Diritto e Fisco | Editoriale

Aereo in ritardo: il risarcimento

30 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2018



Per fare causa alla compagnia aerea, il biglietto è sufficiente: sarà il vettore a doversi giustificare, ma se il ritardo è grave, ciò non è possibile.

Hai programmato un viaggio ed hai acquistato i biglietti aerei. Purtroppo, al ritorno, l’aereo è partito e arrivato in forte ritardo. Addirittura per colpa del grave ritardo, hai perso la coincidenza con l’altro volo che avresti dovuto prendere: hai diritto al risarcimento? Per agire contro la compagnia responsabile cosa devi fare? In particolare, nel caso di aereo in ritardo, per ottenere il risarcimento di quali prove o documenti hai bisogno?

Aereo in ritardo: la responsabilità del vettore

Quando compriamo un biglietto aereo firmiamo un contratto con la compagnia aerea: un vero e proprio contratto di trasporto, a seguito del quale il vettore da noi prescelto ha, come obbligo principale, quello di trasportarci dal luogo di partenza a quello di arrivo. Ovviamente, la compagnia aerea non può certamente fissare un orario di partenza e di arrivo a proprio piacimento: gli orari devono essere prestabiliti e rispettati. Fanno parte, quindi, degli obblighi contrattuali anche quest’ultimi aspetti. Ebbene, in particolare, a questo proposito, c’è un Regolamento [1], emanato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo, il quale considera l’arrivo in ritardo come una forma di inadempimento del vettore, specificando le caratteristiche per essere rilevante (ad esempio, duo o più ore per tratte inferiori a 1500 km) ed indicando una compensazione pecuniaria dovuto al passeggero a seguito del grave ritardo patito. Facendo, quindi, riferimento a questa importante disposizione normativa, nel caso di aereo in ritardo si può chiedere il risarcimento alla compagnia aerea responsabile.

Aereo in ritardo: l’azione legale

Se siete stati vittima di un aereo in ritardo e la compagnia aerea non vuole riconoscervi il risarcimento, l’azione legale è l’unica strada percorribile. Il costo della stessa dipende anche dal valore della controversia: quest’ultimo infatti influisce sui costi fissi da affrontare, quale ad esempio il cosiddetto contributo unificato da versare allo Stato per avviare una causa. A questa spesa dovrete aggiungere la marca da bollo e l’onorario del professionista incaricato. Ad ogni buon conto, ricordatevi che se il risarcimento richiesto è inferiore ai 5000,00 euro, il magistrato da invocare sarà il Giudice di Pace. Come si dice sempre in questi casi, fatevi fare un preventivo scritto (obbligatorio) dal vostro avvocato di fiducia, per non avere sorprese a riguardo.

L’azione legale: la prova

Siete stati vittima di un aereo in grave e forte ritardo, avete chiesto alla compagnia il giusto risarcimento, ma quest’ultima ve lo ha negato. Volete o avete già avviato una causa contro il vettore inadempiente, ma l’unica prova che avete in mano è il vostro biglietto aereo: è sufficiente per ottenere il risarcimento? Secondo la Suprema Corte di Cassazione sembrerebbe proprio di sì. Gli Ermellini [2] hanno infatti precisato che in tema di prova dell’inesatto adempimento di un obbligo contrattuale, il creditore (in questo caso la vittima del ritardo aereo)….deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto e il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte…. Per sostenere questa posizione, la richiamata Cassazione si riporta anche ad altri precedenti [3], in cui si è pronunciata in merito al predetto principio generale: ma c’è di più. I giudici affermano chiaramente che …il passeggero che agisca per il risarcimento del danno derivante dal negato imbarco o dalla cancellazione (inadempimento) o dal ritardato arrivo dell’aeromobile rispetto all’orario previsto (inesatto adempimento), deve fornire la prova della fonte (negoziale) del suo diritto e il relativo termine di scadenza, ossia deve produrre il titolo o il biglietto di viaggio o altra prova equipollente, potendosi poi limitare alla mera allegazione dell’inadempimento del vettore… In conclusione, se siete stati vittima di un aereo in ritardo, conservate il biglietto: esso sarà sufficiente per chiedere il risarcimento. Sarà onere della compagnia aerea responsabile quello di dimostrare che il ritardo sia stato irrilevante e cioè al di sotto dei limiti di tollerabilità stabiliti dal Regolamento CE sopra richiamato.

note

[1] Reg. CE n. 261/2004.

[2] Cass. civ. ord. n. 1584/2018.

[3] Cass. civ. sent. n. 826/2015 – 15659/2011.

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