Diritto e Fisco | Editoriale

Obbligazione: cos’è e come funziona

30 marzo 2018


Obbligazione: cos’è e come funziona

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2018



I diritti e i doveri del creditore e del debitore: come nascono le obbligazioni da contratto, fatto illecito e ogni altro atto o fatto idoneo.

Se qualcuno ti dovesse chiedere cos’è un contratto, cos’è un debito, cos’è un affare sono certo che, se anche non in termini giuridici, sapresti dare una risposta molto vicina alla definizione legale. Probabilmente, però, se ti dovessero domandare cos’è un’obbligazione potresti avere qualche tentennamento. E questo perché chi non ha studiato legge all’università non sa che il diritto ama esprimersi con linguaggi generali, inventando macro categorie di concetti che ne racchiudono altri più specifici. Ecco, una delle scatole più ampie che la legge conosce è proprio quella di obbligazione. Le obbligazioni, come dice la parola stessa, sono obblighi: obblighi che possono discendere da svariate ragioni come un contratto, un risarcimento per un incidente, la riparazione di un albero caduto sul tetto del vicino, il pagamento del canone di affitto o delle quote condominiali, il dovere di andare al lavoro tutte le mattine, ecc. La loro natura è varia e altrettanto varie sono le regole che le presiedono. Ecco perché è bene spiegare più concretamente cos’è un’obbligazione e come funziona.

Cosa sono le obbligazioni?

Se una persona si impegna a svolgere dei lavori edili in favore di un’altra contrae un’obbligazione. In questo caso si tratta di una “doppia obbligazione” (cosiddetta obbligazione a prestazioni corrispettive) dove tutti i soggetti hanno un obbligo e un diritto. Infatti l’artigiano deve eseguire il lavoro commissionatogli dal padrone di casa e quest’ultimo deve poi pagarlo.

Tutti sappiamo, ad esempio, che se siamo creditori di una somma di denaro, abbiamo diritto di essere pagati dal debitore; se abbiamo eseguito un lavoro abbiamo diritto di essere remunerati dalla persona che ce lo ha commissionato; se abbiamo locato un immobile abbiamo diritto di ricevere il canone dal conduttore ecc.

A fronte del dovere di chi contrae l’obbligazione sorge sempre il diritto dell’altro soggetto. Nelle obbligazioni corrispettive, quindi, entrambi i soggetti hanno un’obbligazione e un corrispondente diritto.

Lo schema dunque è questo:

  • il debitore è obbligato a eseguire la prestazione;
  • di solito la prestazione è di natura patrimoniale;
  • la prestazione deve essere eseguita in favore del creditore;
  • il creditore ha un diritto soggettivo a ricevere la prestazione;
  • il rapporto che si stabilisce tra creditore e debitore viene detto obbligazione.

Possiamo allora dire che l’obbligazione è il rapporto giuridico nel quale una parte, detta debitore, è obbligata a eseguire una prestazione di contenuto patrimoniale in favore di un’altra, detta creditore.

Che significa prestazione di contenuto patrimoniale? Non significa necessariamente dare dei soldi, ma svolgere un’attività il cui valore può essere quantificato in termini monetari. Una persona che si impegna a tenere pulito il giardino del vicino non gli sta dando denaro, ma la sua attività può essere valutata in termini economici (pari alla paga di un giardiniere).

Il diritto del creditore (anche detto diritto di obbligazione o meglio diritto di credito) è un diritto:

  • personale: poiché ha per oggetto una pretesa nei confronti della persona debitrice;
  • relativo: poiché il creditore può far valere le proprie pretese solo nei confronti del debitore;
  • patrimoniale: poiché l’oggetto della prestazione deve essere valutabile in denaro. Se la prestazione non è di natura patrimoniale non siamo in presenza di una obbligazione ma di un altro tipo di rapporto giuridico regolato da norme diverse.

Differenza tra obbligazioni e diritti reali

Le obbligazioni si riferiscono a rapporti tra persone e, quindi, vincolano un soggetto nei confronti di un altro o di altri. Ad esempio: l’inquilino è obbligato a pagare il canone di affitto ai due coniugi comproprietari dell’appartamento; il dipendente è tenuto a svolgere le proprie mansioni perché obbligato nei confronti di tutti i soci dell’azienda, ecc.. Nessuno, che sia estraneo all’obbligazione, può imporre al soggetto obbligato di compiere la sua prestazione: ad esempio, solo il creditore può imporre al debitore di pagare e non invece un suo amico.

Proprio il fatto che le obbligazioni ineriscono a rapporti tra persone è la principale differenza tra le obbligazioni e i diritti reali ossia i diritti sulle cose (la proprietà, l’usufrutto, ecc.). Difatti:

  • per esercitare un’obbligazione è necessaria la collaborazione del soggetto obbligato (che deve svolgere la propria prestazione) ed, in più, il diritto può essere vantato solo nei confronti di quest’ultimo, titolare dell’obbligo;
  • nei diritti reali il titolare può vantare il suo diritto nei confronti di tutta la collettività (nessuno può entrare in casa mia) e non c’è bisogno della collaborazione di nessuno (il diritto di proprietà, ad esempio, si realizza con il semplice dominio sulla cosa), ma solo dell’astensione da parte degli altri ad atti di interferenza nell’esercizio di tale diritto.

Differenza tra obbligo ed obbligazione

La differenza tra obbligo e obbligazione è la seguente:

  • obbligo: è un termine ampio che indica una vasta gamma di rapporto nei quali la parte passiva deve fare o non fare certe cose in favore della parte attiva. Obblighi sono ad esempio quelli dei dipendenti verso l’azienda, dei genitori verso i figli, del coniuge verso l’altro coniuge, ecc.
  • obbligazione è un termine più specifico che indica solo i rapporti nei quali la prestazione ha natura patrimoniale.

In cosa può consistere un’obbligazione?

L’obbligazione, abbiamo detto, è un comportamento che il debitore deve tenere in favore del creditore. L’oggetto di tale comportamento può consistere in un:

  • dare: ad esempio consegnare una cosa, pagare una somma di denaro, ecc.;
  • fare: ad esempio eseguire un servizio o un’opera;
  • non fare: non fare concorrenza, non danneggiare la proprietà del vicino, non elevare un muro ecc.

Il comportamento del debitore inoltre:

  • deve essere valutabile in denaro, anche se non deve necessariamente consistere nel dare una somma di denaro;
  • deve corrispondere a un interesse del creditore anche non patrimoniale (ad esempio, il diritto dei figli ad essere amati e accuditi dai genitori).

Come nascono le obbligazioni?

La nascita di un’obbligazione può avere la più disparata origine. Il codice civile fa una tripartizione; le obbligazioni possono nascere da:

  • un contratto: ad esempio Mario si impegna nei confronti di Luciano a realizzargli un’opera d’arte. Si tratta della fonte più frequente di obbligazioni. Da ogni contratto di vendita nasce un rapporto obbligatorio. I contratti peraltro non devono essere necessariamente scritti: si pensi a una persona che prende un capo di abbigliamento in un negozio con l’accordo di pagarlo il giorno successivo;
  • un fatto illecito: Luca rovina il soffitto di Matteo per causa delle tubature del proprio appartamento che presentano perdite; Antonio tampona l’auto di Roberto, ecc. I fatti illeciti sono quei comportamenti che causano ad altri un danno ingiusto e fanno sorgere nell’autore l’obbligo di risarcire il danno e nel danneggiato il diritto a essere risarcito;
  • ogni altro fatto o atto idoneo a determinare la nascita di un’obbligazione per l’ordinamento. Si pensi a una promessa di pagamento: Giuseppe lascia un foglio sulla scrivania di Amilcare in cui gli scrive «Entro il 5 febbraio ti pagherò duecento euro».

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