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Lo sai che? Come fare causa al comune per caduta

Lo sai che? Pubblicato il 6 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 aprile 2018

Inciampare per strada tornando a casa o in una zona sconosciuta di una città: si può fare causa al comune per danni?

È capitato a chiunque di noi: per distrazione – magari guardando il cellulare – o perchè in genere non si cammina guardando per terra ma di fronte a sé, si è inciampati in una sporgenza, in una buca, in un marciapiede dissestato. Oppure, nonostante ogni possibile cautela, la strada dove stavamo camminando aveva una sporgenza nascosta, o un lavoro di manutenzione non segnalato adeguatamente, e siamo caduti. A seconda della caduta, peraltro, è possibile riportare anche conseguenze di non poco conto, perchè a seconda dell’età della persona basta metter male un piede e ci si può far molto male, battere la testa o fratturarsi un arto, oltre ad escoriazioni di vario genere e tipo. In questi casi, quindi, chi è responsabile della caduta su una strada comunale? Vediamo come fare causa all’amministrazione comunale per una caduta.

Danno da caduta: la responsabilità per cose in custodia del comune

La responsabilità per la caduta accidentale di una persona per strada, dovuta a dissestamenti del terreno, del manto stradale o dei marciapiedi viene fatta rientrare dal nostro codice civile fra i casi di responsabilità per i danni causati da cose in custodia [1]. Il responsabile è la pubblica amministrazione, comunale in questo caso, in quanto le strade sono beni pubblici di proprietà ed il comune si presume responsabile dei sinistri che siano stati causati dalla particolare conformazione delle sue strade.

Le sentenze in materia però, inizialmente, tendevano a non riconoscere i danni da caduta in capo all’amministrazione comunale quale responsabile per la custodia. Questo perchè si riteneva che non fosse materialmente possibile, per l’ente pubblico, porre in essere un’attività di monitoraggio costante su strade di chilometri e chilometri: la dimensione del demanio pubblico, di conseguenza, non permetteva di garantire che il dovere di vigilanza dell’ente proprietario potesse concretamente essere esercitato, a causa appunto dell’estensione delle strade e dell’uso generalizzato delle stesse da parte dei cittadini. Attualmente però la situazione è cambiata, in quanto si ritiene che in capo alla pubblica amministrazione sussista un dovere pregnante di controllo e vigilanza, che deriva dalla proprietà pubblica del comune sulle strade. Naturalmente, quando si parla di strade comunali, si intende anche la proprietà dei marciapiedi e delle relative pertinenze. Pertanto, poiché il comune è proprietario delle strade, da questa proprietà deriva non soltanto un dovere di manutenzione ma anche di custodia: l’ente pubblico non deve dunque omettere di vigilare sulle strade, controllando anche che qualsiasi tipo di lavori che venga posto in essere non costituisca una fonte potenziale di danni per gli utenti della strada.

Il comune può però essere ritenuto non responsabile nel caso in cui si rientri in situazioni di caso fortuito, che si verifica nelle ipotesi in cui le alterazioni della strada siano state improvvise e non prevedibili, e di conseguenza non immediatamente eliminabili o opportunamenti segnalabili ai cittadini con una immediatezza di difficile realizzazione. Non solo, ma anche la condotta stessa degli utenti della strada ha rilievo per stabilire se il comune può pagare i danni per la caduta, e questo ha specifiche conseguenze per provare e ottenere un risarcimento del danno.

Danno da caduta: la condotta del danneggiato dalla caduta

Se si decide di far causa al comune per ottenere il risarcimento dei danni riportati in seguito alla caduta, occorrerà iniziare un procedimento giudiziario assistiti da un avvocato. È possibile peraltro inviare una lettera di diffida al comune, anticipando la scelta di ricorrere in giudizio per accertare la responsabilità per i danni in capo all’amministrazione, chiedendo quanto si ritiene di dover avere come risarcimento, ma nel caso in cui l’amministrazione pubblica non rispondesse occorrerà di conseguenza rivolgersi ad un giudice. La citazione in giudizio dell’amministrazione comunale comporta che il danneggiato fornisca la prova del danno riportato, e la dimostrazione che lo stato dei luoghi al momento della caduta presentasse specificità tali da aver reso dannoso, in potenza, l’utilizzo normale da parte degli utenti della strada. Va infatti provato dal danneggiato il nesso causale fra la cosa in custodia e il danno riportato.

Come abbiamo visto, qualora si fosse verificato un sinistro per una manutenzione non corretta e inefficace del manto stradale, dei danni sarà chiamata a rispondere l’amministrazione comunale preposta alla tutela e all’obbligo di custodia delle strade demaniali. Questo non significa che a seguito di qualsiasi caduta basterà intentare causa al comune per ottenere il risarcimento del danno alla salute che si è riportato. Anche se la responsabilità per i danni da cose in custodia è di tipo oggettivo, per cui si presume sussista in capo all’amministrazione, il comune non potrà essere ritenuto responsabile nel caso in cui la persona danneggiata, col suo comportamemnto colposo, abbia contribuito a causare la caduta. In queste situazioni, infatti, il rapporto causa effetto fra la causa del danno e il danno stesso non è lineare, in quanto il danneggiato ha concorso (ovvero collaborato) a causare il danno stesso, con il proprio comportamento. Sono i casi cui accennavamo precedentemente, di distrazione, mancata attenzione dell’utente della strada, e via dicendo. Allo stesso modo, peraltro, è stato anche sottolineato dalla giurisprudenza come abbia rilevanza la frequenza con la quale la strada sulla quale è avvenuto l’incidente è percorsa dalla persona che si è fatta male cadendo: se il tragitto è conosciuto, infatti, è evidente come eventuali dissesti della pavimentazione stradale siano conosciuti dal danneggiato, che pertanto non potrà rivalersi sull’amministrazione comunale per incidenti verificatisi in quel pezzo di strada.

Risarcimento al comune: la responsabilità civile

Quanto abbiamo finora analizzato riguardava quella particolare responsabilità per danni da cose in custodia, facente capo al comune in quanto ente proprietario della strada sulla quale il cittadino danneggiato si è concretamento fatto male. Come visto, però, ci sono diversi requisiti che devono essere soddisfatti per ottenere ristoro, e non sempre è pertanto possibile far causa al comune per una caduta basandosi sulla disciplina della responsabilità per danni da cose in custodia. Questo tuttavia non significa, in ogni caso, che non sia possibile far valere la propria posizione in giudizio. Anche qualora non si fosse infatti in grado di provare il danno ed ottenere il risarcimento per danni da cose in custodia da parte del comune, rimane possibile chiedere il risarcimento per la generale responsabilità extracontrattuale [2]. In questi casi, il danneggiato dovrà provare l’esistenza di un’anomalia della strada, mentre l’amministrazione dovrà provvedere a provare un fatto impeditivo della propria responsabilità, come ad esempio il fatto che alla luce del caso concreto il danneggiato avesse potuto concretamente prevedere o anticipare l’anomalia della strada stessa, utilizzando una normale diligenza.

note

[1] Art. 2051 del codice civile.

[2] Art. 2043 del codice civile.

Autore immagine: Pixabay.


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