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Atto fiscale contribuente defunto: regole di notifica

26 Marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Marzo 2018



Contribuente deceduto: se il Fisco non lo sa, è nulla la notifica con deposito presso la casa comunale.

Qualora l’Agenzia delle entrate non sia venuta a conoscenza della morte del contribuente, può notificare l’avviso di accertamento presso il suo ultimo indirizzo, ma cosa succede se il postino o l’ufficiale giudiziario non trova nessuno?

Una recente ordinanza della Cassazione [1] ha chiarito che, in caso morte del destinatario della notifica, non si può applicare la notifica prevista per gli irreperibili, ma l’addetto alla consegna (postino, messo o ufficiale giudiziario) che non trovi nessuno presso l’indirizzo del contribuente, deve restituire l’atto al notificante, spiegando le ragioni della mancata notifica. In tal modo, l’ufficio impositore può notificare tramite le modalità previste appositamente in caso di morte del contribuente.

Se, invece, il Fisco è già conoscenza della morte del contribuente, deve eseguire la notifica agli eredi, secondo le regole fissate dalla legge [2].

Vediamo quali sono le regole di notifica dell’avviso di accertamento per debiti fiscali del defunto.

Contribuente defunto: comunicazione eredi

Gli eredi del contribuente rispondono dei suoi debiti in solido, ma non sono tenuti a pagare le sanzioni, in quanto aventi carattere personale e, pertanto, intrasmissibili.

Gli eredi devono comunicare all’ufficio delle imposte del domicilio fiscale del contribuente defunto le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. La comunicazione può essere presentata direttamente all’ufficio o trasmessa mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso si intende fatta nel giorno di spedizione.

Tutti i termini pendenti alla data della morte del contribuente o scadenti entro quattro mesi da essa, compresi il termine per la presentazione della dichiarazione e il termine per ricorrere contro l’accertamento, sono prorogati di sei mesi in favore degli eredi.

I soggetti incaricati dagli eredi devono trasmettere in via telematica la dichiarazione entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello in cui è scaduto il termine prorogato.

Grazie alla comunicazione, gli uffici finanziari possono azionare direttamente nei confronti degli eredi i debiti tributari il cui presupposto si sia verificato anteriormente alla morte del contribuente.

Cosa succede se gli eredi non comunicano al Fisco il proprio indirizzo?

Qualora gli eredi non abbiano effettuato la comunicazione del proprio domicilio fiscale, la notifica degli atti intestati al contribuente defunto può essere effettuata agli eredi impersonalmente e collettivamente nell’ultimo domicilio dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che appunto, almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione.

Dunque in sintesi:

  • se gli eredi comunicano il proprio domicilio fiscale: l’avviso di accertamento per debito del defunto va notificato personalmente e nominativamente agli eredi nel domicilio fiscale da loro indicato;
  • se gli eredi non comunicano il proprio domicilio fiscale: gli uffici possono intestare l’atto al defunto e notificarlo presso l’ultimo domicilio dello stesso, nei confronti degli eredi collettivamente e impersonalmente, sempre che l’Amministrazione abbia comunque acquisito la notizia della morte del contribuente, non sussistendo altrimenti la giuridica possibilità di procedere alla notifica impersonale prevista dalla legge.

Se il Fisco non sa che il contribuente è deceduto

La legge non disciplina le ipotesi in cui il Fisco non abbia avuto alcuna conoscenza della morte del contribuente, e a maggior ragione nemmeno dell’esistenza di eredi, per cui non potrebbe indirizzare loro alcun atto, né notificazione di atti eventualmente destinati ad altri soggetti.

In questo caso, secondo la giurisprudenza, vale allora il principio secondo cui gli atti intestati ad un soggetto che, per quanto è a conoscenza dell’Ufficio, sia ancora in vita, devono essere non solo a lui intestati, ma anche a lui notificati nel suo domicilio fiscale.

Nel caso in cui il destinatario di un avviso di accertamento tributario sia deceduto, e gli eredi non abbiano provveduto alla comunicazione, è nulla la notificazione nei confronti del defunto eseguita con il rito previsto per i destinatari irreperibili (deposito presso la casa comunale [3] “perché sconosciuto all’indirizzo”), dopo il tentativo di consegna dell’atto presso il suo domicilio. Ciò in quanto la morte del destinatario non è equiparabile alla sua irreperibilità o al rifiuto di ricevere copia dell’atto.

Di conseguenza, se il destinatario risulti deceduto, e non siano reperite nel suo ex domicilio persone idonee e disponibili a ricevere l’atto, il notificatore non può procedere col rito degli irreperibili, ma deve restituire l’atto con l’indicazione del motivo per cui la notificazione non ha potuto aver luogo, consentendo all’Ufficio, venuto così a conoscenza del decesso del contribuente, di disporre che l’atto sia notificato agli eredi.

note

[1] Cass. ord. n. 574772018.

[2] Art. 65 DPR n. 600/1973.

[3] Art. 140 cod. proc. civ.


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