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Termovalvole: come vengono determinati i consumi?

1 Aprile 2018
Termovalvole: come vengono determinati i consumi?

In presenza di termovalvole sui caloriferi bisogna pagare gli effettivi consumi? Non sono presente nella casa da marzo 2017 e mi è arrivata una fattura “addebito delle due quote millesimali (consumo minimo addebitato) di € 537”. È regolare?

Ovviamente è impossibile verificare in astratto la regolarità dell’importo richiesto.
Tuttavia, al fine di poter valutare la regolarità stessa, si fa presente che, nel caso di termovalvole, il consumo stagionale è determinato sulla base di due da due parametri:
1- il consumo volontario della singola unità e che può essere ricavato dalla lettura o registrazione dei dispositivi installati (sotto-contatore o ripartitori sui radiatori);
2- il consumo involontario, o meglio “perdita di sistema”, che viene calcolato dalla differenza tra la lettura del contatore di centrale e la somma delle letture dei sotto-contatori oppure delle indicazioni dei dispositivi installati nei radiatori. Sinteticamente, i consumi involontari possono essere ricondotti a spese di conduzione e manutenzione ordinaria, spese per la gestione del servizio di lettura di contabilizzazione, o anche perdite della rete di distribuzione, cioè le dispersioni del calore che avvengono dalle tubature prima che raggiungano gli appartamenti.
In altre parole, i costi di riscaldamento non dipendono solo dal consumo effettivo, ma anche da una variabile involontaria.
Si precisa peraltro che chi si dovesse essere distaccato dall’impianto centralizzato, è tenuto comunque a pagare le spese involontarie secondo la nuova tabella millesimale del riscaldamento (UNI 10200).
Ciò detto, la verifica dell’esattezza del quantum richiesto al lettore richiede necessariamente una perizia tecnica sulla bolletta e sui consumi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Ambrogio Dal Bianco



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