Diritto e Fisco | Editoriale

Donazione tramite banca: occorre il notaio

27 marzo 2018


Donazione tramite banca: occorre il notaio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 marzo 2018



Quando il bonifico in banca o alle poste richiede l’atto pubblico notarile e i testimoni, con il pagamento delle imposte, e quando invece può essere fatto liberamente.

Hai deciso di regalare dei soldi a tuo figlio: si tratta di una somma importante che, di certo, non puoi trasferire in contanti. Il denaro verrà utilizzato per l’acquisto di una casa e di una parte dell’arredo e costituisce un contributo che intendi erogargli a prescindere di quelle che saranno le tue successive decisioni testamentarie. Tuttavia ti chiedi se per la donazione tramite banca occorre il notaio. La questione è stata decisa con una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [1], una pronuncia che ha cambiato lo scenario dei bonifici bancari. Con questa decisione, infatti, la Corte ha creato uno spartiacque tra ciò che deve essere considerato «donazione diretta» (e che pertanto richiede il notaio, i testimoni e il pagamento delle tasse) e «donazione indiretta» (che può essere fatta senza alcuna forma e adempimento tributario). In pratica, i giudici supremi hanno detto che non occorre il notaio solo se la donazione tramite banca è una donazione indiretta, ossia se il trasferimento del denaro avviene per uno scopo ben preciso. In tutti gli altri casi, invece, non solo è necessario il notaio e i due testimoni, ma bisogna anche pagare l’imposta sulle donazioni. Se manca l’atto notarile, il bonifico bancario o postale è nullo e può essere revocato in qualsiasi momento non solo dal donante, ma anche dai suoi eredi.

Poiché la questione potrebbe sembrare – ma non lo è affatto – complicata, è necessario procedere con ordine e chiarire alcune questioni preliminari per avere ben chiaro il quadro.

Donazione: come si fa?

Prima di chiarire se per la donazione tramite banca occorre il notaio, dobbiamo spiegare come avviene una donazione e che differenza c’è tra una donazione di modico valore e una invece di valore consistente.

Quando si parla di donazione, bisogna sempre distinguere tra due tipi diversi:

  • donazione di modico valore: è quella che ha ad oggetto somme modeste rispetto alle possibilità economiche del donante. Si pensi al padre che regala mille euro al figlio per un viaggio o per gli studi universitari. Le donazioni di modico valore possono essere fatte in qualsiasi modo: con un bonifico o con la semplice consegna del denaro per mani (sempre che non si tratti di cifre pari o superiori a 3mila euro, soglia oltre la quale è necessario effettuare pagamenti tramite assegni o bonifici o altri strumenti tracciabili). Non c’è bisogno né di testimoni né di atti scritti. Non si pagano tasse se la donazione avviene tra coniugi, figli e genitori, fratelli e sorelle. Invece si pagano le tasse del 6% per le donazioni provenienti da altri parenti fino al 4° grado e dell’8% per tutti gli altri casi;
  • donazione di non modico valore: è quella che impoverisce il donante. Pertanto si tratta di un concetto relativo che varia a seconda delle possibilità economiche di quest’ultimo. È ad esempio una donazione di non modico valore quella di 10mila euro fatta da un uomo che ne guadagna solo mille al mese. Essa va fatta sempre davanti al notaio e due testimoni salvo si tratti di donazione indiretta (vedremo a breve cosa significa). Le imposte sulla donazione si applicano anche alle donazione tra coniuge, figli e genitori ed ammontano al 4% dell’importo donato con una franchigia di 1 milione di euro (in pratica, su una donazione di 1,2 milioni di euro si applica l’imposta del 4% solo su 200mila euro); su quelle tra fratelli e sorelle si applica un’imposta del 6% con una franchigia di 100mila euro. Invece, come per la donazione di modico valore, l’imposta è del 6% per le donazioni provenienti da altri parenti fino al 4° grado e dell’8% per tutti gli altri casi (senza franchigie, salvo che il beneficiario sia un portatore di handicap, nel qual caso si applica una franchigia di 1,5 milioni di euro).

Donazione diretta e indiretta: che differenza c’è?

Il secondo passaggio per capire se per la donazione tramite banca occorre il notaio o meno è comprendere la differenza tra donazione diretta e indiretta. Si ha una:

  • donazione diretta: quando lo scopo del donante è mosso da spirito di generosità e non è diretto a un secondo fine specifico, sia pure rivolto anche questo nell’interesse del donatario. La tipica donazione diretta si ha quando una persona regala dei soldi o un oggetto o un immobile a un’altra persona. La donazione diretta richiede il notaio e i testimoni solo se non è di modico valore;
  • donazione indiretta: anch’essa, come la donazione diretta, ha come scopo l’arricchimento del patrimonio del donatario a titolo di generosità, ma questo risultato si realizza in modo indiretto, attraverso – ad esempio – l’acquisto per suo conto di un bene (una casa, un’auto), il pagamento di un suo debito, la rinuncia a un proprio credito nei suoi confronti, ecc. La donazione indiretta non richiede mai il notaio e i testimoni; in più non sconta mai l’imposta sulle donazioni.

Per fugare ogni ulteriore dubbio sulla distinzione tra donazione diretta e indiretta, facciamo qualche esempio.

Casi di donazione indiretta

  • versamento di una somma su un conto cointestato (in tal caso si dona il 50% dell’ammontare del denaro al cointestatario);
  • pagamento di un debito del donatario (è, ad esempio, il caso del genitore che paga il mutuo del figlio);
  • bonifico sul conto del donatario affinché questi paghi un debito o possa acquistare un bene specifico;
  • acquisto di un bene mobile o immobile per conto del donatario per un prezzo dovuto da altri (si pensi al genitore che paga al costruttore il prezzo dell’appartamento da intestare al figlio);
  • vendita al donatario di un bene a un prezzo irrisorio (che è una donazione per la differenza tra il valore del bene e il prezzo pagato);
  • rinuncia di un credito vantato nei confronti del donatario (ad esempio, una persona “abbuona” al proprio fratello un debito che questi ha con lui).

Casi di donazione diretta

  • acquisto di un bene e successiva intestazione al donatario;
  • consegna di denaro al donatario in contanti o con assegno;
  • bonifico sul conto del donatario, affinché questi lo utilizzi secondo le proprie esigenze.

Bonifico bancario: è una donazione diretta o indiretta?

Ci avviciniamo sempre più alla soluzione del problema. Già sin d’ora si potrebbe rispondere al quesito che ci siamo posti all’inizio della trattazione: la donazione tramite banca richiede il notaio? No, non c’è bisogno né del notaio, né dei testimoni, tantomeno di pagare le imposte sulle donazioni se il bonifico costituisce una donazione indiretta. Si pensi al padre che vuol comprare una casa al figlio e versa, sul suo conto, l’importo da pagare al venditore. Attenzione però: per non pagare le imposte è necessario che sull’atto di acquisto del bene venga specificato che il denaro corrisposto come prezzo è frutto di donazione indiretta proveniente dal donante (di cui bisognerà fornire le generalità).

Viceversa la donazione con bonifico bancario richiede il notaio (e anche il pagamento delle imposte) quando è una donazione diretta e sempre a condizione che non sia di modico valore. Ad esempio, il padre che bonifica al figlio 500 euro sul suo conto non deve andare dal notaio; invece se gli trasferisce 50mila euro è necessario il notaio.

Donazione con bonifico: ci vuole il notaio?

Ricapitolando quanto sino ad ora detto, possiamo dire che la donazione con bonifico bancario non richiede il notaio quando (è sufficiente una delle due condizioni):

  • è di modico valore;
  • oppure è una donazione indiretta, ossia finalizzata a uno scopo ben preciso, ulteriore rispetto alla semplice consegna del denaro.

Viceversa, la donazione con bonifico bancario richiede il notaio quando (sono necessarie entrambe le condizioni):

  • è una donazione diretta
  • e non è di modico valore (se fosse di modico valore potrebbe avvenire liberamente).

Bonifico bancario senza notaio: quali conseguenze?

Le conseguenze di una donazione tramite banca senza notaio (laddove necessario) sono serie. L’atto è infatti completamente nullo. Dalla nullità derivano una serie di effetti:

  • la nullità può essere fatta valere in qualsiasi momento: non ci sono termini massimi. Per cui anche dopo molto tempo, l’atto può essere annullato;
  • a far valere la nullità può essere chiunque, sia il donante (che, in questo modo, potrebbe superare il problema della irrevocabilità della donazione: facendola dichiarare nulla per difetto di atto pubblico, e potrebbe riottenere indietro la somma) sia dai suoi eredi (i quali, alla morte del donante, potrebbero chiedere al donatario la restituzione delle somme ricevute anche se queste non ledono l’altrui quota di legittima).

Dal punto di vista fiscale, invece, paradossalmente la Cassazione [2] sostiene che anche la donazione diretta nulla per assenza di forma vada tassata quando rientra nelle ipotesi in cui scatta l’imposta sulle donazioni. Il che è un controsenso: se l’atto è infatti nullo, lo dovrebbe essere anche da un punto di vista tributario.

note

[1] Cass. S.U. sent. n.  18725 del 27.07.2017.

[2] Cass. sent. n. 634/2012 e n. 22118/2010.


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