Diritto e Fisco | Editoriale

Diffamazione in condominio

30 Marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Marzo 2018



Se parli con più persone ed offendi l’altrui reputazione, in assenza del diretto interessato, è reato. Ecco alcune ipotesi, che possono verificarsi in ambito condominiale.

Sei stato ingiuriato durante un’assemblea condominiale alla quale non hai potuto o voluto partecipare. Oppure hai avuto notizia di una conversazione tra condomini, avvenuta sul pianerottolo del tuo palazzo, in cui sei stato offeso. O ancora la tua morosità è stata messa in piazza da un bell’avviso nella bacheca condominiale. Ebbene in tutte queste situazioni è configurabile una responsabilità penale? In particolar modo è possibile parlare di diffamazione avvenuta in condominio? In linea teorica, la risposta dovrebbe essere positiva, ma cerchiamo di capirci qualcosina in più.

Quando c’è diffamazione?

La legge non consente di offendere l’onore e il decoro di una persona e in assenza della stessa. se questo avviene, scatta la responsabilità penale. In particolare è stabilito che è punito con una pena fino a un anno di reclusione o con la multa fino a 1032 euro, colui che, comunicando con altre persone, offende l’altrui reputazione [1]. In questa ipotesi di reato, che si distingue dall’ingiuria (attualmente depenalizzata), la persona offesa non è presente all’accaduto. Si tratta della cosiddetta diffamazione semplice, perseguibile solo a seguito di querela dell’interessato, da presentare inderogabilmente entro tre mesi dalla conoscenza/notizia dei fatti [2]. Questa condotta illecita si distingue da quella ben più grave realizzata a mezzo stampa o mediante circostanze equiparabili (tipica la diffamazione attraverso facebook: ne abbiamo parlato nell’articolo come denunciare una diffamazione su facebook), dove, per l’appunto, si parla di diffamazione aggravata e dove la responsabilità è ben più grave.

La diffamazione in assemblea condominiale

Abbiamo visto che, parlando con più persone, non è consentito offendere l’altrui reputazione e, indubbiamente, l’assemblea condominiale potrebbe rappresentare un’occasione per farlo, soprattutto in assenza del diretto interessato: ma non è tutto. Della diffamazione avvenuta in un’assemblea condominiale, potrebbe essere responsabile anche l’amministratore di condominio, ove mai riportasse, nella comunicazione del verbale, le frasi ingiuriose affermate durante la riunione. Lo ha chiarito la Cassazione [3], confermando la condanna ricevuta da un amministratore, che aveva inviato una lettera a tutti i proprietari, nella quale riportava le frasi offensive pronunciate, nel corso della riunione, ai danni di due condomini. A questo proposito, la Suprema Corte ha precisato che l’amministratore non aveva alcun interesse [4] a divulgare queste ingiurie e pertanto alcuna giustificazione poteva legittimare l’anomala comunicazione effettuata.

Diffamazione nella bacheca condominiale

Ovviamente anche mettendo gli avvisi in una bacheca condominiale è possibile diffamare qualcuno. Ebbene, è stata riconosciuta la responsabilità penale a carico dell’amministratore, per aver informato i proprietari della persistente morosità di alcuni condomini e del conseguente rischio di distacco della fornitura idrica. Questa informazione era stata divulgata mediante avviso nella bacheca condominiale: ebbene, la Cassazione [5] ha precisato esserci i presupposti per la diffamazione, se la teca è situata in un punto accessibile, non soltanto ai condomini stessi. La bacheca, infatti, è solitamente posta nell’atrio, cioè all’ingresso del palazzo e, pertanto, può essere consultata da un numero indeterminato di persone: ecco spiegata la responsabilità per diffamazione.

Diffamazione in condominio sul pianerottolo

Se c’è diffamazione quando si offende l’altrui reputazione comunicando con più persone, allora questo reato può sussistere anche quando ciò avviene in una conversazione sul pianerottolo di un palazzo. Potrebbe accadere che in assenza della persona offesa, alcuni condomini nel parlino male, lo critichino, lo ingiurino ripetutamente. Ebbene, è sufficiente la presenza di soltanto due persone alla conversazione offensiva, per individuare il presupposto minimo per configurare la diffamazione. Anche in questo caso, è la Suprema Corte di Cassazione [6] a confermare questa conclusione, aggiungendo che la diffamazione sussiste, anche quando la comunicazione avvenga con una sola persona, ma con modalità tali che l’offesa venga sicuramente a conoscenza di altri soggetti.

note

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Art. 124 cod. pen.

[3] Cass. pen. sent. n. 44378/2015.

[4] Art. 51 cod. pen.

[5] Cass. pen. sent. n. 4364/2013.

[6] Cass. pen. sent. n. 36602/2010.


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1 Commento

  1. Buongiorno. Sono una immigrata dall’Europa dell’Est da più di 20 anni. Di recente ho acquistato un appartamento in una città rivierasca del Nord d’Italia. I miei vicini regolarmente mi diffamano solo di notte e con cautela per non farsi riprendere in faccia mentre lo stanno facendo. Le diffamazioni si aggirano sempre sugli argomenti futili come “ha lasciato il marito” (sono una donna separata), “ha fatto un film porno” (addirittura! senza mai però indicare dove lo hanno visto e dove viene pubblicato. resta ovvio che non ho fatto mai niente del genere), “bestia”, “puttana”, “troia” e così via. Premesso che sono una madre di un bambino autistico con un handicap accertato al 100% e non potrei fare la puttana neanche se avessi voluto per la condizione che vivo con il figlio, non so più come comportarmi: denunciare non posso perché non so chi lancia quelle grida di notte. So solo che il mio ex marito farebbe di tutto per privarmi della patria potestà e non pagare al figlio l’assegno. Inoltre, aggiungo che i presupposti per tale privazione non ci sono: ho una condotta ineccepibile. Mi pare evidente l’istigazione al suicidio e la diffamazione condominiale. Accetterei molto volentieri qualsiasi consiglio nonché una consulenza legale da uno professionista che conosce la chiave per la mia situazione.

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