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Lo sai che? Visura alla Camera di commercio e segnalazione Crif: cosa fa fede?

Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2018

Mia figlia è stata protestata. Sono trascorsi 5 anni, abbiamo fatto la visura alla camera di commercio e non risulta più nulla al crif. La visura l’abbiamo fatta la scorsa settimana. È attendibile?

Il protesto è l’atto pubblico volto ad accertare la mancata accettazione o il mancato pagamento di un titolo di credito, sia esso una cambiale o un assegno bancario o postale. Il protesto, ad esempio, può essere contestato al correntista perché l’effetto è stato emesso senza autorizzazione oppure per mancanza di provvista sul conto corrente, dunque la banca non è nelle condizioni di poter pagare il titolo. Il protesto va levato da un notaio o da un ufficiale giudiziario o dal segretario comunale, prima che sia spirato il termine di presentazione.
La Visura Protesti per Persona Fisica Nazionale è il documento rilasciato dalla Camera di Commercio che elenca tutti i protesti a carico di persone fisiche.
Per Crif si intende un sistema di informazione creditizia che, attraverso una apposita banca dati, memorizza i dati relativi a situazioni debitorie dei privati nei confronti delle banche o di altri intermediari.
I dati contenti in Crif riguardano esclusivamente rapporti di credito, come ad esempio mutui o finanziamenti, e vengono consultati dalle banche per verificare l’affidabilità di un potenziale futuro cliente nel momento in cui presenta una richiesta in tal senso. Sono esclusi da Crif eventuali protesti di assegni o cambiali, in altri termini, in questa banca dati non vengono inserite informazioni relative a protesti di assegni o cambiali.
La giurisprudenza conferma quanto detto ed evidenzia come la segnalazione in Crif avvenga esclusivamente per i soggetti che intraprendono rapporti di credito con banche o finanziarie.
“La banca mutuataria che segnali al gestore dell’archivio dei debitori insolventi (cosiddetto CRIF) il nominativo del mutuatario, il cui inadempimento all’obbligo di restituzione della somma mutuata si riveli essere, al momento della segnalazione stessa, conseguenza di un disguido ad esso non imputabile, integra la violazione del fondamentale dovere di solidarietà inerente al rapporto contrattuale, in forza del quale ciascun contraente è tenuto a non pregiudicare ingiustificatamente le ragioni dell’altro.” Cass. civ. Sez. I, 07/11/2011, n. 23033.
“L’inserimento del nominativo nel Crif ad opera della banca, in violazione degli artt. 13 e 23, D.Lgs. n. 196 del 2003, e, dunque, senza alcuna autorizzazione scritta o verbale del soggetto segnalato, con conseguente difficoltà di accedere, nel proprio interesse, a prestiti personali, determina un pregiudizio economico autonomamente risarcibile.” App. Lecce Sez. II, 19/07/2017.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente, poiché, come specificato sopranzi, in Crif non vengono inserite segnalazioni per protesti, nella situazione in esame è possibile che:

1) I dati relativi alla figlia della lettrice, inseriti in Crif, riguardino un mutuo, un finanziamento o un prestito che non ha alcuna attinenza con il protesto (che viene attestato dalla visura in Camera di Commercio);

2) Quella che la lettrice chiama “protesto” è in realtà un’altra situazione giuridica che, non essendo chiara nella domanda, si chiede gentilmente in caso di specificare meglio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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