Diritto e Fisco | Editoriale

Caldaia: dove metterla?

26 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 marzo 2018



Meglio all’interno o all’esterno dell’abitazione? Come deve essere protetta? Posso installarla nel balcone del condominio?

Stai ristrutturando casa e devi decidere dove mettere la nuova caldaia? Oppure devi cambiarla per usufruire dell’ecobonus e quella nuova ti richiede una collocazione diversa? È importante, allora, che tu conosca cosa ne dice la normativa vigente. La legge, infatti, pone dei vincoli legati, soprattutto, alla sicurezza delle persone e degli edifici quando si tratta di installare una caldaia. Norme che variano a seconda del tipo di apparecchio e dell’utilizzatore, cioè se si tratta del proprietario di una villetta singola o di un condominio. E che riguardano non solo l’ubicazione ma anche le caratteristiche del locale vero e proprio in cui deve essere inserita la caldaia. Dove metterla? Deve trovarsi per forza all’esterno dell’abitazione o può essere installata anche all’interno? Vediamo le regole da rispettare.

Caldaia: il locale dove metterla

La legge, come dicevamo, impone una serie di regole per la realizzazione del locale in cui mettere la caldaia. Uno spazio, chiamato anche centrale termica, che deve rispettare le norme di sicurezza antincendio. Pertanto, bisogna tenere in considerazione:

  • la collocazione del locale;
  • la ventilazione naturale, cioè il riciclo dell’aria tra interno ed esterno;
  • l’accesso al locale;
  • la resistenza al fuoco.

Il rispetto di questi requisiti è di enorme importanza, perché qui viene bruciato il combustibile (liquido o gassoso che sia) per riscaldare l’acqua e l’ambiente della casa e da qui partono le tubazioni che portano l’acqua ai caloriferi e ai sanitari (lavelli, doccia, vasca, ecc.).

Se la caldaia è alimentata a metano, bisogna tenere presente che questo gas pesa meno dell’aria e che, quindi, tende ad andare in alto. È in questa parte del locale, quindi, dove deve essere garantita la corretta ventilazione per evitare che, in caso di perdite, il gas si accumuli e possa rappresentare un pericolo.

Caldaia: meglio all’esterno o all’interno?

Chi dispone di spazio sufficiente all’esterno dell’abitazione può ricavare un vano per allestire il locale caldaia riducendo, in questo, modo, il pericolo di fughe di gas all’interno della casa. Pensiamo, ad esempio, a chi possiede una villetta con un balcone sufficientemente grande per costruire il locale adibito a centrale termica, con l’adeguata ventilazione e dotato di porta antincendio.

Ci sono, comunque, alcuni requisiti:

  • il locale deve essere almeno parzialmente protetto per preservare la caldaia dalle condizioni climatiche avverse. Se chiuso, deve essere dotato di porta antincendio;
  • non è possibile mettere la caldaia in un posto esterno all’abitazione che sia a rischio di incendio, come ad esempio il garage;
  • non è permessa l’installazione di canali di fumo, di scarichi di fumi o di aspirazione dell’aria comburente;
  • la caldaia deve essere costruita per operare in particolari condizioni ambientali (polvere, vento, ecc.).

Proprio quest’ultimo punto richiede che la caldaia da installare all’esterno dell’abitazione non abbia delle fessure tramite le quali possa penetrare la polvere e che sia rivestita in modo tale da non riportare ruggine e da non essere sottoposta al rischio di gelo.

Non tutti, però, hanno la possibilità di mettere la caldaia all’esterno della casa e, quindi, devono predisporre uno spazio all’interno, di solito in cucina o in bagno. In questo caso occorre fare riferimento alla norma UNI CIG 7129/08 che, tra le altre cose, vieta lo scarico a parete dei fumi per le caldaie con potenza inferiore ai 35 kW.

C’è da ricordare, comunque, che, da settembre 2015, la normativa impone l’installazione negli ambienti chiusi di una caldaia a condensazione. Questo tipo di apparecchio recupera la condensa di calore prodotta e, per questo, ha bisogno di un particolare scarico.

Ma c’è anche da dire che una caldaia posizionata all’interno dell’abitazione offre, in generale, delle prestazioni migliori rispetto a quella collocata all’esterno.

Caldaia: lo scarico dei fumi

Ci sono tre alternative per scaricare all’esterno i fumi di combustione di una caldaia:

  • lo scarico a parete;
  • lo scarico a tetto;
  • la canna fumaria.

Caldaia: dove metterla in condominio

Per evitare inutili discussioni con i vicini di casa su dove mettere la caldaia in condominio, è utile conoscere la normativa in materia ed anche ciò che dice la giurisprudenza in proposito.

Nel condominio, quando si valuta dove mettere la caldaia, si applica la disciplina che riguarda le distanze nelle costruzioni, ed in particolare quella che prevede un intervallo di almeno un metro dal confine nel caso di posizionamento di tubi di gas e simili [1].

A questa normativa si affianca quella specifica prevista dal codice civile in tema di condominio e che prevede che:

  • ciascun condomino può utilizzare la cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne uso in base al proprio diritto;
  • ciascun condomino di propria iniziativa può apportare modifiche alla cosa comune.

In quest’ultimo caso, però, ci devono essere due condizioni:

  • le spese per gli interventi di modifica devono essere a carico del condomino vuole effettuare l’intervento;
  • le modifiche devono essere necessarie al miglior godimento della cosa [2].

Se l’intervento richiesto è mirato a contenere il consumo energetico nell’intero edificio, occorre la maggioranza prevista dalla delibera dell’assemblea del condominio [3]. La legge prevede una maggioranza dei condomini che rappresentino due terzi del valore dello stabile e la maggioranza dei partecipanti al condominio [4].

Inoltre, come detto prima, è vietato mettere la caldaia in un locale con pericolo di incendio.

Posso mettere la caldaia sul balcone del condominio?

Per sapere se si può mettere la caldaia sul balcone quando si abita in condominio, la prima cosa da fare è consultare il regolamento. Tuttavia, se c’è una clausola che vieta tale intervento, affinché sia valida deve essere stata approvata all’unanimità.

Mettiamo che il regolamento condominiale non dica niente in proposito. A questo punto, per verificare se è possibile mettere la caldaia sul balcone occorre dare un’occhiata alla legge. La quale, come abbiamo visto, dice che «ciascun condomino può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto».

A ciò si aggiunge una sentenza della Cassazione [5] che stabilisce, oltre a quando appena detto, che per mettere una caldaia sul balcone non venga deturpato l’aspetto estetico della facciata del condominio.

Stando così le cose, si può concludere che l’installazione della caldaia sul balcone:

  • non altera la destinazione d’uso della facciata (che tale resta con o senza caldaia);
  • non ne impedisce agli altri condomini il pari uso (mettere la caldaia su un balcone non impedisce ai vicini di fare altrettanto);
  • le ridotte dimensioni di una caldaia non incidono sull’aspetto estetico di un palazzo che non sia di particolare pregio.

note

[1] Art. 889 cod. civ.

[2] Art. 1102 cod. civ.

[3] Art. 1120 co. 2 cod. civ.

[4] Art. 1136 cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 11936/1999 e n. 8830/2003.

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