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Le Guide Maggiorazione sociale della pensione 2018

Le Guide Pubblicato il 28 marzo 2018

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Maggiorazione sociale per i pensionati e incremento al milione: a quanto ammontano, quali requisiti sono richiesti.

Sei pensionato e possiedi un reddito non molto alto? Forse non sai che, se rispetti determinati requisiti, puoi avere diritto alla maggiorazione sociale della pensione, cioè a un importo aggiuntivo che serve ad aumentare mensilmente la tua pensione. Se hai almeno 70 anni e sei pensionato, al rispetto di determinati requisiti puoi avere diritto anche a una maggiorazione aggiuntiva, l’incremento al milione. La maggiorazione sociale, che spetta dai 60 anni in poi, è stata prevista dalla nota legge del 1988 sull’elevazione dei livelli dei trattamenti sociali e miglioramenti delle pensioni [1], mentre l’incremento della maggiorazione è stato introdotto dalla finanziaria del 2002 [2]; sia la maggiorazione che il suo incremento, essendo operativi da parecchio tempo, sono stati adeguati negli anni. Gli invalidi possono richiedere l’incremento già dal compimento del 60° anno di età; inoltre, per chi ha versato un minimo di anni di contributi, l’età a partire dalla quale si ha diritto all’aumento della maggiorazione si abbassa, dai 69 sino ai 65 anni.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come funzionano, per il 2018, la maggiorazione sociale della pensione e il suo incremento, a quanto ammontano, chi ne ha diritto e quali requisiti di reddito si devono possedere per ottenere le prestazioni.

Chi ha diritto alla maggiorazione sociale della pensione?

Si ha diritto alla “semplice” maggiorazione sociale della pensione a partire dal compimento del 60° anno di età. La maggiorazione non spetta ai titolari di qualsiasi pensione, ma soltanto a coloro la cui prestazione è pagata da un fondo facente capo all’Inps (assicurazione generale obbligatoria, che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti, la gestione degli artigiani, quella dei commercianti e dei coltivatori, gestioni esclusive e sostitutive), ad esclusione degli iscritti alla gestione Separata. Sono esclusi anche gli iscritti alle casse dei liberi professionisti, che però possono aver diritto ad agevolazioni differenti, secondo il regolamento del proprio ente previdenziale.

Chi ha diritto all’incremento della maggiorazione sociale?

L’incremento della maggiorazione, o incremento al milione (si chiama così perché, in origine, era finalizzato a far raggiungere al pensionato, tra integrazione al minimo, maggiorazione e incremento, un trattamento pari a un milione di lire), indipendentemente dai contributi versati, spetta ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni (over 70). Per i pensionati di età compresa fra 65 e 70 anni, l’età anagrafica a partire dalla quale si ha diritto all’incremento è ridotta in relazione agli anni di contributi versati, sino a un minimo di 65 anni di età, come spiegato più avanti.

Nel dettaglio, l’incremento spetta:

  • agli invalidi civili totali, ai sordomuti o ai ciechi civili assoluti, titolari di pensione ordinaria o di inabilità; per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l’età per poter ottenere l’incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni;
  • ai titolari di assegno sociale;
  • ai titolari di pensione sociale (o della sola maggiorazione della pensione sociale);
  • ai titolari di pensione dei fondi esclusivi e sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • ai titolari di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni);
  • ai titolari di pensione della gestione speciale per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere.

Il limite anagrafico per l’incremento, come anticipato, può essere ridotto fino a 65 anni: in pratica, il requisito di 70 anni di età si riduce nella misura di un anno ogni 5 anni di contribuzione.

A quale età si ha diritto all’incremento al milione?

Vediamo, nel dettaglio, come si riduce il requisito di età; per l’incremento al milione sono necessari:

  • 69 anni età, se la contribuzione è versata per almeno 5 anni;
  • 68 anni età se la contribuzione è versata per almeno 10 anni;
  • 67 anni età se la contribuzione è versata per almeno 15 anni;
  • 66 anni età se la contribuzione è versata per almeno 20 anni;
  • 65 anni età se la contribuzione è versata per almeno 25 anni.

Si può ottenere la riduzione di un anno anche se si è in possesso di un periodo di contribuzione non inferiore a 2 anni e mezzo: ad esempio, se l’interessato ha almeno 2 anni e 6 mesi di contribuzione la maggiorazione può essere concessa a 69 anni, con almeno 7 anni e 6 mesi di contributi a 68 anni, con almeno 12 anni e 6 mesi a 67 anni e così via.

A quanto ammonta la maggiorazione sociale 2018?

La maggiorazione sociale, per l’anno 2017, è pari a:

  • 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni;
  • 82,64 euro al mese per chi ha un’età tra i 65 e i 69 anni.

A quanto ammonta l’incremento della maggiorazione sociale 2018?

L’incremento della maggiorazione sociale, il cosiddetto incremento al milione, spetta invece, come già esposto, a chi ha compiuto almeno 70 anni e consente di arrivare a una prestazione mensile sino a 643,86 euro (per l’anno 2018).

L’incremento al milione, comprensivo della eventuale maggiorazione sociale, non può superare l’importo mensile determinato dalla differenza fra l’importo di 643,86 euro (per l’anno 2018) e l’importo del trattamento minimo, o della pensione sociale o, ancora, dell’assegno sociale.

In pratica, nel 2018 l’incremento della maggiorazione sociale è pari a:

  • 136,44 euro al mese per i titolari di pensione;
  • 190,86 euro al mese per i titolari di assegno sociale;
  • 270,53 euro al mese per i titolari della vecchia pensione sociale.

L’incremento, al pari delle altre maggiorazioni, è corrisposto per 13 mensilità.

Quali sono i limiti di reddito per la maggiorazione sociale e l’incremento?

Se il pensionato non è coniugato e il suo limite di reddito non supera il trattamento minimo, pari a 507,42 euro mensili e 6.596,46 euro annui (considerando 13 mensilità; i valori si riferiscono all’anno 2018) ha diritto alla maggiorazione sociale o (sussistendone i requisiti) all’incremento al milione in misura intera (se percepisce anche la quattordicesima, l’incremento si abbassa di conseguenza).

La maggiorazione sociale o l’incremento sono invece riconosciuti in misura parziale se il reddito annuo proprio supera il trattamento minimo, ma non supera l’importo dato dalla somma del trattamento minimo annuo con l’ammontare annuo dell’incremento o della maggiorazione.

In buona sostanza, per il 2018 l’integrazione è parziale:

  • per chi percepisce la sola maggiorazione sociale, se non supera:
    • 6932,25 euro annui di reddito, se ha da 60 a 64 anni;
    • 7670,78 euro annui di reddito, se ha da 65 a 69 anni;
  • per chi percepisce l’incremento della maggiorazione sociale, se non supera 8.370,18 euro di reddito annuo.

Limiti di reddito per maggiorazione e incremento per chi è sposato

Se il pensionato è sposato (non legalmente ed effettivamente separato), ha diritto alla maggiorazione o all’incremento in misura intera se, oltre a rispettare i limiti di reddito personale, il reddito coniugale non supera l’importo dato dalla somma del trattamento minimo annuo con l’ammontare annuo dell’assegno sociale.

La maggiorazione sociale o l’incremento per i coniugati sono invece riconosciuti in misura parziale:

  • se il reddito annuo proprio supera il trattamento minimo, ma non supera l’importo dato dalla somma del trattamento minimo annuo con l’ammontare annuo dell’incremento o della maggiorazione;
  • in riferimento al reddito coniugale, questo non deve superare l’importo dato dalla somma del trattamento minimo annuo con l’ammontare annuo dell’assegno sociale e dell’incremento o della maggiorazione.

Nel dettaglio, per gli sposati, l’integrazione è totale se il reddito coniugale non supera 12.485,46 euro annui (5.889 euro, pari all’assegno sociale, 453 euro al mese, per 13 mensilità, più 13 mensilità di trattamento minimo, pari a 6.596,46 euro); l’integrazione, invece, è parziale:

  • per chi percepisce la sola maggiorazione sociale, se non supera:
    • 12821,25 euro annui di reddito coniugale, se ha da 60 a 64 anni;
    • 13559,78 euro annui di reddito coniugale, se ha da 65 a 69 anni;
  • per chi percepisce l’incremento della maggiorazione sociale, se non supera 14.259,18 euro di reddito annuo coniugale.

Devono, come già esposto, applicarsi anche i limiti di reddito personale già osservati: in pratica, opera un doppio limite, relativo al reddito personale e coniugale, oltre a un ulteriore “paletto”, che comporta, nel caso in cui non si raggiunga la soglia massima data dalla somma tra limiti minimi e incremento o maggiorazione, la corresponsione dell’integrazione per differenza, fino al raggiungimento della soglia massima.

note

[1] L.544/1988

[2] L.448/2001.


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