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Sito d’annunci: qual è il ruolo del gestore?

31 marzo 2018


Sito d’annunci: qual è il ruolo del gestore?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2018



Vorrei creare un app, dove si possa incontrare offerta e richiesta di lavoro nel settore alberghiero specialmente extra. Io non farei intermediazione ma darei solo un luogo comune per incontrarsi. Cosa devo fare?

Ai sensi dell’art. 1754 del codice civile: “È mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza”. Il mediatore, al fine di potere esercitare la propria attività, anche in caso di esercizio occasionale, deve essere iscritto in un apposito albo istituito presso ogni Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. La mancata iscrizione comporta l’irrogazione di sanzioni amministrative e l’obbligo di restituire la provvigione ai sensi degli artt. 2, 3, 8 legge 3 febbraio 1989, n. 39; art. 40, legge 12 dicembre 2002, n. 273; art. 1764 c.c..

L’attività del mediatore è quella di mettere in relazione le parti, attuando un collegamento diretto tra domanda e offerta. Le parti ottengono il beneficio di essere messe in contatto e, a sua volta, il mediatore ottiene il beneficio economico a titolo di compenso per le prestazioni svolte.

La normativa italiana riguardo la pubblicazione di annunci relativi ad offerte di lavoro, stabilisce che se il sito internet in questione fornisce semplicemente uno spazio pubblicitario, consentendo una inserzione nel portale, non vi è alcuna attività di mediazione. Se, al contrario, il gestore del sito, oltre alla pubblicazione degli annunci, si occupa anche di fornire servizi aggiuntivi, come ad esempio acquisire curricula dei potenziali candidati, concordare incontri e appuntamenti, si esegue concretamente un’intermediazione.

In altre parole, il gestore del sito internet di annunci che si comporta da tramite tra le aziende che offrono lavoro e i potenziali candidati, svolgendo una vera e propria attività di intermediazione tra le parti, deve essere regolarmente iscritto nell’albo della Camera di Commercio al fine di non incorrere in multe e sanzioni.

Poiché da quanto si legge nel quesito, le intenzioni del lettore sono solo quelle di creare una piattaforma comune, lo potrebbe fare creando un sito internet con la funzione di bacheca virtuale in cui la domanda e l’offerta del servizio avviene in maniera spontanea, senza il suo intervento quale intermediario.

Per tutelarsi ulteriormente è consigliabile:

1) predisporre un regolamento che possa disciplinare la modalità delle inserzioni esonerando il sito da qualsiasi finalità illecita o da usi impropri dello stesso.

2) Trattare i dati personali nel rispetto di quanto stabilito dal Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – Codice della Privacy.

La giurisprudenza conferma quanto detto.

La tutela della riservatezza si estende anche ai dati già pubblicati in Internet, poiché chi compia operazioni di trattamento di tali informazioni, dal loro accostamento, comparazione, esame, analisi, congiunzione, rapporto od incrocio, può ricavare ulteriori informazioni e, quindi, un valore aggiunto informativo, non estraibile dai dati isolatamente considerati.”. Cass. civ. Sez. I, 08/07/2005, n. 14390.

Costituisce una fattispecie di pubblicità ingannevole un messaggio, rappresentato da un banner presente sulla home page di un sito, collegato logicamente attraverso un link ipertestuale ad altre pagine web, recante l’invito a inserire gratuitamente il proprio annuncio economico, in ragione del fatto che non vengono portati a conoscenza dell’utente contestualmente al link ipertestuale, gli oneri economici cui la fruizione gratuita del servizio di inserzione gratuita degli annunci economici viene assoggettata, attraverso la prestazione del consenso al trattamento dei propri dati personali, quali la ricezione di e-mail pubblicitarie e la “profilazione“. Autorità Garante per la concorrenza, 20/12/2001, n. 10276.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente, al fine di non incorrere in sanzioni e/o altre problematiche, è preferibile strutturare il sito, come correttamente evidenziato dal lettore, come una piazza virtuale in cui le parti si incontrano liberamente senza il suo intervento.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

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