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Rei reddito d’inclusione, nuovi importi e requisiti

29 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 marzo 2018



Incrementato ed esteso a nuovi beneficiari il reddito d’inclusione: sino a 540 euro al mese per le famiglie più bisognose.

In attesa del reddito di cittadinanza o del reddito di avviamento al lavoro, cambia e si rafforza il reddito d’inclusione Rei, divenuto operativo di recente: si tratta, lo ricordiamo, di un assegno mensile, che può spettare sino a un massimo di 18 mesi, destinato alle famiglie con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55. Dal 1° luglio 2018, il Rei spetterà a tutte le famiglie aventi i requisiti economici, a prescindere dalla composizione del nucleo familiare, e passerà dalla soglia massima di 485 euro all’importo massimo mensile di circa 540 euro.

Il Rei è erogato attraverso una carta acquisti, la carta Rei: come la vecchia Social Card, la carta Rei è emessa da Poste Italiane, consente l’acquisto dei generi di prima necessità e il pagamento delle utenze domestiche. Inoltre, offre la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto e dà diritto a degli sconti sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni delle bollette di energia elettrica e gas.

Il Rei può essere riconosciuto, in ogni caso, soltanto alle famiglie che aderiscono a un programma d’inclusione sociale e lavorativa: in pratica, i componenti del nucleo familiare si devono impegnare attivamente per conseguire una qualifica e trovare un impiego, secondo il progetto appositamente predisposto per loro, pena la revoca del Rei.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, quali sono, per il Rei reddito d’inclusione, i nuovi importi e requisiti: chi ne ha diritto, come si richiede, a quanto ammonta, che cosa succede a chi non cerca lavoro o rifiuta i percorsi di formazione.

Nuovi importi Rei reddito d’inclusione

In base a quanto reso noto dall’Inps [1], grazie alla legge di Bilancio 2018 gli importi massimi del Rei sono stati aumentati. Ricordiamo che gli importi soglia del reddito d’inclusione sono differenti a seconda del numero dei componenti della famiglia.

Nello specifico, il beneficio economico del Rei è pari, su base annua, al valore di 3mila euro moltiplicato:

  • per il parametro della scala di equivalenza (corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni previste dal decreto Isee);
  • per un parametro pari, in sede di prima applicazione, al 75%.

Il Rei è soggetto, in sede di prima applicazione, a un tetto massimo di erogazione, in quanto l’importo del beneficio non può essere superiore all’ammontare annuo dell’assegno sociale; la legge di Bilancio 2018 ha in seguito previsto che l’importo sia incrementato del 10%.

Nel dettaglio, se la famiglia ha:

  • un solo componente, il Rei può essere pari a un massimo di 187,5 euro mensili;
  • 2 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 294,38 euro mensili;
  • 3 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 382,5 euro mensili;
  • 4 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 461,25 euro mensili;
  • 5 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 534,37 euro mensili;
  • 5 o più componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 539,82 euro mensili.

I parametri della scala di equivalenza corrispondenti al numero di componenti il nucleo familiare, come definito ai sensi del decreto Isee, sono i seguenti:

  • un componente: 1,00
  • 2 componenti: 1,57
  • 3 componenti: 2,04
  • 4 componenti: 2,46
  • 5 componenti: 2,85.

Il parametro della scala di equivalenza è incrementato di 0,35 per ogni ulteriore componente il nucleo familiare. Tuttavia, l’applicazione del tetto massimo di importo annuale comporta l’abbattimento dell’importo massimo annuo erogabile ad un nucleo di 6 componenti, nella misura di 6.477,90 euro, e l’effettiva mancata applicazione dell’incremento di 0,35 per ciascun ulteriore componente.

Nuovi beneficiari del Rei reddito d’inclusione

Il Rei, allo stato attuale, spetta alle famiglie:

  • il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non supera 6mila euro; può essere utilizzato anche l’Isee corrente;
  • il cui indicatore Isre non supera i 3mila euro;
  • con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55 (nel caso in cui vi sia un componente disabile, perché il Rei spetti è necessaria la presenza di un genitore o di un tutore);
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • senza imbarcazioni da diporto o navi;
  • senza, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Dal 1° luglio 2018, non sarà più richiesto il requisito legato alla composizione del nucleo familiare: ciò vuol dire che potranno ottenere il reddito d’inclusione tutte le famiglie aventi i requisiti patrimoniali e reddituali indicati, anche senza figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55.

In ogni caso, chi richiede il Rei deve essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Chi lavora può chiedere il Rei reddito d’inclusione?

Il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché non si superi il limite Isee di 6mila euro annui e il limite Isre di 3mila euro. Bisogna comunque comunicare lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti del nucleo, attraverso l’apposito modulo Rei- Com (anche contestualmente alla presentazione della domanda: il Rei Com si trova in una sezione della domanda stessa).

Non è invece possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altri sussidi per la disoccupazione.

Chi percepisce prestazioni di assistenza può chiedere il Rei?

Se un componente della famiglia, o più familiari, beneficiano di altri trattamenti di assistenza, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, il valore mensile del Rei viene ridotto in corrispondenza al valore mensile di queste prestazioni. Se le prestazioni sono corrisposte con periodicità diversa da quella mensile, il loro ammontare viene calcolato in rapporto al numero di mesi cui si riferiscono.

Nel caso, invece, di prestazioni corrisposte in un’unica soluzione, queste sono considerate in ciascuno dei dodici mesi successivi all’erogazione per un dodicesimo del loro valore.

Non sono comprese nel valore mensile dei trattamenti di assistenza che incidono sull’importo del Rei:

  • il pagamento di arretrati;
  • le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al Rei, individuate nell’ambito del progetto personalizzato a valere su risorse del comune o dell’ambito territoriale;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • le somme riconosciute come rimborso spese sostenute, i buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Chi ha diritto al bonus Bebè può chiedere il Rei?

L’assegno di natalità, conosciuto come bonus Bebè, viene dedotto dal Rei solo in corrispondenza all’incremento dell’assegno previsto per i nuclei familiari con Isee entro 7mila euro annui, pari ad 80 euro mensili: in pratica, se si percepiscono 160 euro mensili di bonus anziché 80, riducono il Rei i soli 80 euro d’incremento.

Che cosa si deve fare per ottenere il Rei?

Per ottenere il Rei l’intera famiglia deve partecipare a un programma di inclusione attiva: deve, cioè, aderire a un progetto che prevede la formazione, la riqualificazione e la ricerca attiva di lavoro di tutti i componenti del nucleo, come già disposto in precedenza per il sostegno d’inclusione attiva.

In pratica, i servizi preposti, dopo aver analizzato la situazione della famiglia bisognosa:

  • realizzano un progetto personalizzato per il nucleo e di valutare i sostegni di cui la famiglia ha bisogno;
  • fanno firmare il patto di servizio, oppure il programma di ricerca intensiva di occupazione (i beneficiari del Rei possono aver diritto anche all’assegno di ricollocazione)se emerge che la situazione di povertà è dovuta alla sola mancanza di lavoro;

Firmando il progetto d’inclusione, tutti i membri della famiglia beneficiaria del Rei si impegnano a svolgere determinate attività, come cercare attivamente lavoro, accettare le offerte di lavoro congrue, assicurare la frequenza e l’impegno scolastico (se minori di 18 anni) e mettere in atto comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute.

In caso di ripetuti comportamenti inconciliabili con gli obiettivi del progetto da parte dei componenti della famiglia beneficiaria, il Rei può essere ridotto o revocato.

Chi non rispetta il progetto personalizzato perde il Rei?

Il Rei può essere decurtato in misura pari a un quarto di mensilità, una mensilità oppure essere addirittura revocato per ripetute violazioni del progetto familiare (questo può accadere anche se un solo componente della famiglia viola il patto).

Per approfondire: Sanzioni per mancato rispetto del progetto personalizzato.

Nei casi di decadenza, il Rei può essere richiesto nuovamente trascorsi almeno 6 mesi.

Come si chiede il Rei?

Il Rei può essere richiesto presso i comuni e i punti per l’accesso al Rei che sono identificati dai comuni.

Per presentare la domanda deve essere utilizzato l’apposito modello predisposto dall’Inps, disponibile anche sul sito dell’Inps e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Il nucleo familiare, all’atto della domanda, deve essere in possesso di una dichiarazione Isee in corso di validità.

Quando è pagato il Rei?

I comuni, ricevuta la domanda, devono comunicare all’Inps, entro 15 giorni lavorativi, le informazioni contenute nel modulo di domanda.

I comuni devono poi verificare i requisiti di residenza e di soggiorno, comunicandone l’esito non oltre 15 giorni lavorativi dalla richiesta del Rei, e, in caso di componente del nucleo in condizione di gravidanza accertata, la documentazione medica, rilasciata da una struttura pubblica, attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del parto.

L’Inps, a sua volta, verifica, entro 5 giorni lavorativi dalla trasmissione della domanda, il possesso dei requisiti per l’accesso al Rei, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate.

In caso di esito positivo delle verifiche, il Rei è riconosciuto dall’Inps condizionatamente alla sottoscrizione del progetto personalizzato, o del patto di servizio o del programma di ricerca intensiva di occupazione. Il riconoscimento condizionato del beneficio è comunicato dall’Inps agli ambiti territoriali e ai comuni interessati entro il termine di 5 giorni dalla comunicazione delle informazioni contenute nel modulo di domanda di Rei da parte dei Comuni o degli ambiti territoriali.

Successivamente, l’Inps dispone il versamento del beneficio, che decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda ed avviene a cadenza mensile.

note

[1] Inps Circ. n. 57/2018.

[2] Dpcm 159/2013.

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1 Commento

  1. ho fatto domanda rei la mia famiglia e composta da 4 persone con con isee positivo scala equivalenza se 2,46
    rei 2,46 non superando le soglie di 3000 e 6000 e 20,000 come reddito immobiliarequalche giorno fa l’importo disposto era di euro 461,000 oggi 333,000 mi sapete spiegare il perchè?

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