Diritto e Fisco | Editoriale

Detenzione: cos’è e qual è la differenza col possesso?

30 marzo 2018


Detenzione: cos’è e qual è la differenza col possesso?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2018



La detenzione è avere la disponibilità materiale di un oggetto senza l’intenzione di possederlo come se si fosse il legittimo proprietario.

Hai ricevuto in prestito un libro da un amico che conservi ormai da diversi giorni sul comodino; ti sei anche dimenticato di finirlo e di restituirlo al legittimo proprietario. Né lui ancora lo reclama. Di fatto, però, a chi ti chiede di chi è il libro dici la verità, ammettendo che si tratta di un prestito del tuo amico. Del resto, proprio in ragione del fatto che non ti appartiene, ti guardi bene dal sottolinearlo con una matita, stropicciarlo o rovinarlo. Ecco, se dovessimo descrivere, con una parola tecnica, il tuo rapporto con il libro parleremmo di detenzione. La detenzione, infatti, è quel rapporto di fatto che si instaura tra un soggetto e un bene di cui si potrebbe anche non essere proprietario, senza però disconoscerne la titolarità altrui. La differenza tra detenzione e possesso è tutta qui: se tu fossi stato possessore del libro, ti saresti comportato come se lo avessi acquistato tu (anche se ciò non fosse stato vero), sottolineandolo, facendo le orecchiette, magari strappando qualche pagina. Il possesso, infatti, consiste non solo nella disponibilità materiale di un bene, ma anche in un atteggiamento ulteriore: quello di volersi comportare (a ragione o a torto) come se si fosse il proprietario. Questo esempio dovrebbe aver spiegato concretamente cos’è la detenzione e qual è la differenza col possesso. Tuttavia, per semplificare ulteriormente la questione, cerchiamo di entrare più a fondo nel problema.

Cos’è il possesso?

Se hai letto il nostro articolo Proprietà e possesso: che differenza c’è? saprai già certamente cos’è il possesso. Il possesso – a norma del codice civile [1] – è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale. Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona che ha la detenzione sulla cosa. Quante persone conosci che possiedono beni di cui sicuramente non sono proprietari? Ad esempio, il ladro è possessore dei beni rubati perché, pur non avendoli acquistati, li utilizza come se ormai fossero propri. Anche chi trova un oggetto smarrito per terra diventa possessore (benché non fa ciò che gli prescrive la legge: consegnarlo all’ufficio oggetti smarriti del Comune ove lo ha trovato). Di solito possessore e proprietario sono la stessa persona e del resto il proprietario è sempre possessore, ma non è detto il contrario: gli esempi che abbiamo appena fatto ne sono un valido esempio. Se, ad esempio, il proprietario di un terreno invade quello del vicino – in buona o mala fede – e lo coltiva insieme al proprio, sta esercitando un possesso; peraltro, se il legittimo titolare non lo rivendicasse entro 20 anni, si formerebbe l’usucapione e la proprietà passerebbe di mano.

Cos’è la detenzione?

Nello spiegare cos’è la detenzione non possiamo non partire dal descrivere il comportamento del detentore. Il detentore è invece colui che non si comporta col bene come se fosse proprio, ma lo rispetta in ragione dei diritti del proprietario. L’inquilino di un appartamento è un detentore perché mai si sognerebbe di sostituire la chiave d’ingresso senza consegnare una copia al locatore, né mai abbatterebbe un muro.

Se ci guardiamo intorno, incontriamo spesso situazioni molto simili al possesso e altre simili alla detenzione, tanto da farci sorgere qualche dubbio sulla loro qualificazione. Ad esempio, se prendi un’auto a noleggio sei detentore o possessore? Tutte le volte in cui non sai se si tratta di possesso o detenzione e quindi non riesci a comprendere la differenza tra queste due parole puoi risolvere il tuo dubbio facendoti questa domanda: il soggetto che ha la disponibilità del bene si comporta in tutto e per tutto come se fosse il proprietario? Se la risposta è affermativa vuol dire che ti trovi in presenza di un possesso, altrimenti significa che è in atto solo una detenzione. Scoprirai allora che l’inquilino e l’imprenditore che ha dei macchinari in leasing non sono possessori perché pagano rispettivamente il canone di affitto e la rata di leasing, così riconoscendo – sia pur implicitamente – il diritto di proprietà di altri sullo stesso bene. Lo stesso discorso può farsi per chi prende l’auto in noleggio dall’aeroporto all’albergo. Tutti costoro, benché abbiano la materiale disponibilità della cosa, non manifestano alcuna intenzione di comportarsi da proprietari o da titolari di altro diritto sulla cosa (diritto reale). Manca, in loro, quell’elemento psicologico che potremmo definire come intenzione di possedere (gli avvocati lo chiamano animus possidendi). Pertanto, da un punto di vista giuridico, la loro posizione è chiamata detenzione.

In sintesi, possiamo dire che detentore è colui che risponde concretamente di un bene altrui, ma non manifesta l’intenzione di comportarsi come il proprietario legittimo, ma anzi riconosce la titolarità altrui.

La detenzione di solito nasce con un contratto, non necessariamente scritto. L’ipotesi principale è il comodato, ciò che comunemente chiamiamo prestito. Ma potrebbe trattarsi anche di un contratto di locazione, di deposito, di noleggio, ecc.

Facciamo un ultimo esempio che ci aiuterà meglio a capire che differenza c’è tra possesso e detenzione. Immaginiamo che Mario abbia una casa al mare di cui però non si cura. Antonio, di propria iniziativa, guardiano del luogo, avendo la disponibilità delle chiavi dell’immobile per questioni di sicurezza, inizia ad abitarci dentro, provvede a rimodernarla, magari la dà in affitto a un turista durante un mese in cui sa dell’assenza di Mario, trattenendo per sé il canone di affitto. In tale situazione avremo che Mario è il proprietario; Antonio il possessore; il turista il detentore.

Il possesso indiretto

Si può possedere una cosa detenuta da altri? Per esempio, se prestiamo un nostro libro a un amico sicuramente ne perdiamo la materiale disponibilità. Ne perdiamo per questo anche il possesso? Secondo il codice civile si può possedere direttamente oppure per mezzo di altra persona che ha la detenzione della cosa. Ciò significa che, nell’esempio della casa al mare, Antonio continua a possedere l’immobile nonostante ne abbia affidato la detenzione al turista; allo stesso modo noi continuiamo a esercitare il possesso sul libro benché prestato all’amico. Questo perché non è indispensabile, ai fini del possesso, avere un rapporto fisico diretto e costante con la cosa. Anche cedendone l’uso ad altri il possesso è conservato purché il possessore abbia la concreta possibilità di riottenere quando vuole l’oggetto. Si parla a riguardo di  possesso indiretto.

Si può mutare la detenzione in possesso?

Occupiamoci ora della possibilità che il detentore decida autonomamente, e senza il consenso del possessore/proprietario, di mutare la propria detenzione in possesso.

Immagina di essere l’inquilino di un appartamento e che, alla scadenza del contratto, invece di andare via, continui a rimanere nell’immobile pur senza subire alcuna contestazione da parte del proprietario. Smetti di pagare il canone di affitto (se lo pagassi, infatti, riconosceresti la proprietà altrui e resteresti detentore). In questo caso la tua situazione è quella di possessore [2]. Quindi è possibile trasformare la detenzione in possesso ma è necessario compiere un chiaro atto di opposizione contro il possessore. Il mutamento dalla detenzione al possesso non può rimanere un fatto interiore [3].

note

[1] Art. 1140 cod. civ.

[2] Art. 1141 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 12820/2004.


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