Diritto e Fisco | Editoriale

Risarcimento danni per mancata assunzione

29 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 marzo 2018



Hai diritto ad avere qual posto di lavoro, ma non sei ancora stato assunto. Oppure la promessa di quel lavoro è stata disattesa. Come puoi farti valere?

Già disoccupazione e mancanza di lavoro in questo momento storico rappresentano una gravissima problematica sociale, oltre che un fatto psicologicamente destabilizzante per chiunque. Immaginatevi poi cosa possa voler dire aver vinto un concorso che dà diritto a un contratto, ma non ricevere la lettera di assunzione. Oppure ancora cosa possa significare aver ricevuto una promessa di assunzione, dopo un colloquio andato alla grande, ma non vedersi mai più richiamati per firmare l’agognato contratto. È un danno psicologico non da poco. Qualcosa che può davvero atterrire e gettare in pasto alla frustrazione. Vediamo allora se in tutti questi casi sia possibile chiedere e ottenere un risarcimento danni per mancata assunzione.

Risarcimento danni per mancata assunzione nel pubblico

Mettiamo che tu abbia partecipato a un concorso pubblico per un contratto a tempo indeterminato all’interno di un qualsiasi ente pubblico (Asl, Comune, Regione, ecc). Hai dato il meglio di te, sei arrivato primo in graduatoria e sei risultato vincitore. Passano le settimane, i mesi, ma tu resti tale: vincitore, ma non assunto. Nessuno ti richiama e nessuno ti assegna il posto, facendoti firmare il contratto. Ti trovi di fronte a una mancata assunzione nel pubblico oppure anche solo a un ritardo nell’assunzione. Come ti puoi muovere?

Buone notizie. Hai un ampio margine di manovra. Questo perché il vincitore di un concorso pubblico deve obbligatoriamente essere assunto. E l’assunzione deve essere fatta in maniera tempestiva. Lo ha ribadito la Cassazione [1], trovatasi a decidere su un ricorso di un Comune che aveva assunto un autista di scuolabus, dopo ben 17 anni dal giorno in cui era risultato vincitore di un concorso.

La lezione impartita dalla Corte a questo Comune è che le amministrazioni pubbliche, nel momento in cui indicono un bando di concorso, hanno poi l’obbligo di assumere i vincitori di questa gara. E devono farlo entro tempi ragionevoli, altrimenti saranno obbligati al risarcimento del danno da mancata assunzione: dovranno quindi versare alla persona in questione una cifra corrispondente a tutte le retribuzioni perse, che gli sarebbero state corrisposte se fosse stato regolarmente assunto nei giusti termini.

Quindi, se vinci un concorso il 1° maggio 2018 e ti assumono il 1° maggio 2020, non può certo essere considerato un tempo ragionevole: dovranno risarcirti con una somma corrispondente a tutte gli stipendi che avresti percepito in questo lasso di tempo.

Risarcimento danni per mancata assunzione dei disabili

Mettiamo invece il caso che tu sia una persona disabile o appartenga alla lista delle categorie protette. Sicuramente sarai al corrente del fatto che per legge [2] i datori di lavoro sono obbligati ad assumere nelle loro aziende (a seconda delle dimensioni e del numero totale dei dipendenti), una specifica quota di disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento.

È il tuo caso. Hai fatto un colloquio, sei già stato avviato al lavoro, ma il datore non ti fa mai firmare il contratto.

Devi sapere che in caso di mancata assunzione di personale disabile, l’azienda in questione può essere punita in due modi:

  • con una sanzione, che la legge [3] ha innalzato a 153,20 euro per ogni giorno di mancata assunzione;
  • un risarcimento del danno da mancata assunzione, che costringe il datore a versare alla persona non assunta una somma corrispondente alle retribuzioni che avrebbe percepito se fosse stata regolarmente fatta entrare in azienda. Se il danno non si riesce a quantificare in modo preciso, sarà il giudice e stabilire un cifra equa di risarcimento.

Se ti trovi quindi in una situazione di questo tipo, puoi ragionevolmente bussare alla porta del giudice e chiedere un risarcimento del danno per mancata assunzione. Sta dalla tua parte anche la Corte di cassazione [4], che già nel 2014, ha deciso a favore del risarcimento del danno per due persone disabili non assunte al termine del periodo di avviamento al lavoro. Il datore era stato condannato a risarcire i due lavoratori danneggiati con una somma corrispondente alle retribuzioni dal periodo di inizio avviamento fino alla sentenza di appello (il secondo grado di giudizio).

Risarcimento danni per promessa assunzione non mantenuta

Vediamo ora invece il caso in cui tu abbia fatto un colloquio con un’azienda privata. Ti sei candidato a un’offerta di lavoro, inviando curriculum e lettera di presentazione. La tua esperienza ha fatto colpo, ti hanno chiamato per un colloquio che è andato alla grande. Talmente bene da essere ricontattato per un secondo colloquio più tecnico e per discutere i dettagli dell’assunzione. Ti hanno in pratica fatto una promessa di assunzione. Peccato però che questa rimanga tale, perché nulla di fatto si concretizza. Resti in attesa di firmare il contratto, ma nessuno ti ricontatta più e nessuno risponde ai tuoi solleciti.

Ti stai chiedendo se anche in questo caso tu possa ottenere un risarcimento dei danni per mancata assunzione? Diciamo che non puoi sempre farlo. Dipende tutto dalla situazione in cui ti trovi.

In linea generale ormai è assodato che la mancata assunzione, quando se ne ha diritto, porta a una legittima richiesta di risarcimento del danno subito. Ma che succede se dopo un colloquio, ti hanno confermato l’intenzione di assumerti, ti invitano a discutere sul da farsi e magari ti fanno anche fare un prova, salvo poi ottenere un nulla di fatto e un nessun contratto firmato?

Succede che a tuo favore potrebbe entrare in gioco la responsabilità precontrattuale dell’azienda. Secondo il codice civile [5], infatti, entrambe le parti, durante la fase delle trattative per la stipula di un contratto (compreso quello di lavoro), devono agire sempre secondo buona fede, senza causare danni all’altra e senza far perdere tempo alla persona che sta seduta al tavolo della negoziazione. In questo senso si parla di responsabilità precontrattuale: il contratto ancora non è firmato e non produce i suoi effetti. Ciò però non significa che l’azienda possa permettersi sfacciatamente di fare i propri interessi a tuo discapito.

Attenzione però, perché per portare in alto la bandiera di questo tipo di responsabilità aziendale, lo stadio delle trattative deve già essere avanzato. In pratica l’azienda deve farti proprio annusare l’odore dell’assunzione. Se lo fa, mette in mezzo promesse, accordi su orari, su mansioni, sul giorno in cui comincerà il lavoro e quello in cui verrà firmato il contratto, e magari ti fa anche fare una prova, salvo poi sparire, allora hai diritto di bussare alla porta del giudice e chiedere un risarcimento del danno oppure l’assunzione forzata.

Sta però a te l’onere di provare il danno subito, il tempo perso (e le eventuali occasioni di lavoro alternative che ti sei lasciato sfuggire in attesa di risposte dall’azienda incriminata). E se era addirittura stata scritta un lettera di promessa assunzione, sarai già molto avanti con l’onere della prova.

note

[1] Cass. sent. n. 8687/17 del 4 aprile 2017.

[2] Legge n. 68/99 del 1999.

[3] Art. 5 D. lgs. n. 185/16 del 2016.

[4] Cass. sent. n. 19609/14 del 2014.

[5] Art. 1337 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay 

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