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Redditi e 730: sanzioni per dichiarazione infedele

29 Aprile 2017
Redditi e 730: sanzioni per dichiarazione infedele

Sono previsti due tipi di sanzioni per le dichiarazioni non corrispondenti al vero. I dettagli per sanzione infedele e uso di credito non spettante.

È stata l’Agenzia delle Entrate ha fornire chiarimenti [1] in merito alle sanzioni da applicare sulle dichiarazioni infedeli. Vediamo i dettagli.

Cos’è una dichiarazione infedele?

Si definisce «dichiarazione infedele» una dichiarazione dei redditi che riporta un valore della produzione inferiore a quello effettivamente accertato poi dall’Agenzia delle Entrate, o valori di detrazioni e deduzioni non corrispondenti alla realtà. In breve si definisce una dichiarazione «infedele» quando non riporta dati veritieri e tale mancanza di corrispondenza tra dati reali e e dati dichiarati viene di fatto accertata dal Fisco.

Dichiarazione infedele: cosa si rischia

L’Amministrazione finanziaria ha chiarito se nella dichiarazione viene indicato, ai fini delle singole imposte un reddito, o un valore della produzione imponibile inferiore a quello accertato o un’imposta inferiore a quella dovuta o un credito (per le imposte dirette) o un’eccedenza detraibile o rimborsabile (ai fini Iva), superiori a quelli spettanti, c’è da considerare una sanzione amministrativa che va dal 90 al 180%, da applicare come maggiorazione all’imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato.

Per applicare la sanzione il credito non spettante deve essere utilizzato

La stessa Agenzia delle Entrate ha chiarito altresì cosa si intende per “credito utilizzato”, o meglio, “credito effettivamente utilizzato”, visto che la sanzione e il recupero dell’imposta resta applicabile nella sola ipotesi in cui il contribuente abbia davvero utilizzato un credito maggiore. Vediamo di specificare.

Credito effettivamente utilizzato: di cosa si tratta

Per credito effettivamente utilizzato, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che si intende quello utilizzato in compensazione in F24 o in dichiarazione a scomputo dell’imposta dovuta ovvero rimborsato. E non si considera utilizzato il credito riportato nelle dichiarazioni successive.

Cosa succede se in una dichiarazione il credito esposto è superiore al credito spettante?

Gli organi accertatori, nello specificare la sanzione, si riferiranno solo alla parte di credito non spettante, effettivamente utilizzata dal contribuente. Chi non ha utilizzato il credito, infatti, non ha tratto alcun vantaggio e, di conseguenza, non ha arrecato alcun danno all’Erario.

Qualora sia esposto in dichiarazione un credito superiore a quello spettante, quindi e tale credito  (o anche solo parte di esso) sia stato utilizzato dal contribuente, la violazione commessa è punita con la sanzione da 250 a 2mila euro, senza recupero d’imposta.


note

[1] Circolare n. 8/E del 07.04.2017.

Autore immagine: 123rf.com


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