Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione di reversibilità supplementare

26 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 marzo 2018



In quali casi si ha diritto alla pensione supplementare ai superstiti?

Anche i superstiti del pensionato, aventi diritto alla pensione di reversibilità, possono ottenere la pensione supplementare: questa pensione può essere infatti riconosciuta presso le gestioni previdenziali in cui risultano accreditati dei contributi, a favore del defunto, in misura non sufficiente per il diritto ad un’autonoma pensione.

La pensione di reversibilità supplementare, o pensione supplementare indiretta, in particolare, può essere richiesta dai superstiti sia quando risulti già in liquidazione una pensione supplementare a favore del dante causa, sia nel caso in cui manchi una richiesta di pensione supplementare da parte del lavoratore deceduto.

In ogni caso, così come non sempre si ha diritto alla pensione supplementare ordinaria, non in tutti i casi si ha diritto alla pensione supplementare indiretta: il diritto alla prestazione dipende sia dalla gestione in cui è liquidata la pensione principale, sia da quella in cui è liquidata la pensione supplementare.

Ma procediamo per ordine e vediamo in quali casi si ha diritto alla pensione di reversibilità supplementare.

Che cos’è la pensione supplementare

Chiariamo innanzitutto in che cosa consiste la pensione supplementare: si tratta di una prestazione che spetta in aggiunta alla pensione principale in pagamento, nel caso in cui il lavoratore abbia versato i contributi presso più gestioni previdenziali ma non abbia ottenuto, presso una o più di esse, il diritto ad autonoma pensione, e non abbia potuto utilizzare il cumulo, la totalizzazione o la ricongiunzione dei contributi.

In buona sostanza, la pensione supplementare spetta quando il lavoratore, che possiede un autonomo diritto alla pensione presso una gestione previdenziale, possiede dei contributi accreditati presso una differente gestione, da soli non sufficienti per ottenere un’altra prestazione autonoma: in questi casi, la cassa previdenziale “secondaria” riconosce comunque un trattamento, “agganciato” alla pensione principale, ossia la pensione supplementare.

Perché il lavoratore abbia diritto alla pensione supplementare, è necessario il compimento dell’età pensionabile, ossia dell’età minima utile a conseguire la pensione di vecchiaia ordinaria pari, nel 2018, a 66 anni e 7 mesi.

Quando spetta la pensione supplementare

Non tutti i fondi previdenziali, però, riconoscono una pensione supplementare, ma soltanto in determinati casi, che dipendono sia dalla gestione in cui è liquidata la pensione principale, sia dalla gestione in cui è liquidata la pensione supplementare.

Riassumiamo in questa tabella le principali ipotesi in cui si può avere, o meno, il diritto alla pensione supplementare:

Gestione in cui si vuole chiedere la pensione supplementare Gestioni in cui il pensionato risulta titolare della pensione principale
Fondo pensione lavoratori dipendenti-Gestioni speciali lavoratori autonomi (Artigiani, Commercianti, Coltivatori…) Gestione Separata Fondi sostitutivi (fondo trasporti, dazieri, fondo elettrici, fondo telefonici, Fondo Volo, Inpdai, Enpals, Inpgi) Fondi esclusivi (Inpdap, Ipost, Ferrovie) Casse dei liberi professionisti
Fondo pensione lavoratori dipendenti-Gestioni speciali lavoratori autonomi (Artigiani, Commercianti, Coltivatori…) no no
Gestione Separata
Fondi sostitutivi no no no no
Inpgi no no
Enpals Prevista la speciale totalizzazione Inps Enpals no no
Fondi esclusivi no no no no
Casse liberi professionisti Solo se previsto dal regolamento della cassa professionale

Quando spetta la pensione di reversibilità supplementare

La pensione supplementare di reversibilità, o indiretta, spetta agli aventi diritto alla pensione ai superstiti nelle stesse ipotesi in cui la prestazione supplementare spettava, o sarebbe spettata, al lavoratore o al pensionato deceduto.

In particolare, la pensione di reversibilità supplementare spetta quando i superstiti:

  • hanno conseguito il diritto a una pensione di reversibilità o indiretta a carico di una forma di previdenza obbligatoria, alla quale il lavoratore deceduto era stato iscritto;
  • non possono conseguire, presso ulteriori gestioni alle quali il dante causa era stato iscritto, il diritto alla pensione di reversibilità o indiretta per difetto dei requisiti previsti per ottenere un autonomo trattamento.

Ad esempio, se il lavoratore deceduto possedeva 30 anni di contributi presso il fondo pensione lavoratori dipendenti dell’Inps, più 3 anni accreditati presso la gestione separata, i superstiti hanno diritto:

  • alla pensione di reversibilità principale, o meglio alla pensione indiretta, presso il fondo lavoratori dipendenti dell’Inps, in quanto è soddisfatto il requisito contributivo previsto per ottenere la pensione ai superstiti, pari a 15 anni di contributi o, in alternativa, a 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio;
  • alla pensione supplementare indiretta presso la gestione separata in quanto, come osservato nella tabella, questo trattamento supplementare è sempre riconosciuto dalla gestione separata, a prescindere dalla gestione che eroga la pensione principale.

Se il lavoratore deceduto risultava già in pensione, e percepiva sia la pensione principale che la pensione supplementare, ai superstiti spetta sia la pensione di reversibilità principale che la pensione di reversibilità supplementare.

Ovviamente, negli stessi casi in cui la gestione previdenziale interessata non riconosce la pensione supplementare, non è possibile nemmeno ottenere la pensione di reversibilità supplementare.


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1 Commento

  1. spetta la pensione supplementare di vecchiaia ai superstiti del defunto che aveva già una pensione di anzianità ma che muore prima di aver maturato l’età anagrafica di 66 anni e 7 mesi per quella di vecchiaia? se si da quando spetta ai superstiti?

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