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Graduatoria sulla base della residenza: come cambiarla

3 aprile 2018


Graduatoria sulla base della residenza: come cambiarla

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 aprile 2018



Mi sono iscritto ad un master presso l’università di Bologna, che prevede 12 voucher a copertura di costo di iscrizione (erogati da Regione, bando “alte competenze”), sulla base di 2 criteri: 1) graduatoria sulla base di curriculum e colloqui (sono 6 su 18, quindi OK) e 2) residenza e domicilio in Emilia R. Ora mi chiedo se e come sia possibile trasferire residenza o eleggere domicilio in Regione (la regione chiede ad ora solo un’autocertificazione). Avrei pensato alle seguenti: a) contratto comodato d’uso gratuito presso casa di un amico in regione e trasferimento del domicilio in tale luogo, alla luce del mio interesse verso la frequentazione del master; b) trasferimento del domicilio presso il bed&breakfast/affittacamere in cui passerei i weekend di frequentazione del master; c) contratto di affitto presso un appartamento a Bologna o comunque in Emilia e trasferimento in loco del domicilio.

La differenza fondamentale, per la legge, tra residenza e domicilio è la seguente.
La residenza è una situazione di fatto che necessita della effettiva ed abituale presenza di un soggetto in un dato luogo; il cambiamento di residenza (nel caso di specie sarebbe il trasferimento dall’attuale residenza anagrafica del lettore ad altra individuata in un comune nella sua regione) deve essere denunciato nei modi previsti dalla legge ed impone non solo apposita dichiarazione presso l’ufficio anagrafe del comune presso cui ci si trasferisce, ma anche il controllo, da parte solitamente della polizia locale, della veridicità della denuncia (gli agenti di polizia locale, cioè, sono tenuti ad accertare che il denunciante effettivamente dimori stabilmente ed abitualmente nel luogo in cui ha dichiarato di aver trasferito la sua residenza).
Come si può intuire, il cambiamento di residenza impone un iter burocratico e dei controlli di polizia anagrafica che possono anche condurre ad un esito negativo della procedura di trasferimento di residenza (i controlli di polizia vanno infatti eseguiti entro 45 giorni dalla data in cui si dichiara di aver trasferito la residenza e possono anche portare l’ufficiale di anagrafe a negare il trasferimento di residenza sulla base del rapporto steso dagli agenti di polizia locale).
Stando così le cose, e siccome per il master che il lettore ha intenzione di seguire è richiesto anche solo di avere il domicilio nella sua regione, il consiglio è di preferire la strada della elezione di domicilio in uno dei luoghi indicati nel quesito.
Il domicilio, infatti, a differenza della residenza, non richiede che il soggetto effettivamente e stabilmente dimori nel luogo di domicilio, né esiste alcuna registrazione in atti pubblici del domicilio, né la scelta del domicilio prevede particolari iter burocratici, controlli e formalità.
Il domicilio in sostanza è il luogo in cui il soggetto stabilisce la sede principale dei propri affari ed interessi e viene individuato sulla base della semplice intenzione del soggetto di avere proprio in quel luogo la sede principale dei propri affari e sulla base del fatto oggettivo della presenza in quel luogo dei prevalenti interessi economici della persona (nel caso specifico sarebbe la frequenza di un master universitario).
Pertanto, scartando il trasferimento di residenza, il lettore può eleggere domicilio in un luogo ubicato nella sua regione semplicemente attraverso la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà appositamente resa con il modello di autocertificazione che l’Università gli ha messo a disposizione (se il regolamento del master specifica che è appunto sufficiente che nella sua regione lo studente abbia anche solo il domicilio).
Non è cioè necessario, per eleggere domicilio in un dato luogo, null’altro che la dichiarazione scritta di avere in quel luogo il proprio domicilio.
Si consiglia, comunque, al lettore di avere il consenso del soggetto proprietario del luogo in cui avrà dichiarato il suo domicilio e di munirsi prudenzialmente anche di un atto (il contratto di comodato va benissimo) per eventuali e sempre possibili verifiche da parte dell’Università (nel regolamento del master potrebbe essere indicato attraverso quali modalità l’Università effettua controlli sulle domande presentate e sulle notizie in esse inserite).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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