (cioè portato a conoscenza del destinatario) l’atto introduttivo del giudizio (atto di citazione); se il giudizio viene introdotto attraverso deposito di un ricorso, invece, la pendenza viene determinata a partire dal momento del deposito dell’atto. Il procedimento si conclude, e quindi la causa non è più pendente, con l’emissione del provvedimento finale da parte dell’organo giudiziario chiamato a pronunciarsi sulla questione.

Pendenza di una causa penale

Quando si parla di pendenza di una causa, come abbiamo detto, il riferimento può essere a una causa civile o a una causa penale. Per quanto riguarda le cause di natura penale bisogna fare una precisazione, in quanto si tende spesso ad utilizzare una terminologia non corretta. Dal punto di vista penalistico, infatti, c’è una distinzione importantissima fra procedimento penale e processo penale. Anche se nel linguaggio comune questi termini sono usati indifferentemente sotto il profilo processuale, invece identificano due fasi distinte di una procedura penale. Ai fini della nostra analisi, questa differenza è rilevante perchè soltanto durante la fase del processo è possibile parlare propriamente di pendenza, e non invece nella fase del procedimento penale. Il procedimento penale infatti è quella fase processuale che copre il lasso di tempo intercorrente fra l’iscrizione di una notizia di reato nell’apposito registro con apertura delle indagini preliminari e l’eventuale archiviazione, senza la richiesta di rinvio a giudizio dell’indagato. Durante questo periodo di tempo, pertanto, chiamato procedimento penale, non c’è ancora una vera e propria causa pendente: è con la fase del processo penale che può iniziare a parlarsi di causa pendente, e cioè dal momento in cui l’indagato è diventato imputato a seguito di una richiesta di rinvio a giudizio a conclusione delle indagini preliminari.

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Autore immagine: Pixabay.


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