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Dolori di schiena: dove adibire il dipendente pubblico


Dolori di schiena: dove adibire il dipendente pubblico

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2018



Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia titolare su posto di sostegno. Da settembre sono ancora in malattia perché per problemi alla colonna vertebrale non posso fare sforzi e operare con i bambini con disabilità. I medici mi hanno consigliato una vita tranquilla e di fare richiesta di essere assegnata ad altre mansioni chiedendo un’inabilità temporanea. Ho visionato la normativa relativa alle Modalità e ambiti di utilizzazione del personale docente ed educativo (CCNI 2008) La L. 135 del 2012 non dovrebbe essere ancora operativa perché manca il decreto attuativo. Il CCNI 2008 all’art. 3, al punto 2 sancisce che l’utilizzazione del personale… può essere disposta tenendo conto delle richieste dell’interessato anche presso altre istituzioni scolastiche … Per questo anno scolastico sono risultata soprannumeraria sul sostegno nella scuola del mio paese, pertanto ho dovuto presentare domanda di trasferimento condizionata ,ed ora sono titolare in una scuola a 50 Km dal mio paese. Una volta avviato l’iter burocratico per ottenere l’inidoneità (temporanea), essere sottoposta a visita collegiale per l’accertamento dell’inidoneità, potrei essere assegnata ad altre mansioni in una scuola del mio paese per il corrente anno scolastico? ovviamente previo colloquio con i Dirigenti per sapere se c’è la possibilità di essere utilizzata. E in più, la Dirigente della scuola in cui attualmente sono titolare ( alla quale dovrò presentare la domanda per avviare la pratica di inidoneità) è tenuta a richiedere all’autorità sanitaria di pronunciarsi sull’idoneità fisica o può rifiutarsi di inoltrare la richiesta? O potrei fare richiesta di sottopormi a visita direttamente all’autorità sanitaria senza presentarla alla Dirigente?

La possibilità per la lettrice di essere assegnata ad altre mansioni in una scuola del suo paese, per il corrente
anno scolastico, varia a seconda del tipo di inidoneità che le verrà riconosciuta.
Per poter sperare in un riavvicinamento nel suo paese di residenza e, al contempo, nel cambio delle sue mansioni lavorative, la lettrice dovrà ottenere:
– dal Collegio un riconoscimento di inidoneità temporanea, tale da giustificare il cambio di mansione. In tal caso, la Commissione esaminatrice dovrebbe dichiararla non idonea o temporaneamente per un totale di mesi (o di anni) in modo relativo allo svolgimento delle mansioni proprie del suo profilo di inquadramento, o non idonea permanentemente in modo relativo allo svolgimento di tutte le mansioni proprie o equivalenti del profilo di appartenenza, indicando le mansioni che la lettrice assolutamente non può più espletare; a tutto ciò, dovrà aggiungersi anche l’accertamento dell’impossibilità a percorrere lunghi tragitti in auto, o con mezzi pubblici per poter raggiungere l’attuale plesso scolastico di riferimento;
– un’autorizzazione del dirigente scolastico dell’attuale istituto e, cosa ancor più difficile, del dirigente scolastico dell’istituto del proprio paese presso il quale ottenere la mobilità. E, il problema principale, volendo ottenere proprio quest’anno la mobilità, è quello di trovare dei posti vacanti, compatibili con la sua inabilità.
Difatti, per i docenti relativamente inidonei all’insegnamento, l’utilizzazione dovrebbe avvenire, di prassi, nella stessa scuola di titolarità.
L’eventuale spostamento nel proprio paese di residenza rappresenta, infatti, una deroga che deve essere giustificata da comprovate esigenze psico-fisiche, oltre che dalla possibilità effettiva di essere utilizzata nel plesso scolastico di destinazione.
A ciò s’aggiunga che ad un’eventuale richiesta corredata dalla presenza di tutti i requisiti formali, non vi sarà la certezza di ottenere la mobilità richiesta, in quanto alcuna legge obbliga il dirigente scolastico ad eseguire tale operazione di mobilità.
Gli unici casi in cui vi è un obbligo di agire riguardano le inabilità permanenti assolute dove, una volta appurata l’inidoneità definitiva a lavorare, il dirigente ha l’onere di sottoscrivere, insieme all’insegnante, una risoluzione del contratto di lavoro non più espletabile.
Con riguardo al secondo quesito, ad avviso dello scrivente, l’istanza deve essere presentata al Dirigente Scolastico che dovrà inviare la domanda della lettrice, corredata da apposito certificato medico alla Commissione Medica di riferimento.
L’art.2, comma 5 del CCNI inidonei del 2008 statuisce infatti come “l’inidoneità allo svolgimento della propria funzione per motivi di salute deve risultare da apposito referto medico rilasciato dalla Commissione Medica di Verifica presso il MEF territorialmente competente. A tal fine il Dirigente Scolastico, anche su istanza dell’interessato, richiede all’autorità sanitaria di pronunciarsi sull’idoneità fisica o meno allo svolgimento delle funzioni di istituto, precisando se l’infermità riscontrata sia permanente ovvero temporanea e se l’interessato sia da considerare idoneo allo svolgimento di funzioni diverse da quelle d’istituto, con eventuale esclusione di talune attività ritenute incompatibili con lo stato di salute del soggetto”.
Pertanto, il dirigente non potrà rifiutarsi di inviare l’istanza della lettrice alla commissione medica, diversamente compiendo un rifiuto d’atti d’ufficio.
A questo punto, quello che si consiglia alla lettrice è:
– munirsi di dettagliato certificato medico,
– avanzare questa richiesta al dirigente scolastico di riferimento, facendo espressamente tutte le richieste che necessita, corredate da apposita motivazione medica e personale,
– attendere la convocazione della commissione medica e, una volta ottenuta, presentarsi accompagnata da un medico specialista di fiducia,
– attendere il responso positivo (in caso di esito negativo, potrà sempre fare ricorso alla Commissione medica di seconda istanza) e fissare un incontro con il dirigente scolastico attuale, rappresentando le proprie esigenze e le proprie competenze lavorative, in modo tale da permettere a questi di verificare la disponibilità di un impiego compatibile con il suo stato fisico presso il suo comune di residenza.
Solo in questo modo, la lettrice potrà sperare in una mobilità che allo stesso tempo le garantisca sia il posto di lavoro, che una mansione consona alle sue esigenze fisiche.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

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