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Unit Linked: come comportarsi

1 aprile 2018


Unit Linked: come comportarsi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 aprile 2018



Le mie domande sono le seguenti, relative ad una Unit Linked collocata da FinecoBank: 1) In quasi tutte le polizze di questo tipo è specificato che i premi versati dal cliente sono separati dalle altre attività della compagnia (c.d. “capitale separato”), qui non c’è scritto ma mi assicurano quelli di Fineco che è a capitale separato, è corretto? 2) In quasi tutte le polizze di questo tipo è specificato che il prodotto sottoscritto è, al momento della redazione del prospetto, esente da imposte di successione. Qui vi è un accenno a pag. 21 nelle ultime 2 righe che recita “le somme corrisposte a seguito ecc. ecc.” ma null’altro, come mai non è specificato che, come tutte le Unit Linked, è esente da imposta di successione? Lo è o no? 3) In caso di fallimento della controparte (Old Mutual Wealth, gruppo Phlavia assicurazioni) e tenendo conto della domanda 1) verrebbero trasferiti al cliente i fondi sottostanti la Unit o l’ultimo controvalore rilevato?

Per quanto attiene al primo quesito, si può dire che per gestione separata (o capitale separato) si intende un fondo (gestito a sua volta da altra società) in cui la compagnia con la quale si stipula la polizza fa confluire i premi pagati dal cliente per investirne gli importi.
Lo scopo principale della gestione separata è quello di proteggere i premi corrisposti dal sottoscrittore della polizza da eventuali crisi della compagnia o da ripercussione negative di una cattiva gestione.
Nel caso specifico l’esistenza di una gestione separata risulta dalla indicazione (a pag. 28 dell’allegato) degli ASPETTI GENERALI contenuta nell’articolo 1 del “Regolamento dei Fondi Interni di Advice Unit prodotto finanziario assicurativo di tipo unit linked” laddove si afferma testualmente che “Lo scopo della gestione finanziaria dei Fondi è la redditività degli importi versati da ciascun investitore – contraente per il contratto espresso in quote, mediante una gestione professionale del patrimonio. Ciascun Fondo con ogni provento ad esso spettante a qualsiasi titolo, costituisce patrimonio distinto a tutti gli effetti della Compagnia e da quello dei partecipanti”.
Per quanto riguarda il secondo quesito, occorre dire che è direttamente la legge (articolo 12, lettera c) del decreto legislativo n. 346 del 1990) che prevede che “non concorrono a formare l’attivo ereditario … le indennità spettanti per diritto proprio agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto”.
Quindi l’esenzione dal pagamento dell’imposta di successione sulle indennità spettanti agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali stipulate dal defunto spetta perché lo prevede direttamente la legge.
Occorre aggiungere, però, che l’Agenzia delle entrate (in base a voci di stampa) è da tempo intenzionata a concedere l’esenzione solamente per le polizze che abbiano davvero una finalità assicurativa e previdenziale, negandola, invece, a quelle polizze che, in realtà, costituiscono strumenti prevalentemente finanziari (cioè forme di investimento in cui l’elemento assicurativo previdenziale viene a mancare).
Esiste, perciò, il rischio che l’Agenzia delle entrate assoggetti all’imposta di successione anche le polizze (fra cui le polizze index e unit linked) che non hanno lo scopo di coprire l’assicurato da un rischio, ma anzi finiscono con l’esporlo al rischio connesso all’investimento effettuato.
Chiaramente non tutte le polizze unit linked possono, semplicemente in quanto tali, essere classificate come strumenti finanziari e non come contratti di natura previdenziale; sarà essenziale per distinguere una polizza unit linked di natura previdenziale da una di natura finanziaria (quindi speculativa), verificare nel caso concreto su quale soggetto contrattuale sia fatto gravare il rischio contrattuale.
Se, cioè, la polizza sottoscritta prevede che il rischio gravi totalmente o prevalentemente sul cliente, allora la polizza non potrà essere considerata di natura previdenziale (ma sarà una vera e propria forma di investimento speculativo) con la conseguenza che non solo l’Agenzia delle Entrate potrà pretendere il pagamento dell’imposta di successione sulle indennità percepite dagli eredi, ma che i creditori potranno pignorare e sequestrare le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario (difatti anche il divieto di sottoporre a pignoramento o sequestro queste somme viene riconosciuto dalla giurisprudenza solo per le polizze che abbiano effettivamente una finalità assicurativa e non per quelle polizze in cui prevalga la finalità finanziaria, cioè di investimento speculativo).
Per quanto, infine, riguarda il terzo quesito, si deve considerare che l’eventuale fallimento della compagnia di assicurazione non produce automaticamente lo scioglimento del contratto di assicurazione sulla vita (si veda l’articolo 82 della legge fallimentare) che rimane invece sospeso fino a quando il curatore fallimentare, ai sensi dell’articolo 72 della legge fallimentare e con l’autorizzazione del comitato dei creditori, dichiarerà se subentrare nel contratto al posto del fallito assumendo i relativi obblighi verso l’assicurato, oppure se preferirà sciogliersi dal contratto stesso.
Nel caso in cui il curatore decida di sciogliersi dal contratto, il contraente (cioè l’assicurato) ha diritto di far valere nel passivo fallimentare il credito conseguente al mancato adempimento (quindi, al mancato esercizio del riscatto, ad esempio, se il riscatto non sarà stato possibile esercitare), senza che gli sia dovuto alcun risarcimento del danno.
Va considerato anche qui che, a seconda della natura della concreta polizza unit linked (previdenziale o finanziaria), le somme di cui l’assicurato vorrà chiedere il pagamento una volta fallita la compagnia saranno o meno assoggettate alla procedura fallimentare: infatti non fa parte della massa fallimentare ciò che non può essere pignorato (e, quindi, anche le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario per le polizze di natura previdenziale), mentre faranno invece parte della massa fallimentare le somme che l’assicuratore doveva per polizze di natura finanziaria (speculativa) e non previdenziale.
Perciò, nel caso di polizza effettivamente previdenziale, l’assicurato dovrà agire direttamente nei confronti del soggetto fallito per recuperarne l’importo, mentre invece dovrà insinuare il suo credito nella procedura fallimentare nel caso di polizza di natura finanziaria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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