Diritto e Fisco | Editoriale

Come sapere se mi spetta la disoccupazione

5 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 aprile 2018



Chi ha perso il lavoro può fare richiesta per l’assegno di disoccupazione erogato dall’Inps: chi ha diritto al sussidio, quanto dura la Naspi e quanto spetta di indennità di disoccupazione

In un periodo storico molto critico per il mondo del lavoro come quello che stiamo attraversando ormai da diversi anni, con tassi di disoccupazione giunti a livelli preoccupanti e precariato diffuso, assumono più che mai vitale importanza i mezzi di sostegno economico che lo stato mette a disposizione di chi si ritrova da un giorno all’altro senza più un lavoro. Come spesso accade, però, tra norme in continuo cambiamento, sigle indecifrabili e requisiti sempre diversi, non è affatto semplice per il cittadino sapere quali diritti gli spettano, neppure in caso di perdita di lavoro. Proviamo allora a fare un po’ di ordine e capire come sapere se spetta la disoccupazione, come richiederla, quanto dura e a quanto ammonta.

Come sapere se mi spetta la disoccupazione: che cos’è la Naspi?

Anche se comunemente si parla in generale di “disoccupazione”, dal 2015 con il famoso Jobs Act voluto dell’allora governo Renzi [1], il sussidio di disoccupazione ha preso il nome di “Naspi” (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego). Al di là del nome sono state introdotte anche delle novità sostanziali. Cerchiamo quindi di capire cos’è e come funziona la Naspi 2018. La Naspi consiste in un assegno mensile che lo stato paga a mezzo dell’Inps e che spetta a tutti coloro i quali si trovino in stato di disoccupazione involontaria, cioè tutti coloro i quali abbiano perso il lavoro per motivi che non dipendono da una scelta autonoma del lavoratore. Questo in linea generale, perché ovviamente la legge prevede dei requisiti più dettagliati per poter accedere all’indennità di disoccupazione. Vediamo allora con precisione chi ha diritto alla Naspi.

Come sapere se mi spetta la disoccupazione: chi ha diritto alla Naspi?

In caso di perdita involontaria del lavoro, la Naspi potrà essere richiesta da tutti i lavoratori dipendenti ad eccezione dei dipendenti a tempo indeterminato della Pubblica amministrazione e degli operai agricoli, ai quali continuano ad applicarsi i sussidi speciali già esistenti. Rientrano invece nei requisiti della Naspi anche gli apprendisti, i dipendenti della Pubblica amministrazione a tempo determinato e i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato.
Abbiamo detto che lo stato di disoccupazione deve essere involontario. Ma cosa si intende precisamente con “involontarietà” dello stato di disoccupazione? Ebbene, rientrano nell’ambito delle cause di perdita di lavoro involontarie certamente tutte le ipotesi di licenziamento, sospensione per mancanza di lavoro o scadenza di contratto. A queste si aggiungono però anche i casi di dimissioni, e più precisamente le dimissioni date per giusta causa, quindi nei vari casi di mancato pagamento dello stipendio, demansionamento, trasferimento della sede di lavoro (se prevede uno spostamento di oltre 50 chilometri dalla sede originaria), ingiurie sul posto di lavoro, episodi di mobbing o molestie [2]. Attenzione però: lo stato di disoccupazione involontario deve essere accertato, e più in particolare deve risultare al Centro per l’impiego competente. Per cui, immediatamente dopo la perdita dell’occupazione, il lavoratore ormai disoccupato deve recarsi presso il proprio Centro per l’impiego munito di documento di riconoscimento valido e copia dell’ultimo contratto di lavoro, dichiarando di essere immediatamente disponibile a svolgere un’altra attività lavorativa.
Oltre allo stato di disoccupazione involontario, per ottenere l’assegno di disoccupazione devono sussistere altri due requisiti, uno di ordine contributivo e uno lavorativo. Per quanto riguarda il requisito contributivo, per accedere alla Naspi è necessario che nell’arco dei quattro anni precedenti all’inizio del periodo di disoccupazione siano maturate almeno tredici settimane di contribuzione.
Relativamente al requisito lavorativo, è invece necessario che nei dodici mesi precedenti all’inizio del periodo di disoccupazione, il richiedente abbia maturato almeno trenta giornate di lavoro effettive, indipendentemente dalla contribuzione.
Dunque, ricapitolando in breve, questi sono i requisiti di cui bisogna essere in possesso se si vuol fare domanda di disoccupazione:
– Stato di disoccupazione involontario;
– Aver maturato almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti;
– Aver svolto almeno trenta giorni di lavoro nei dodici mesi precedenti.

Come sapere se mi spetta la disoccupazione: quanto dura la Naspi?

La durata del sussidio di disoccupazione non è né fissa, né predeterminata, ma varia in base a quanti contributi sono stati versati in favore del lavoratore al momento della domanda per la Naspi. In particolare, l’Inps pagherà la disoccupazione per un periodo di tempo pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione riferite ai quattro anni precedenti fino  alla data di licenziamento. In ogni caso, l’assegno di disoccupazione sarà erogato per un massimo di due anni. Quindi, facendo un paio di esempi, se nei quattro anni precedenti la domanda di disoccupazione abbiamo maturato due anni di contributi, allora avremo diritto al sussidio per la metà del periodo di contribuzione, quindi per un periodo di un anno. Se invece negli ultimi quattro anni abbiamo sempre lavorato e versato tutti i contributi, l’assegno di disoccupazione ci spetterà per la durata massima prevista, cioè due anni.

Come sapere se mi spetta la disoccupazione: qual è l’importo della Naspi?

Per sapere quanto spetta di disoccupazione ogni mese occorre fare un po’ di calcoli. Innanzitutto occorre calcolare il reddito medio del lavoratore negli ultimi quattro anni. Per ottenere questo dato bisogna semplicemente sommare tutte le retribuzioni settimanali imponibili (che si trovano riportate in busta paga) degli ultimi quattro anni e dividerle per il numero di settimane di contribuzione che si hanno. Una volta ottenuto il risultato, bisognerà quindi moltiplicarlo per 4,33. L’indennità di disoccupazione spettante con la Naspi sarà quindi pari al 75% della cifra calcolata per chi ha una retribuzione media mensile pari o uguale a 1208,15 euro; chi invece ha ottenuto dal calcolo una retribuzione media mensile superiore a 1208,15 euro, dovrà aggiungere al 75% di tale cifra anche un importo ulteriore pari al 25% della differenza tra la retribuzione mensile e 1208,15 euro. In ogni caso, l’importo massimo dell’assegno mensile di disoccupazione Naspi per il 2018 è pari a 1.314,30 euro.
Detta così la faccenda sembra abbastanza complicata, ma in pratica è tutto un po’ più semplice. Facendo un esempio del calcolo dell’importo dell’assegno di disoccupazione, supponiamo che un lavoratore abbia lavorato soltanto un anno complessivamente negli ultimi quattro. Per cui in questo caso bisognerà innanzitutto sommare la retribuzione complessiva dell’anno di lavoro, ad esempio 13mila euro, e quindi dividerla per le settimane di contribuzione, che sono 52. 13mila diviso 52 fa 250, e proprio 250 euro sarà la media delle retribuzioni. A questo punto si dovrà moltiplicare 250 per 4,33 (che è un coefficiente fisso, quindi sarà sempre uguale), ottenendo così un risultato di 1.082,50 euro. Questo però non è ancora l’importo dell’assegno perché, come detto, spetterà soltanto il 75% di detta somma, vale a dire 811,87 euro: questo è infatti quanto si riceverebbe mensilmente dall’assegno Naspi. Se invece di 1082,50 euro fosse stato invece ottenuto un risultato maggiore di 1.208,15 euro, allora si avrebbe avuto diritto anche alla maggiorazione. Per cui supponendo che la media delle retribuzioni moltiplicata per 4,33 avesse portato a un risultato di 1.500 euro, al 75% di detta somma, cioè 1.125 euro, si sarebbe dovuto aggiungere anche il 25% della differenza tra 1.500 euro e 1208,15 euro, cioè il 25% di 291,85 euro, vale a dire ulteriori 72,96 euro. Quindi in questo caso l’assegno sarebbe stato complessivamente di 1.125 euro più 72,96 euro, cioè 1.197,96 euro complessivi al mese.

Per ottenere l’assegno di disoccupazione, oltre allo stato di disoccupazione involontario, bisogna avere anche dei precisi requisiti lavorativi e di contribuzione

note

[1] D.lgs. n. 22 del 04.03.2015.
[2] Circolare Inps n. 94 del 12.05.2015.

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3 Commenti

  1. Salve..sono stato licenziato dalla mia azienda dove ho lavorato per parecchi anni con un contratto partime a 24 ore settimanali..avendo un secondo lavoro già da due anni in un bar a 2 ore giornaliere posso conunque richiedere la disoccupazione? …grazie

  2. Ho lavorato quasi 3 anni e mezzo con una impresa ora mi a licenziato ho fatto la domanda di disoccupazione vorrei gsapere quanto mi spetta al mese

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