Diritto e Fisco | Editoriale

Risarcimento danno all’onore

31 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2018



Essere offesi da qualcuno capita molto frequentemente, e può comportare conseguenze in ambito civile e penale.

La società contemporanea ci offre ogni giorno, purtroppo, esempi di scarsa empatia col prossimo, poca educazione e mancanza di rispetto nel relazionarsi con gli altri. Queste situazioni possono verificarsi sia di persona che attraverso mezzi di comunicazione e mass media, così come mediante l’uso dei social network e di internet, che anzi dal canto loro offrono l’occasione ideale per pensare di potersi esprimere liberamente, su chiunque e riguardo qualsiasi cosa, pensando che le proprie parole ed opinioni non abbiano alcun effetto e siano lanciate, a vuoto, in un etere inconsapevole. In realtà non soltanto le parole sono determinanti e possono ferire l’interlocutore, portando in casi estremi di cui spesso si sente parlare sui giornali a conseguenze anche molto gravi, ma un uso improprio di certi termini, e le offese a danno di altre persone, hanno anche conseguenze legali. Offendere qualcuno infatti può avere come conseguenza lederne l’onore e la reputazione, e questi sono diritti fondamentali dell’individuo, in quanto tali tutelati dal nostro ordinamento e dalla costituzione. Vediamo quindi cosa significa danno all’onore e alla reputazione, come si tutela il diritto all’onore e qual è il risarcimento danni per la lesione dell’onore e della reputazione.

Diritto all’onore: cosa significa

Bisogna ammettere che nella nostra società il concetto di onore, e la parola stessa, suona un po’ antiquato, quasi legato ad un’idea cavalleresca di sfide medievali. In realtà, la concezione di onore è assolutamente valida anche ai giorni nostri, in quanto tutelata dal nostro ordinamento, anche costituzionale, quale diritto fondamentale dell’individuo. Si tratta infatti di un diritto della personalità, che in quanto tale è inviolabile, assoluto, impignorabile, non cedibile né trasmissibile, espressione del sé che deve essere rispettata e non offesa da altre persone, in pubblico, a voce, per iscritto né tantomeno online.

Quando si parla di onore dal punto di vista legale si intende quindi un aspetto imprescindibile dell’individuo, protetto in quanto diritto della personalità. Il suo significato riguarda dunque un aspetto intimo dell’individuo, di ogni individuo, legato non solo alla percezione di se stesso e delle proprie qualità soggettive in quanto persona, ma anche alla sua nomea pubblica, cioè alla reputazione personale della quale gode all’interno della comunità sociale nella quale è inserito e con la quale si relaziona ogni giorno, sia dal punto di vista personale che professionale.

Diritto all’onore: tutela legale

La lesione dell’onore e della reputazione è tutelata dal nostro sistema attraverso differenti forme, a seconda che si rientri nella disciplina penale o civile.

Per quanto riguarda la disciplina civilistica, si tratta naturalemnte di ottenere un ristoro economico per il danno morale derivato dalla lesione della reputazione. Occorre pertanto intentare una causa di risarcimento del danno non patrimoniale da responsabilità extracontrattuale, rispettando specifici requisiti in materia di onere della prova, che andremo ad approfondire con più dettagli tra poco. Per quanto invece riguarda la tutela penale, la situazione è differente, in quanto la lesione dell’onore e della reputazione può integrare anche l’ipotesi del reato di diffamazione.

Diritto all’onore: risarcimento del danno e onere della prova

La lesione del diritto all’onore e alla reputazione comporta la causazione di un danno non patrimoniale, ovvero legato ad una conseguenza lesiva che non ha comportato diminuzioni economico – patrimoniali dirette, ma che ha inciso su diritti costituzionalmente protetti, causando un danno non patrimoniale.

Quando si fa riferimento al danno all’onore e alla reputazione, e quindi si rientra all’interno della tipologia di danno non patrimoniale, bisogna chiarire un aspetto. Nello specifico, vista la ripartizione nella quale viene suddiviso il danno non patrimoniale (danno morale, danno biologico e danno esistenziale), il danno all’onore può essere fatto rientrare nella tipologia del danno morale, derivante dalla lesione della reputazione. Essendo il danno di tipo non patrimoniale, in quanto la lesione ha avuto ad oggetto un diritto immateriale della personalità costituzionalmente protetto, questo danno viene definito ed integra una ipotesi di danno conseguenza, cioè da verificare e accertare. Questo significa che il danneggiato, che intenda far valere in giudizio la lesione del suo diritto alla reputazione e all’onore (ed eventualmente, in quanto strettamente connesso, anche quello all’immagine) dovrà provare in corso di causa il pregiudizio subito, anche tramite presunzioni semplici. Non sarà quindi possibile, dal punto di vista pratico, limitarsi a sostenere che qualcuno ha leso la propria reputazione, dovendo invece provare il danno subito. Ricordiamo che non bisogna inoltre fraintendere la terminologia giuridica, quando si qualifica il danno all’onore come danno non patrimoniale, pensando che non ci saranno conseguenze patrimoniali. Si tratta infatti di due ambiti differenti, dal momento che nel nostro ordinamento anche un danno non patrimoniale (diritto all’onore) ha comunque come conseguenza – se accertato e riconosciuto in causa – un risarcimento economico.

Diritto all’onore e diffamazione sui social network

Sotto il profilo della tutela penalistica, e quindi nel caso di diffamazione, bisogna tenere conto che il nostro sistema legale si è ormai uniformato ai tempi che corrono, predisponendo apposite protezioni per coloro che abbiano subito un danno all’onore e alla reputazione derivante da una condotta lesiva altrui posta in essere su un social network o, in ogni caso, attraverso una modalità telematica e quindi online (ad esempio email). Mai come oggi il ruolo dei social media ha assunto un rilievo primario nella vita quotidiana di tutti, grazie alla rapida diffusione e all’uso giornaliero che ne viene fatto, da parte di tutti, dai professionisti agli adolescenti. Risulta quindi imprescindibile tenere bene a mente che un uso scorretto dei social media (facebook, twitter, instagram) può comportare serie conseguenze anche in relazione alla lesione dell’onore e della reputazione altrui. Non solo, ma proprio la grandissima diffusione e la platea di utenti che leggono e acquisiscono informazioni attraverso i social network comportano un aggravamento della posizione di chi li usa per diffamare qualcun altro, ledendo in tal modo il diritto all’onore e alla reputazione, anche online. Nelle situazioni di lesione della reputazione online, infatti, il reato è quello di diffamazione aggravata, punito con pene più severe.

note

Autore immagine: Pixabay.


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