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Lo sai che? Come calcolare quanto mi spetta di disoccupazione

Lo sai che? Pubblicato il 28 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 marzo 2018

A breve si concluderà il tuo contratto di lavoro. Hai diritto alla Naspi? Quanto puoi percepire? Come fare per ottenerla? Ecco le risposte

Ti hanno assunto mesi fa in azienda con un contratto a tempo determinato. Hai lavorato bene, hai raggiunto gli obiettivi, ma il tuo datore ti ha preannunciato che non potrà tenerti, in fondo la tua assunzione a tempo era limitata a uno specifico progetto, che si sta concludendo. Oppure hai deciso di cimentarti con i famosi lavori stagionali, che richiedono una full immersion nelle stagioni estive al mare o in quelle invernali in montagna, per poi essere liberi il resto dell’anno. Anche in questo caso sai già che si tratterà di contratti a termine. Ovviamente, per chi – volente, nolente – viene licenziato, esiste la Naspi, un sussidio pensato per tamponare il provvisorio stato di “senza lavoro e in cerca di nuova occupazione”. Ti chiedi pertanto se anche tu puoi accedere alla Naspi e come calcolare quanto ti spetta di disoccupazione. Cerchiamo di capirne di più in questo articolo.

Disoccupazione: cos’è?

Prima di scendere in profondità e calcolare quanto ti spetti di disoccupazione, forse è meglio chiarire quando ti spetta questo sussidio. Perché non sempre se ne ha diritto.

La possiamo chiamare Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego), indennità di disoccupazione, sussidio di disoccupazione. Il risultato non cambia, è sempre lei: un ammortizzatore sociale che va a coprire, per un certo periodo di tempo,  la perdita di reddito e di lavoro dei cittadini [1].

Disoccupazione: quando ti spetta?

Il fatto di non avere lavoro però non è sufficiente a garantirti il diritto alla Naspi. Se sei inoccupato o inattivo, o comunque non hai mai avuto un lavoro o non lo hai da anni, non maturi il diritto a percepire la disoccupazione. Questo perché non sei disoccupato per legge.

Lo stato di disoccupazione è una situazione ben definita: innanzitutto devi aver perso il lavoro e devi poi essere iscritto alle liste di disoccupazione del tuo centro per l’impiego. Ecco allora che puoi ambire a questo importante sussidio rivolto a:

  • lavoratori con contratto di lavoro subordinato, che abbiano involontariamente perso l’occupazione (dimissioni per giusta causa comprese);
  • apprendisti;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato dalla pubblica amministrazione;
  • soci lavoratori di cooperative con contratto di lavoro subordinato.

Oltre a rientrare in queste categorie, devi necessariamente avere questi requisiti:

  • essere disoccupato (hai perso il lavoro involontariamente e ti sei iscritto alle liste di disoccupazione e hai dichiarato l’immediata disponibilità al lavoro). Attenzione anche le dimissioni per giusta causa sono considerate perdita involontaria di lavoro;
  • devi possedere almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti il licenziamento (rientrano anche i contributi figurativi, ad esempio nei periodi di maternità obbligatoria);
  • nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione, devi aver lavorato effettivamente per almeno 30 giorni.

Disoccupazione: come richiederla?

Mettiamo il caso che tu abbia tutti questi requisiti: hai perso il lavoro, hai tutti i contributi e i giorni lavorati richiesti dalla Naspi e appartieni a una delle categorie elencate sopra. Bene, puoi accedere alla domanda di disoccupazione. Come?

Ecco dove puoi fare domanda:

  • tramite il sito Inps. Devi però accertarti di possedere il codice Pin dispositivo. Accedi poi alla sezione dedicata del portale;
  • recandoti da un Patronato, da un sindacato, dal Caf;
  • telefonando al Contact center Inps (numero gratuito da fisso 803164 oppure da cellulare a pagamento allo 06 164164).

La domanda di disoccupazione dovrà comunque essere inviata all’Inps per via telematica (se vai da un patronato ci penseranno loro), entro 68 giorni dalla data di chiusura dell’ultimo rapporto di lavoro.

Oppure entro 68 giorni da queste situazioni particolari:

  • dalla fine del periodo di maternità indennizzato, se la maternità è iniziata durante il rapporto di lavoro, poi finito;
  • dalla fine del periodo di malattia indennizzato, se la malattia è incorsa durante il rapporto di lavoro, poi finito;
  • dal 38esimo giorno dopo la data di cessazione del rapporto di lavoro, in caso di licenziamento per giusta causa.

Come calcolare quanto mi spetta di disoccupazione?

Eccoci al nodo cruciale che ti porterà a capire quanto ti spetta di disoccupazione. Per calcolare l’importo che poi ti vedrai accreditare sul conto, ti servirà sapere alcune informazioni fondamentali:

  • la somma della tua retribuzione imponibile ricevuta degli ultimi 4 anni (l’imponibile previdenziale lo trovi in busta paga, sotto la colonna delle competenze);
  • quante settimane di contribuzione ti sono state versate;
  • un coefficiente di calcolo che corrisponde al numero 4,33.

Cosa devi farci con tutte queste informazioni? Devi effettuare un’operazione matematica. Questa: la somma della tua retribuzione imponibile DIVISA per il numero di settimane di contribuzione. La cifra che ottieni MOLTIPLICATA per il numero 4,33.

Da questa operazione verrà fuori un importo. Secondo la recente circolare dell’Inps [2], che ha aggiornato, tra l’altro, i nuovi importi Naspi 2018:

  • se la cifra risultante da questa operazione è inferiore o pari a 1.208,15 euro, allora la disoccupazione che percepirai corrisponderà al 75 per centro dell’importo;
  • se la cifra risultante è superiore a 1.208,15 euro, allora la disoccupazione che percepirai corrisponderà al 75 per cento della retribuzione mensile, incrementato del 25 per cento della differenza tra la retribuzione mensile e l’importo di 1.208,15 euro.

Qualunque cifra ti verrà fuori non potrà comunque superare l’importo di 1.314,30 euro mensili. In pratica nessuna disoccupazione percepita può superare questa cifra.

Facciamo un esempio:

Negli ultimi 4 anni hai lavorato 24 mensilità, con una retribuzione mensile di 1.000 euro. Avrai un totale di 24 mila euro negli ultimi 4 anni.

Hai accumulato un numero di settimane di contribuzione pari a 108.

Ecco che dovrai dividere 24 mila euro per 108. Il risultato è 222.

Dovrai poi moltiplicare 222 per il coefficiente 4,33. L’importo risultante è 961,26.

Questo importo è inferiore a quello di 1.208,15. Ciò significa che ti spetterà di disoccupazione il 75 per cento di esso, cioè 720,94.

Indennità di disoccupazione: quanto dura?

Calcolato quanto ti spetta di disoccupazione, vediamo ora per quanto tempo potrai percepirla.

Diciamo subito che un lavoratore disoccupato può percepire la Naspi per un massimo di 24 mesi (due anni). Di norma però la durata del sussidio dipende dalla tua storia contributiva e varia da persona a persona. La Naspi infatti spetta per la metà delle settimane contributive versate dal lavoratore negli ultimi 4 anni e viene versata mensilmente.

Se hai un numero di settimane versate pari a 120, la Naspi ti spetterà ogni mese per 60 settimane. Tieni anche conto del fatto che, a partire dal 4° mese di versamento Naspi, l’importo diminuisce del 3 per cento al mese.

note

[1] Artt. 1-14 D. lgs. n. 22/15 del 4 marzo 2015.

[2] Inps, circ. n. 9/18 del 31 gennaio 2018.

Autore immagine: Pixabay 


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