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Fondazione e ccnl di formazione professionale

1 aprile 2018


Fondazione e ccnl di formazione professionale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 aprile 2018



La nostra fondazione privata senza scopo di lucro è accreditata da Regione Lombardia per i servizi di istruzione e formazione professionale (IeFP); non aderisce a qualsivoglia associazione di categoria e/o ad altro e, per propria scelta, applica ai dipendenti il CCNL della formazione professionale. La fondazione deve obbligatoriamente recepire in toto anche la contrattazione regionale di secondo livello (menzionato nell’art 1 del CCNL) o può applicare anche il solo CCNL? Vi sono sentenze in merito?

L’insegnamento della Corte di Cassazione innanzitutto chiarisce che l’obbligo di applicare un determinato contratto collettivo di categoria non sorge solo per i soggetti iscritti alle associazioni stipulanti ma può riguardare anche quei datori di lavoro che, pur non essendo iscritti, abbiano scelto spontaneamente di recepire il contenuto (o parte di contenuto) di quel contratto collettivo attraverso una manifestazione di volontà che può estrinsecarsi in un’accettazione esplicita o implicita nei comportamenti seguiti (in tal senso si sono espresse le sentenze n. 11.464 del 19 giugno 2004 e n. 8.565 del 5 maggio 2004).
Questo significa innanzitutto che se la fondazione, nei contratti individuali di lavoro dei propri dipendenti o nelle relative lettere d’assunzione, ha fatto un esplicito ed integrale recepimento del contratto collettivo nazionale della formazione professionale, allora è obbligata ad applicare tutte le norme contenute nel contratto collettivo esplicitamente recepito (vi sarà stata un’adesione esplicita all’applicazione del ccnl prescelto).
Detto questo, occorre aggiungere che sulla questione dell’obbligo di applicazione anche delle norme della contrattazione decentrata (di secondo livello) a cui il contratto collettivo nazionale faccia rinvio, si è espressa favorevolmente la giurisprudenza (nel caso del ccnl per la formazione professionale, l’articolo 1 B esplicitamente rinvia alla contrattazione regionale per le materie ivi specificate e per le quali, viene chiaramente detto, la stessa contrattazione regionale ha una propria autonomia e potere decisionale).
Difatti la Corte di Appello di Trento, sezione distaccata di Bolzano, con sentenza del 28 aprile 2003, stabilì che se il datore di lavoro, non iscritto all’associazione firmataria del contratto collettivo nazionale, ha recepito formalmente la disciplina contenuta nel contratto collettivo anche con riferimento a quelle materie per le quali nel contratto collettivo stesso è stato fatto un espliciti rinvio alla contrattazione decentrata (di secondo livello, regionale ecc.), quel datore di lavoro sarà tenuto ad applicare la disciplina di quelle materie contenuta nella contrattazione decentrata ed anche le successive modifiche o integrazioni apportate ad opera dei contratti collettivi territoriali.
Sulla base degli orientamenti citati risulta, pertanto, che se il ccnl è stato recepito con rinvio esplicito ed integrale nelle lettere di assunzione o nei contratti individuali e se il ccnl stesso contiene, per una serie di materie, un rinvio alla contrattazione decentrata, il datore di lavoro che a quel ccnl abbia spontaneamente ed esplicitamente aderito sarà obbligato ad applicare anche la normativa disciplinata dai contratti decentrati.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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