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Ricongiunzione previdenziale gratis nella Legge di stabilità

13 dicembre 2012


Ricongiunzione previdenziale gratis nella Legge di stabilità

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 dicembre 2012



Poche ore fa, il Governo ha stabilito il ritorno alle ricongiunzioni gratuite per tutti coloro che sono passati dal pubblico impiego (o da un fondo sostitutivo ed esonerativo) all’Inps prima del 30 luglio 2010.

La ricongiunzione dei contributi permette, a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse, di riunire, mediante trasferimento, tutti i periodi contributivi presso un’unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione.

Per poter ottenere la ricongiunzione, il diretto interessato (o i suoi superstiti) deve presentare apposita domanda indicando tutti i periodi di contribuzione (obbligatoria, volontaria, figurativa, riscattata) maturati in almeno due diverse forme previdenziali, fino al momento della richiesta e che non siano già stati utilizzati per liquidare una pensione.

Fino al 30 giugno 2010 la ricongiunzione avveniva senza oneri per il richiedente.

Con il Governo Berlusconi-Tremonti è stata introdotta la ricongiunzione onerosa [1], che stabilisce l’obbligo per ogni lavoratore o lavoratrice, che intende ricongiungere i contributi versati in Inps e Inpdap, di pagare cifre anche elevate per assicurarsi un’unica pensione.

In tal modo, circa 600mila lavoratori (soprattutto quelli del pubblico impiego) che, prima del 31 luglio 2010 avevano cessato l’attività nel settore pubblico, passando a quello privato e all’atto della richiesta di ricongiunzione, si sono visti richiedere il pagamento di somme ingenti (a volte diverse decine di migliaia di euro) per mantenere il trattamento pensionistico calcolato secondo il metodo retributivo.

 

Cosa fare per non pagare?

Per evitare di pagare le somme richieste per la ricongiunzione, gli interessati possono scegliere la cosiddetta “totalizzazione”.

L’unica differenza – sicuramente non di poco conto – è che, mentre con la ricongiunzione la pensione è calcolata con il criterio “retributivo” (più generoso), con la totalizzazione la pensione è calcolata con il criterio “contributivo” (meno generoso). In altre parole si ottiene una pensione più bassa.

In questo modo, però, i lavoratori si trovano a dover scegliere tra una pensione più bassa o il pagamento di ingenti somme per la ricongiunzione.

Negli ultimi mesi, nonostante la volontà dimostrata del Governo di tornare alla normativa precedente, i disegni di legge proposti sono stati bocciati per mancanza di copertura.

Qualche ora fa è stata comunicata una soluzione parziale del problema.

L’emendamento presentato dai relatori del DL Stabilità, alla Commissione Bilancio del Senato, risolve il problema delle ricongiunzioni pensionistiche per le domande presentate prima del luglio 2010.

L’operazione sarà infatti gratuita per tutti coloro che sono passati dal pubblico impiego o da un fondo sostitutivo all’Inps entro il 30 luglio 2010, mentre chi oggi è dipendente pubblico e ha anche contributi precedentemente versati all’Inps, potrà avere la ricongiunzione gratuita solo per la pensione di vecchiaia.

Per quanto riguarda le coperture, l’emendamento attinge al Fondo del Welfare per una cifra pari a 32 milioni nel 2013, 43 nel 2014, 51 nel 2015.

di ANDREA BORSANI

note

[1] Art. 12 della legge n. 122 del 2010.

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1 Commento

  1. comunque a tutt’oggi colui che va in pensione non puo’ ricongiungere gratuitamente presso l’INPS i periodi contributivi maturati in INPDAP se non pagando forti somme di denaro VERGOGNA E’ una RAPINA – P.S. pero’ le pensioini d’oro sono state salvate in estremis VERGOGNA ed io dovrei pagare due volte in rapporto ad un’altro lavoratore e non si capisce se una Legge la 122/2010 puo’ essere retroattiva e i diritti acquisiti calpestati ??????????????????????? VERGOGNATEVI e questo è uno stato di diritto????? tanto non mi illudo che qualcuno possa darmi una spiegazione plausibile

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