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Come redigere una scrittura per recuperare un debito

31 marzo 2018


Come redigere una scrittura per recuperare un debito

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2018



Ho prestato tre mesi fa 750 euro (cash) ad un amico che ad oggi ancora non me li ha restituiti nonostante i ripetuti miei solleciti e le sue promesse. Ho tutti i messaggi su whatsapp e gli screenshot che lo provano. Ora abbiamo pattuito che li restituirà in 3 rate da 250€ l’una nei prossimi tre mesi e che è disposto a firmare una carta con la suddetta promessa. Che tipo di contratto occorre?

Il problema del lettore è facilmente risolvibile con una semplice scrittura privata, cioè con un accordo tra le parti.
In altri termini, perché il lettore possa avere un titolo da cui far emergere il credito, è sufficiente far sottoscrivere al suo amico una scrittura privata (praticamente un foglio, senza alcuna formalità) ove egli si impegna a pagarlo, oppure
dove semplicemente riconosce di aver contratto un debito. Si tratta, rispettivamente, della promessa di pagamento e della ricognizione di debito (art. 1988 cod. civ.), ampiamente idonei a dimostrare il suddetto credito.
Con queste dichiarazioni (ovviamente sottoscritte dal debitore), il lettore potrà tutelarsi dall’inadempimento del
suo amico, potendo perfino ricorrere in tribunale, ad esempio con decreto ingiuntivo. Toccherà al debitore dimostrare l’inesistenza del debito, l’avvenuto pagamento dello stesso oppure disconoscere la firma. Con la scrittura privata potrà anche prevedere un piano rateale di pagamento, oppure un termine.
Fondamentali per l’efficacia della scrittura privata sono la data, l’indicazione del debito e la sottoscrizione del debitore.
Ad esempio, la scrittura potrebbe avere questo tenore:
«Io sottoscritto … nato a … il … residente in … alla via… riconosco di aver ricevuto un prestito di € 750,00 in data _____ dal Sig…., nato a … il … residente in … alla via ….
Con la presente scrittura privata, oltre a riconoscere il debito, mi impegno a rendere al Sig. … l’intero importo, maggiorato degli interessi pari a _____, entro _____ [a questo punto il lettore può indicare un unico termine finale entro cui restituire l’intero debito, oppure prevedere diverse scadenze in modo da rateizzare il pagamento, ad esempio: € 250,00 entro il 28 febbraio 2018; € 250,00 entro il 31 marzo 2018; € 250,00 entro il 30 aprile 2018]».
La presente dichiarazione è rilasciata dal sottoscritto quale riconoscimento del debito e promessa di pagamento, dispensando dall’onere di provare il rapporto debitorio il sig. … sopra generalizzato,
per eventuali azioni legali che lo stesso avesse ad intraprendere per il recupero del credito vantato nei confronti del sottoscritto Sig. ______.
Data, luogo
Firma del debitore
Per adesione può firmare anche il lettore. Il termine di pagamento non è essenziale: ciò che è importante è che
risulti il debito. Se non è possibile incontrare il suo debitore di persona, il lettore potrà farsi inviare la scrittura
attraverso raccomandata a/r.
Non occorrono ulteriori formalità: l’importante è che emergano i dati essenziali come sopra riportati. Una
dichiarazione del genere consentirà al lettore di adire vittoriosamente il tribunale (anzi, nel caso specifico, visto il
valore della controversia, il giudice di pace) agendo direttamente per decreto ingiuntivo (art. 633 ss. cod. proc. civ.): in altre parole, incaricando un legale, questi potrà fare ricorso al giudice competente sulla base del solo riconoscimento del debito chiedendo l’emissione di un decreto ingiuntivo che, se non opposto entro quaranta giorni, diverrà esecutivo e consentirà al lettore di agire coattivamente (es.: pignoramento) per la restituzione delle somme, ovviamente maggiorate delle spese legali e degli interessi (invero minimi, vista l’esiguità della somma).
Per quanto riguarda il risarcimento, c’è da dubitare che il lettore possa ottenerlo, a meno che non proceda con un atto di citazione vero e proprio, cioè un atto con il quale decide di convenire in giudizio il debitore per chiedergli la restituzione delle somme e il risarcimento del danno, comunque da provare rigorosamente. Il giudice competente sarebbe sempre il giudice di pace.
Non è consigliabile a parere dello scrivente questa strada perché più lunga rispetto al procedimento agile e veloce del ricorso per decreto ingiuntivo. Inoltre, si sottolinea ancora una volta che, per ottenere il risarcimento, il danno subito a causa del prestito di denaro va provato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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