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Come funziona la cedolare secca per affitti brevi

24 Aprile 2017 | Autore:
Come funziona la cedolare secca per affitti brevi

Case in affitto su Internet? Scatta la cedolare secca al 21%. Previste multe salate per chi non rispetta la «Tassa AirBnb».

Nella manovra allo studio in questi giorni dal consiglio dei ministri spunta anche la cedolare secca sugli affitti brevi, ribattezzata anche come tassa Airbnb. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Case in affitto su internet? Ecco la cedolare secca al 21%

La norma, il cui obiettivo è quella di rimpinguare le casse erariali, prevede una cedolare secca del 21% per le locazioni sotto i 30 giorni, di norma gli affitti vacanza, qualora la locazione avvenga attraverso portali come Airbnb e Booking.

Come funziona la cedolare secca sugli affitti brevi

I soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, che operano attraverso portali internet dove si incontrano domanda e offerta di affitti sono tenuti a comunicare i dati dei contratti all’Agenzia delle Entrate.

Se gestiscono anche il pagamento diventano sostituti di imposta e applicano una ritenuta del 21% da versare allo Stato.

Nel caso di mancato versamento è prevista una sanzione da un minimo di 250 ad un massimo di 2mila euro.

La misura vuole combattere l’evasione fiscale nel campo degli affitti brevi consentendo al fisco di recuperare circa 3,5 milioni di euro. Se confermata scatterà dal primo giugno.

È facile prevedere come la nuova norma sugli affitti brevi colpisce per ora solo gli intermediari che operano online e non tutte quelle realtà di affitti brevi stagionali, affidati per lo più a contatti personali, che resterebbero ancora una volta del tutto sconosciuti al fisco.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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