Diritto e Fisco | Editoriale

Ho denunciato mio figlio minorenne: chi paga l’avvocato?

30 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2018



Denunciare il proprio figlio minorenne perché ha commesso un reato: come pagare l’avvocato.

Tuo figlio, purtroppo, nonostante i tuoi insegnamenti, non riesce a seguire la strada della legalità e, pur essendo minorenne, commette molti reati? O, semplicemente, si droga e, quasi senza comprendere la gravità del suo gesto, molesta le persone e ruba nei centri commerciali? Essere genitori, si sa, è il mestiere più difficile del mondo, non ci sono libretti di istruzione, né scuole o insegnanti che possano aiutarci a capire come gestire la situazione. Per salvare tuo figlio e fare in modo che possa avere un futuro migliore (anche se dopo un po’ di sofferenza) e far sì che capisca i gravi errori che sta commettendo, hai deciso di denunciarlo; ti chiedi allora ho denunciato mio figlio minorenne: chi paga l’avvocato? Andiamo con ordine.

Il minorenne non ha la capacità di agire

Sappiamo tutti per sentito dire e per esperienza personale che il minore non può concludere contratti, non può acquistare beni senza il consenso dei genitori e tanto altro ancora. La capacità di agire, ovvero la capacità di compiere gli atti giuridici che concernono la propria sfera di interessi, si acquista al compimento del diciottesimo anno, cioè al raggiungimento della maggiore età [1], in quanto si presume che il soggetto acquisisca la maturità necessaria per decidere autonomamente (autodeterminarsi) e provvedere alla cura dei propri interessi. Il minore di anni 18, anche se di fatto è dotato della capacità di discernimento che lo rende capace di intendere e di volere (un minore può essere decisamente più maturo di un adulto), è legalmente incapace. Questa incapacità giuridica non gli consente di compiere da solo atti negoziali (come può essere un acquisto importante di un immobile o una vendita); e ciò al solo fine di proteggerlo dal rischio che, in assenza della necessaria maturità, possa arrecare un danno ai suoi stessi interessi. In sintesi, il minore non può, dunque, stipulare contratti e atti tra vivi aventi contenuto patrimoniale.

Prima di compiere 18 anni, il minore è sottoposto alla potestà dei genitori, oggi definita più correttamente responsabilità genitoriale. I genitori:

  • rappresentano congiuntamente il minore in tutti gli atti relativi alla sua sfera giuridica;
  • amministrano i beni del minore [2];
  • rispondono civilmente per gli atti illeciti compiuti dal minore nei confronti dei terzi [3].

La responsabilità penale del minorenne.

I genitori, prima del compimento del diciottesimo anno di età dei figli, sono la loro ancora di salvezza ma, attenzione, c’è qualcosa che non possono fare: non possono rispondere penalmente per gli atti illeciti compiuti dal minore.

Ebbene si, la responsabilità penale è personale [4]: paga chi commette il delitto o la contravvenzione.

Nel nostro ordinamento non è consentito che qualcuno si sostituisca ad un altro nella responsabilità penale derivante dalla commissione di un reato, nemmeno tra genitore e figlio. Questo significa che se un minorenne commette un reato ne risponde, ma se ho denunciato mio figlio minorenne, chi paga l’avvocato?

Il genitore denuncia il figlio minorenne: chi paga l’avvocato?

Sembra un paradosso giuridico ma, se il genitore denuncia un figlio minorenne, è tenuto a pagargli l’avvocato. Se, infatti, come abbiamo già detto, la responsabilità penale è personale, quella patrimoniale viene accollata dai genitori fino al compimento della maggiore età. I figli sono di chi li fa e, per questo, bisogna non solo godersi le soddisfazioni e le gioie che portano ma tocca anche (ed, alcune volte, soprattutto) affrontare i dolori ed i dispiaceri che possono causare.

Il più delle volte è proprio il genitore a scegliere l’avvocato per il figlio ed, in questo caso, è naturale che sia lui a retribuirlo. Diverso è il caso in cui il minorenne non abbia un avvocato di fiducia e sia il giudice a nominargliene uno di ufficio. L’avvocato nominato presenterà la parcella allo stato (come se si trattasse di un gratuito patrocinio) e lo Stato avrà il diritto di rivalersi nei confronti dei genitori.

Cos’è il gratuito patrocinio?

Il gratuito patrocinio è l’istituto che consente, a chi ha determinati requisiti, di non retribuire l’avvocato che sarà pagato dallo stato. Può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.369,24 euro; se l’interessato all’ammissione al patrocinio convive con il coniuge o con altri familiari, i limiti di reddito sopra indicati sono aumentati di 1.032,91 euro per ognuno dei familiari conviventi. Il reddito da indicare è quello costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso chi ne fa richiesta. In caso di denuncia ad un soggetto minorenne, la richiesta dovrà essere presentata sempre dal genitore che potrà beneficiarne per l’assistenza del minore.

note

[1] Art. 2 cod. civ.

[2] Art. 320 cod. civ.

[3] Art. 2047 cod. civ.

[4] Art. 27 Cost.

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