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Lo sai che? La revoca all’avvocato

Lo sai che? Pubblicato il 29 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 marzo 2018

È possibile sostituire il vostro legale: come procedere e quali sono gli obblighi successivi del cliente e del professionista. Prima di cambiare, fate le opportune valutazioni.

Avete una causa in corso, ma non siete soddisfatti dell’andamento della stessa ed avete forti dubbi sulla bontà dell’operato del vostro legale. Inoltre siete poco soddisfatti delle scarse informazioni che vi fornisce e della disponibilità a rispondere alle vostre richieste di chiarimenti. Quanto descritto corrisponde soltanto ad una delle tante situazioni che possono incrinare il rapporto di fiducia tra l’avvocato e il cliente. Ebbene se volete cambiare legale dovete chiedere il consenso a quello precedentemente incaricato? È possibile comunicare la revoca all’avvocato, indipendentemente dalla sua volontà contraria? Cerchiamo insieme di chiarire ogni dubbio a riguardo, sviluppando anche l’aspetto della convenienza di una scelta di questo tipo.

La revoca all’avvocato: è possibile?

Il rapporto di fiducia che caratterizza il mandato conferito dal cliente al professionista, consente al primo di revocare l’incarico precedentemente dato, in qualsiasi momento ed indipendentemente da una motivazione adeguata o particolare. Ovviamente non si tratta di un’interpretazione personale, ma di una regola specificatamente sancita dalla legge [1]. In altri termini se avete firmato la cosiddetta procura alle liti per fare causa a qualcuno ed anche un preventivo contenente le spese e i compensi pattuiti, siete comunque liberi di sciogliere ogni impegno con l’avvocato così incaricato. Ricordatevi, però, che la revoca all’avvocato non impedirà a quest’ultimo di avere il giusto compenso per la prestazione si lì eseguita e il rimborso delle spese affrontate durante il mandato.

La revoca all’avvocato: come comunicarla

La revoca del mandato conferito ad un avvocato può essere espressa in vari modi, compreso quello orale. Tuttavia, ovviamente, è preferibile comunicargliela per iscritto, onde evitare equivoci o comportamenti poco corretti dello stesso professionista. Una raccomandata a.r. o una posta elettronica certificata (pec) saranno più che sufficienti a comunicare formalmente la revoca in questione.

La revoca all’avvocato: gli obblighi del legale

Ovviamente, non fa piacere a nessun professionista subire una revoca. Per quanto possa essere meritata o ingiusta, l’avvocato di turno non può offendersi e tanto meno indispettirsi, cercando di creare disagio al cliente revocante. In particolare, il legale, per quanto revocato, dovrà relazionare l’ex cliente sullo stato dell’incarico e consegnare al medesimo la documentazione inerente alla pratica già in atto. Come abbiamo visto in precedenza, egli avrà diritto a percepire il compenso pattuito per l’opera professionale prestata, ma non potrà trattenere la documentazione in suo possesso a tale scopo. Nella pratica, queste situazioni si caratterizzano per la contemporanea nomina di un altro legale. Quest’ultimo provvederà a contattare l’avvocato revocato, al fine di ottenere la documentazione relativa, ad esempio, alla causa in corso. Ricordatevi che gli eventuali comportamenti scorretti dell’avvocato “licenziato” saranno passibili di responsabilità nei confronti del cliente, ma anche di conseguenze di natura disciplinare per il professionista.

La revoca all’avvocato: gli obblighi del cliente

Ne abbiamo già parlato in precedenza. Il cliente può revocare l’avvocato sfiduciato ma non può pretendere di non pagarlo per l’opera professionale prestata sino al momento della revoca. Se non lo fa, rischia l’azione giudiziale di recupero dell’avvocato revocato. Questa conclusione, sancita dalla legge, condiziona non poche volte la scelta dell’assistito scontento. Questi, infatti, pur sapendo di poter revocare l’incarico, spesso e volentieri soprassiede nella scelta di un altro avvocato per non pagare il compenso due volte: a questo punto la domanda nasce spontanea.

La revoca all’avvocato: conviene?

In linea di massima, la risposta a questa domanda deve essere negativa. Se il rapporto si deteriora sino al punto che il cliente esprime e comunica la revoca all’avvocato, questi difficilmente farà degli abbuoni al suo ex assistito. Pertanto al compenso dovuto al precedente legale (che non sarà certamente scontato) dovrete aggiungere quello del successivo professionista. In altre parole, fate bene i vostri conti:

  • valutate il compenso dovuto all’avvocato da revocare;
  • valutate, con preventivo scritto, il compenso dovuto al nuovo professionista;
  • valutate l’opportunità (quanto sono gravi le mancanze del vostro avvocato?) e i benefici di natura tecnica ricavati dalla sostituzione (ad esempio, la competenza del nuovo professionista);
  • comparate, quindi, costi e benefici della vostra scelta.

note

[1] Art. 2237 cod. civ.


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