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Un accordo verbale senza alcun scritto può valere?

4 aprile 2018


Un accordo verbale senza alcun scritto può valere?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 aprile 2018



Abito al primo piano di una bifamiliare e tempo fa ho dato al proprietario del piano terra (verbalmente) a titolo gratuito e fino a che rimanesse lui il proprietario, il permesso del passaggio di una canna fumaria che interessa il mio terrazzo e la mia soffitta. Questi però ha poi venduto l’appartamento e, alla mia richiesta di ripristinare le cose come da accordi allo stato originale, si è rifiutato dicendo che gli accordi senza scritto non valgono niente. Cosa devo fare? Di certo al nuovo proprietario non avrà comunicato niente di tutto questo.

L’accordo tra il lettore ed il proprietario del piano terra, sulla base degli elementi che emergono dal quesito, può configurare un contratto di comodato.
Il contratto di comodato (che si può concludere anche verbalmente) è infatti l’accordo con cui una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile affinché la utilizzi per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.
In ogni caso, anche al di là del comodato, è perfettamente legale che in base ad un accordo verbale si concluda un contratto, cioè un accordo, che ha pieno valore di legge ed è vincolante tra le parti.
Nel caso specifico, il lettore ha concesso al proprietario suo confinante di utilizzare gratuitamente parti della sua proprietà per appoggiarvi o farvi passare una canna fumaria fino al momento in cui fosse stato lui il proprietario.
Questo accordo per la legge è un vero e proprio contratto che obbliga il confinante del lettore a rispettare le condizioni pattuite.
Chiaramente se il confinante si rifiutasse di liberare spontaneamente dall’ingombro della canna le parti di proprietà del lettore sulle quali la canna stessa è appoggiata o che la canna occupa, quest’ultimo dovrà ricorrere alle vie legali e, se necessario, anche avviare una causa per ottenere che sia il giudice ad accertare l’obbligo del confinante di rimuovere la canna e poi condannarlo ad effettuare questa rimozione a sua cura e spese.
Se dovesse essere necessario da parte del lettore ricorrere alle vie legali, si tenga presente che toccherebbe allo stesso dimostrare al giudice (con le opportune prove) non solo che esisteva questo accordo tra lui ed il proprietario dell’appartamento sottostante, ma anche quali erano le singole condizioni dell’accordo (durata della sua concessione gratuita, obbligo di ripristino, eccetera).
Pertanto, si consiglia al lettore di richiamare verbalmente il vecchio proprietario dell’appartamento sottostante al suo al rispetto degli accordi; se questo richiamo non dovesse essere sufficiente, occorrerà ricorrere all’assistenza di un legale affinché si possa individuare la strada migliore per ottenere dall’ex confinante il rispetto degli accordi e, quindi, lo smantellamento della canna per liberare le parti di proprietà del lettore da questo ingombro.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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