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Se la moglie tradisce a chi va la casa

27 marzo 2018


Se la moglie tradisce a chi va la casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 marzo 2018



Anche se il marito viene tradito, la moglie può chiedere l’assegnazione della casa coniugale e la collocazione dei figli. 

Hai scoperto sul cellulare di tua moglie un messaggio da parte di un probabile amante: il contenuto è allusivo e dimostra una chiara confidenza tra i due. Lei però sostiene che non ci sia nulla di male a chattare con un’altra persona quando non c’è alcuna relazione e che il semplice messaggio non dimostra il tradimento. Tu invece sostieni che basta anche un rapporto platonico per poter parlare di infedeltà. Così la minacci: «Se chiedo la separazione al giudice, non avrai alcun alimento e in più dovrai andartene da casa mia». Lei invece provocatoriamente ti ha detto che, anche se viene dimostrata una relazione extraconiugale, l’appartamento andrebbe comunque a lei visto che avete dei figli anche non autosufficienti dal punto di vista economico. Chi dei due ha ragione? Se la moglie tradisce a chi va la casa? Ecco cosa prevede la legge.

Separazione: che succede se un coniuge tradisce l’altro?

Quando un coniuge tradisce l’altro subisce quello che viene detto «addebito»: in pratica il giudice lo dichiara responsabile per la fine dell’unione coniugale. Da ciò non deriva alcuna conseguenza di carattere sanzionatorio (per cui non è vero che chi tradisce deve pagare gli alimenti all’altro, come spesso si crede). Gli unici effetti dell’addebito sono i seguenti:

  • il coniuge traditore, anche se più povero, non può più chiedere il mantenimento all’altro;
  • il coniuge traditore non può essere erede dell’altro se questo decede nel periodo intermedio tra la separazione e il divorzio (dopo il divorzio non ha diritto a nulla in ogni caso).

Non è una conseguenza del tradimento neanche la perdita della casa coniugale la quale segue – come vedremo a breve – altre regole.

In caso di separazione, a chi va la casa?

Per stabilire a chi va la casa dopo la separazione bisogna considerare una serie di variabili. Eccole qui di seguito sintetizzate.

Coppia senza figli: dopo la separazione a chi va la casa?

Se la coppia è senza figli la casa resta di proprietà del legittimo titolare, il quale vi continuerà a vivere senza che l’altro possa accampare pretese. Questo significa che:

  • se la coppia è in regime di separazione dei beni, la casa resta di colui che ne è titolare, anche se ha subìto l’addebito (e, quindi, anche se ha tradito l’altro coniuge e la separazione è stata la conseguenza del suo comportamento colpevole);
  • se la coppia è in regime di comunione dei beni: a) se la casa è stata comprata dai coniugi o da uno soltanto dopo il matrimonio, va divisa tra i due (sempre che sia possibile in natura) oppure deve essere venduta e il ricavato viene diviso al 50%, anche se acquistata prevalentemente con il denaro di uno solo dei due coniugi; b) se la casa era di proprietà di uno dei due coniugi prima del matrimonio o se gli è pervenuta dopo il matrimonio a seguito di donazione o di eredità, questa resta di proprietà del titolare, anche se ha subìto l’addebito (e, quindi, anche se ha tradito l’altro coniuge e la separazione è stata la conseguenza del suo comportamento colpevole).

Coppia con figli: dopo la separazione a chi va la casa?

Solo se la coppia ha avuto figli vige la regola della cosiddetta assegnazione della casa familiare. La legge stabilisce che la casa debba essere assegnata al genitore con cui i figli vanno a vivere, in modo da tutelare questi ultimi e garantire loro la possibilità di continuare a crescere nello stesso habitat domestico, senza subire traumi derivanti da eventuali traslochi. Questo significa, in termini pratici, che il più delle volte la casa viene assegnata alla moglie in quanto presso quest’ultima – secondo l’indirizzo ormai condiviso dalla giurisprudenza – devono essere collocati i minori (i figli maggiorenni invece possono decidere con chi andare a stare). Pertanto, sia che la casa appartenga al marito che sia in comunione dei beni, l’appartamento viene assegnato alla moglie quando i figli vanno a vivere con lei.

L’assegnazione della casa viene però revocata se:

  • la moglie decide di andare a vivere altrove insieme ai figli (ad esempio a casa dei genitori);
  • i figli vanno a vivere da soli, senza la madre;
  • i figli raggiungono l’autosufficienza economica.

Se la moglie tradisce a chi va la casa?

A questo punto possiamo tirare le somme del discorso e spiegare a chi va la casa quando la moglie tradisce. Poiché tradimento – o meglio, addebito – e assegnazione della casa seguono binari completamente diversi, visto che scopo di quest’ultima decisione è solo tutelare i figli, ben è possibile che, se la coppia ha figli la moglie presso cui vengono collocati i minori si veda assegnare anche la casa. Come detto, il fatto che la colpa della fine del matrimonio sia sua non ha alcuna influenza visto che scopo dell’assegnazione della casa è garantire ai bambini o ai ragazzi di continuare a stare nella stessa abitazione. Peraltro la Cassazione ha sempre detto che non perché si è tradito il coniuge si deve essere considerati un genitore non adatto al proprio compito; per cui la donna che ha tradito il marito può ben ricevere il compito di tenere i figli con sé e, quindi, anche la casa coniugale.

Potrebbe sembrare un paradosso ma è proprio così: l’uomo tradito, vittima dell’infedeltà della moglie, è costretto ad andare via dalla propria casa per il bene dei propri figli (e anche, indirettamente, della propria ex moglie). L’unica consolazione è che non dovrà versare alcun mantenimento alla moglie visto l’addebito in capo a quest’ultima. Ma sempre che la moglie non riesca a dimostrare in causa che il suo tradimento è stata non la causa ma la conseguenza di un’unione già cessata per altre ragioni (ad esempio la coppia non andava d’accordo già da tempo). In tal caso, infatti, l’infedeltà non è considerata causa di addebito.

Se il marito tradisce a chi va la casa?

Medesime conclusioni devono essere tracciate nell’ipotesi in cui a tradire sia invece il marito. Il giudice gli ordinerà di lasciare la casa non già per il tradimento ma solo se ed in quanto i figli vengano assegnati alla ex moglie. Quest’ultima pertanto terrà con sé figli e casa.

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