Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione supplementare gestione separata, requisiti

30 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2018



Quali sono i requisiti minimi per ottenere la pensione supplementare nella gestione separata?

Sei stato iscritto per qualche tempo alla gestione separata dell’Inps, ma i contributi non sono sufficienti per ottenere un’autonoma pensione? Magari in passato hai lavorato come libero professionista non iscritto all’albo, come collaboratore, oppure con i voucher, e temi che i contributi versati vadano persi? Non devi preoccuparti: oltre alla possibilità di utilizzare il cumulo o la totalizzazione, per sommare gratuitamente i contributi accreditati presso la gestione separata con quelli di altre casse, puoi anche ottenere la pensione supplementare nella gestione separata.

Che cos’è la pensione supplementare

La pensione supplementare spetta quando il lavoratore, che possiede un autonomo diritto alla pensione presso una gestione previdenziale, dispone di contributi accreditati presso una differente gestione, da soli non sufficienti per ottenere un’altra prestazione autonoma: in questi casi, la cassa previdenziale “secondaria” riconosce comunque un trattamento, “agganciato” alla pensione principale, ossia la pensione supplementare.

Che differenza c’è tra pensione supplementare e supplemento di pensione?

La pensione supplementare, a differenza del supplemento di pensione, consiste in un trattamento differente, aggiuntivo rispetto alla pensione principale e calcolato separatamente da questa, sulla base dei contributi previdenziali accreditati presso la cassa che riconosce la prestazione supplementare.

Età per la pensione supplementare

Perché il lavoratore abbia diritto alla pensione supplementare, è necessario il compimento dell’età pensionabile, cioè dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria: questo vale anche per il riconoscimento di una pensione supplementare da parte della gestione separata.

L’età pensionabile, sino al 31 dicembre 2018, è pari a 66 anni e 7 mesi; dal 1° gennaio 2019, aumenta a 67 anni. Dal 1° gennaio 2021 dovrebbe aumentare, secondo le previsioni delle tabelle sugli incrementi dell’aspettativa di vita, in misura pari a 3 mesi, e così ogni biennio; potrebbero però essere applicati incrementi maggiori, qualora l’aumento dell’aspettativa di vita riscontrato dall’Istat sia maggiore di quello previsto, oppure potrebbe non essere applicato alcun incremento, nel caso in cui l’aspettativa di vita diminuisca. In ogni caso, l’aumento a 67 anni dal 2019 è già stato confermato da un apposito decreto.

Quando è riconosciuta la pensione supplementare dalla gestione separata?

La gestione separata è l’unica cassa previdenziale che riconosce la pensione supplementare qualsiasi sia la gestione che liquida la pensione principale: possono ricevere la pensione supplementare dalla gestione separata, ad esempio, anche coloro che possiedono la pensione principale presso le casse dei liberi professionisti.

Requisiti minimi per la pensione supplementare nella gestione separata

Per ottenere la pensione supplementare presso la gestione separata, come abbiamo anticipato, è necessaria un’età minima, ossia l’età utile alla liquidazione della pensione di vecchiaia ordinaria.

Non è invece necessario possedere un requisito contributivo minimo, o aver maturato un assegno non inferiore a una determinata soglia: ciò vuol dire che la gestione separata liquida la pensione supplementare a prescindere dagli anni di contributi accreditati e dall’ammontare del trattamento.

Come si calcola la pensione supplementare nella gestione separata?

L’importo della pensione supplementare nella gestione separata viene calcolato col sistema contributivo, poiché si tratta di contributi versati dal 1996 in poi; non si deve applicare il sistema di calcolo utilizzato per liquidare la pensione principale perché, come già osservato, si tratta di una prestazione liquidata da una cassa differente, non di un ricalcolo della pensione, o supplemento di pensione. L’ammontare della pensione supplementare risulterà, dunque, proporzionale ai contributi versati, rivalutati (sulla base del tasso di capitalizzazione risultante dalla variazione media quinquennale del Pil, calcolata dall’Istat con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare) e trasformati in assegno col coefficiente di trasformazione corrispondente all’età del richiedente al momento della domanda di pensione.

Ad esempio, ipotizzando che un lavorator invii la domanda di pensione supplementare a 66 anni e 7 mesi di età, età per la quale l’attuale coefficiente di trasformazione corrisponde al 5,619% e considerando un montante contributivo pari a 15mila euro, la pensione supplementare annua lorda ammonterebbe a 842,85 euro e quella mensile a 64,83 euro (bisogna dividere la pensione annua per 13 mensilità).

Come si fa la domanda di pensione supplementare nella gestione separata?

La domanda di pensione supplementare, una volta maturato il requisito di età, può essere fatta tramite il sito web dell’Inps, se si risulta in possesso del codice pin dispositivo, della carta nazionale dei servizi o di identità unica digitale Spid almeno di secondo livello: bisogna accedere alla sezione Servizi per il cittadino, alla voce Domanda di prestazioni previdenziali; in alternativa, ci si può rivolgere al contact center Inps Inail (chiamando il numero 803.164), oppure a un qualsiasi patronato.

Qual è la decorrenza della pensione supplementare nella gestione separata?

La pensione decorre dal momento della domanda, dunque, nel caso in cui i requisiti siano maturati prima dell’invio dell’istanza, non si ha diritto agli arretrati.

I requisiti per ottenere la pensione supplementare sono, comunque, “cristallizzati”: significa che, una volta raggiunto il diritto all’assegno supplementare (cioè raggiunti i 66 anni e 7 mesi di età, o i 67 anni per chi non raggiunge 66 anni e 7 mesi entro il 31 dicembre 2018), questo può essere richiesto in qualsiasi momento successivo, anche se i requisiti d’età necessari dovessero aumentare per effetto degli incrementi legati alla speranza di vita.

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