Diritto e Fisco | Editoriale

Sono separato: mi spetta la pensione sociale?

30 marzo 2018 | Autore:


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I requisiti della pensione sociale e dell’assegno sociale cambiano per chi è separato?

Essere separati non comporta, di per sé, il diritto a ricevere la pensione sociale o l’assegno sociale (cioè il trattamento che ha sostituito l’assegno sociale, dal 1996): tuttavia, il fatto di essere sposati, in alcuni casi, può diminuire l’importo della pensione o dell’assegno sociale, a seconda del reddito del coniuge. Questo accade perché, sia per calcolare l’importo base dell’assegno, che per calcolare le maggiorazioni eventualmente spettanti, si deve tener conto di un doppio limite, relativo al reddito personale ed alla somma del reddito proprio e del coniuge. In pratica, vi sono delle soglie di reddito differenti, una relativa al reddito personale e l’altra ai redditi di entrambi i coniugi: per calcolare l’importo dell’assegno sociale bisogna sottrarre il reddito personale dalla prima soglia di reddito, poi sottrarre il reddito proprio e del coniuge dalla seconda soglia di reddito e confrontare i risultati delle due differenze; l’importo più basso corrisponde all’assegno sociale spettante. Di conseguenza, l’assegno sociale spetta in misura piena solo se il reddito proprio e quello del coniuge sono pari a zero, dunque si hanno, nella maggior parte dei casi, maggiori probabilità di ricevere l’assegno sociale per chi è separato (legalmente ed effettivamente). Ma procediamo per ordine e vediamo quando, per chi è separato, spetta la pensione sociale o l’assegno sociale, e in quali casi la prestazione di assistenza è ridotta.

Che cosa sono l’assegno sociale e la pensione sociale

L’assegno sociale è una prestazione di assistenza riconosciuta dall’Inps pari a 453 euro mensili, ed è erogato, come la pensione, per 13 mensilità: pertanto, la sua misura annuale è pari a 5.889 euro.

L’assegno sociale ha sostituito, a partire dal 1996, la “vecchia” pensione sociale.

Il trattamento è condizionato dal possesso di determinati requisiti di reddito personali: contano anche i redditi del coniuge se il beneficiario dell’assegno sociale, o pensione sociale, è sposato e non legalmente o effettivamente separato.

A chi spetta l’assegno sociale

Hanno diritto ad ottenere l’assegno sociale le persone che possiedono i seguenti requisiti:

  • almeno 66 anni e 7 mesi di età: questo requisito è unico, per gli uomini e per le donne, ed è valido a partire dal primo gennaio 2018, in quanto è stato elevato di 1 anno, come previsto dalla Legge Fornero [1];
  • cittadinanza italiana, o, in alternativa, cittadinanza di un Paese europeo, qualora il richiedente abbia effettuato iscrizione all’anagrafe del comune di residenza, oppure, ancora, cittadinanza di un Paese Terzo, qualora il richiedente possieda il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • reddito non superiore a 5.889 euro annui, se il richiedente non è sposato o è separato;
  • reddito non superiore a 11.778 euro annui, se il richiedente è coniugato.

Calcolo pensione sociale per chi è sposato

Se il beneficiario dell’assegno sociale è sposato, la prestazione spetta nella seguente misura:

  • in misura intera solo se il reddito personale è pari a zero, mentre spetta in misura ridotta sino a 5.889 euro annui;
  • in misura intera, in rapporto al reddito proprio e del coniuge, solo se questo è pari a zero, mentre spetta in misura ridotta sino a 11.788 euro annui;

In base a quanto esposto, è chiaro che, anche se il pensionato non ha redditi, ma si sposa con una persona avente un reddito proprio, subisce una diminuzione dell’importo base dell’assegno sociale, oppure può addirittura perdere la pensione, a seconda del reddito del coniuge.

Ai fini del diritto all’assegno sociale rilevano i redditi, propri e del coniuge, di qualsiasi natura, al netto delle imposte e dei contributi, compresi i redditi esenti da imposte, quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o imposta sostitutiva, nonché agli assegni alimentari corrisposti secondo le norme del codice civile e le pensioni di guerra.

Non rilevano, invece:

  • il Tfr e gli altri trattamenti di fine rapporto comunque denominati, con le relative anticipazioni;
  • gli arretrati soggetti a tassazione separata;
  • il valore dello stesso assegno sociale;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • le indennità di accompagnamento di ogni tipo;
  • gli assegni per l’assistenza personale e continuativa pagati dall’Inps ai pensionati per inabilità;
  • gli assegni per l’assistenza personale continuativa erogati dall’Inail nei casi di invalidità permanente assoluta;
  • i trattamenti di famiglia comunque denominati;
  • le pensioni calcolate con il sistema integralmente contributivo (non liquidate da fondi di previdenza complementari), limitatamente ad un terzo della pensione stessa e comunque non oltre un terzo del valore dell’assegno sociale.

Calcolo pensione sociale per chi è separato

Se il beneficiario dell’assegno sociale è separato (legalmente ed effettivamente), divorziato, o non è mai stato sposato, l’assegno sociale spetta in misura intera se il reddito è pari a zero, in misura ridotta se non supera i 5.889 euro.

Come si calcola la riduzione della pensione sociale

Per determinare a quanto ammonta l’assegno mensile, si deve sottrarre il reddito annuo (proprio per i non coniugati, i separati ed i divorziati, o proprio e del coniuge, per gli sposati) dalla soglia limite, e dividere per 13. Facciamo alcuni esempi pratici:

  • un beneficiario non sposato, separato o divorziato ha diritto all’assegno sociale e possiede redditi annui rilevanti ai fini della prestazione per un totale di 3mila euro; per calcolare l’ammontare dell’assegno sociale mensile spettante dobbiamo effettuare queste operazioni: (5.889- 3mila) /13; il lavoratore avrà dunque diritto a un assegno mensile pari a 222,23 euro;
  • un beneficiario sposato ha diritto all’assegno sociale; possiede redditi annui rilevanti per un totale di 3mila euro, mentre la moglie possiede redditi annui rilevanti per un totale di 5mila euro ; per calcolare l’ammontare dell’assegno sociale mensile spettante dobbiamo effettuare queste operazioni: (11.778 – 8mila)/13; questo secondo beneficiario avrà dunque diritto a un assegno mensile pari a 290,61 euro.

Nel caso degli sposati, se il risultato dell’operazione risulta superiore all’ammontare dell’assegno sociale, si ha comunque diritto al solo ammontare pieno dell’assegno (salvo quanto disposto in merito alla maggiorazione sociale).

Calcolo maggiorazioni pensione sociale per sposati e separati

Per quanto riguarda il calcolo delle maggiorazioni sull’assegno sociale, bisogna sapere che, attualmente, è possibile ottenere i seguenti incrementi:

  • una maggiorazione pari a 12,92 euro mensili, che spetta, dal 2001, a tutti coloro che hanno un’età superiore ai 65 anni, ed un reddito inferiore a 6.056,96 euro, se non sposati, separati o divorziati, o inferiore a 12.653,42 euro, se coniugati; in particolare, questa maggiorazione spetta:
    • in rapporto al reddito personale, in misura piena se il reddito annuo è tra zero e 5.889 euro, in misura ridotta se tra 5.889 euro e 6.056,96 euro;
    • in rapporto al reddito proprio e del coniuge, in misura piena se il reddito coniugale annuo è compreso tra zero e 12.485,86 euro, in misura ridotta se compreso tra 12.485,86 euro e 12.653,42 euro.
  • una maggiorazione pari a 190,86 euro, che spetta, dal 2002, ai pensionati con almeno 70 anni di età e con reddito sino a 8.370,18 euro, se non sposati, separati o divorziati, o sino a 14.259,18 euro, se coniugati; questa maggiorazione può competere anche ai minori di 70 anni che hanno versato un determinato ammontare di contributi: in particolare, la riduzione di età si calcola in ragione di 1 anno ogni 5 anni di contributi versati; nel dettaglio, questa maggiorazione spetta:
    • in rapporto al reddito personale, in misura piena se il reddito annuo è tra zero e 5.889 euro, in misura ridotta se tra 5.889 euro e 8.370,18 euro;
    • in rapporto al reddito proprio e del coniuge, in misura piena se il reddito coniugale annuo è compreso tra zero e 11.788 euro, in misura ridotta se compreso tra 11.788 euro e 14.259,18 euro.

Per aver diritto alle maggiorazioni si deve quindi tener conto, come anticipato, sia del limite di reddito personale che di quello coniugale: questo fatto può danneggiare chi non ha reddito ma si sposa con una persona avente un proprio reddito, perché la misura della maggiorazione sociale spettante è quella di importo meno elevato tra l’intero importo della maggiorazione e quello risultante dal calcolo effettuato sulla base del reddito personale e della somma dei redditi del pensionato e del coniuge.

Al contrario, separarsi può danneggiare chi ha un reddito proprio, nel caso in cui il coniuge abbia un reddito pari a zero, dato che le soglie di reddito per l’assegno sociale e per le maggiorazioni applicate a chi è sposato sono più elevate.

note

[1] D.L. 201/2011.

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