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Trasferimento dipendente vicino ai figli piccoli

30 Mar 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Mar 2018



Dipendente pubblico con figli piccoli: come avere l’assegnazione temporanea vicino alla famiglia.

Il lavoro può portare spesso lontano dal proprio nucleo familiare e dagli affetti e si fa quel che si può per ottenere trasferimenti, mobilità e assegnazioni temporanee per ricongiungersi alla propria famiglia, specialmente se si hanno figli piccoli. Per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, con figli minori fino a tre anni di età, è prevista una particolare tutela, consistente nell’assegnazione temporanea ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa [1]. Al fine di ottenere l’assegnazione temporanea, la legge richiede determinati requisiti, in presenza dei quali l’Amministrazione non può rifiutare la mobilità, se non per comprovate ragioni eccezionali. Vediamo come funziona il trasferimento del dipendente per ricongiungimento ai figli piccoli e quando l’Amministrazione può negarla.

Assegnazione temporanea ricongiungimento figli: cosa dice la legge

Il genitore dipendente di amministrazioni pubbliche, con figli fino a tre anni di età, può essere assegnato, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività.

La domanda di assegnazione temporanea deve essere presentata dal dipendente e il suo accoglimento è subordinato all’esistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L’eventuale dissenso deve essere motivato e limitato a casi o esigenze eccezionali.

L’assenso o il dissenso devono essere comunicati all’interessato entro trenta giorni dalla domanda.

Il posto temporaneamente lasciato libero non si renderà disponibile ai fini di una nuova assunzione.

L’Amministrazione può negare il trasferimento per ricongiungimento figli?

Secondo la giurisprudenza, l’Amministrazione di provenienza e quella di destinazione possono negare la mobilità solo quando vi sia un fondato motivo espresso di diniego, non potendo fare riferimento a generiche esigenze operative.

La chiara lettera della legge richiede, infatti, che le ragioni del mancato accoglimento dell’istanza presentata dal dipendente siano adeguatamente rappresentate dall’Amministrazione.

L’assegnazione temporanea del dipendente genitore di figli piccoli è volta alla protezione di valori di rilievo costituzionale (valori della famiglia e doveri verso la prole) e, pertanto, il dissenso delle Amministrazioni di provenienza e di destinazione deve essere limitato a casi o a esigenze eccezionali e congruamente motivato [2].

Il beneficio, pensato quindi nell’esclusivo interesse del minore, ha la finalità di favorire il ricongiungimento di entrambi i genitori ai figli ancora in tenera età.

Una recente sentenza del Tar Veneto [3] ribadito che, i n presenza dei requisiti obiettivi, l’interesse legittimo del dipendente può non essere soddisfatto solo di fronte a riconosciute superiori esigenze organizzative dell’Amministrazione. Tali esigenze vanno congruamente motivate e devono essere di natura eccezionale e non sono più quindi identificabili col mero disagio all’attività della Pubblica Amministrazione, bensì con l’effettivo pregiudizio al buon andamento della stessa.

Per esempio, il deficit di organico dell’Amministrazione di provenienza non è una valida giustificazione di diniego se l’ente non dimostra che effettivamente il trasferimento del lavoratore potrebbe compromettere la funzionalità del servizio.

Se la motivazione è generica e non vi è prova dell’eccezionalità, il diniego di assegnazione temporanea è illegittimo.

Ricorso contro il diniego di assegnazione temporanea

Il dipendente che avendo presentato istanza di mobilità per ricongiungimento con i figli si è visto negare i trasferimento per motivi generici, può ricorrere contro il provvedimento di diniego.

È previsto un particolare strumento processuale, il ricorso d’urgenza, grazie al quale è possibile chiedere al Tribunale di accertare il diritto del dipendente all’assegnazione temporanea e di ordinare all’Amministrazione di adottare tutti i consequenziali provvedimenti.

Il procedimento di urgenza è essenziale al fine di consentire al dipendente di sfruttare il periodo di tempo consentito dalla legge per il ricongiungimento ai figli: se si dovessero attendere i tempi di una causa ordinaria, si correrebbe il rischio del superamento dei tre anni di età del minore, con perdita definitiva del requisito principale della mobilità.

note

[1] Art. 42 bis D.Lgs. 151/2001.

[2] Cons. Stato, sent. n. 1317/2016.

[3] Tar Veneto, sent. n. 316/2018.


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