Diritto e Fisco | Editoriale

Obbligo e dovere: quali differenze?

2 aprile 2018


Obbligo e dovere: quali differenze?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 aprile 2018



Ad ogni diritto corrisponde un obbligo da parte di un altro soggetto; ma mentre il dovere è quello che si ha verso la collettività, l’obbligo è invece quello che si ha nei confronti di uno o più specifici soggetti.

«Ho il dovere di pagare la bolletta della luce». Sai che un’espressione di questo tipo è tecnicamente sbagliata? Dovresti in realtà dire «Ho l’obbligo di pagare la bolletta della luce». Perché – ti chiederai – c’è differenza tra il dovere e l’obbligo? La risposta è sì, ma non tutti la conoscono. Ed anche se tra i tanti problemi e cavilli legali, l’ultimo dei tuoi problemi in ordine di importanza è quello di sapere qual è la differenza tra obbligo e dovere, c’è spesso un’intima soddisfazione nello scoprire alcune sottigliezze del linguaggio. Eccone una.

Quante volte ti è capitato di dire che l’italiano è una lingua bellissima perché, di derivazione latina, conosce un termine preciso per ogni concetto. Eppure, nonostante questa varietà di vocabolario, il nostro linguaggio quotidiano tende a ridursi spesso alle stesse parole; così non manca occasione di confondere i significati, usando una parola al posto di un’altra e facendo spesso confusione sui significati. Quando poi si ci mettono di mezzo i tecnicismi delle varie scienze, ecco che il vocabolario dell’uomo comune si sdoppia e crea una terminologia “parallela” che, seppur impropria, serve per una più facile e agevole comprensione. Vuoi qualche esempio? Sì, divertiamoci ad elencarne qualcuno prima di scoprire qual è la differenza tra obbligo e dovere.

Se ti dico «Ho preso una multa» a cosa pensi? Probabilmente starai pensando che un vigile mi ha fatto una contravvenzione per eccesso di velocità. Eppure abbiamo appena detto due improprietà: da un lato, la multa è solo quella che consegue a un reato, mentre per le violazioni del codice della strada sono previste le sanzioni amministrative; inoltre il nome corretto dei vigili è polizia municipale. Se ti dico «ho firmato un compromesso» cosa ti viene in mente? È probabile che starai pensando all’atto di acquisto di una casa, o meglio quell’atto che impegna le parti a firmare successivamente il rogito. Anche in questo caso però sei fuoripista: nella terminologia tecnica, il compromesso è l’accordo con cui le parti decidono di sottrarre la causa a un giudice e farla decidere agli arbitri privati. Un ultimo luogo comune: la parola «rescindere un contratto» non significa – come invece molti pensano – sciogliere l’accordo per inadempimento (il termine esatto è «risoluzione») ma farlo “cancellare” per via di un vizio generico come, ad esempio, l’aver concluso l’accordo a condizioni inique in uno stato di pericolo.

Detto ciò, non ti sembrerà più strana la premessa da cui siamo partiti, ossia che esiste una netta differenza tra obbligo e dovere. Eccola qui di seguito spiegata.

In ogni rapporto giuridico tra due o più soggetti c’è un creditore e un debitore, ossia una parte attiva, che ha diritto alla prestazione, e una passiva che invece deve compierla. Il creditore ha un diritto soggettivo. La parte passiva invece ha un dovere o un obbligo. Nel linguaggio giuridico, questi due termini vengono usati per esprimere concetti differenti:

  • l’obbligo indica la necessità di soddisfare, con il comportamento imposto dalla legge, l’interesse specifico di uno o più soggetti. Ad esempio, è un obbligo quello di pagare il creditore di una somma di denaro; è un obbligo restituire al proprietario l’oggetto che ci ha prestato; è un obbligo recarsi ogni giorno sul lavoro e svolgere le proprie attività; è un obbligo pagare il biglietto prima di entrare a cinema;
  • il dovere, invece, indica la necessità di soddisfare, con il comportamento imposto dalla legge, un interesse generale e collettivo. Ad esempio, è un dovere presentare la dichiarazione dei redditi e pagare le tasse; è un dovere non uccidere e non rubare; è un dovere rendere la testimonianza in un processo laddove si sia stati citati da una delle due parti; è un dovere non inveire contro un vigile che ci fa una multa; è un dovere non correre con l’auto e non eccedere i limiti di velocità; è un dovere educare e mantenere i figli. A volte poi i doveri si incrociano con i diritti dando luogo alla particolare categoria dei «diritti-doveri». Ad esempio è un diritto-dovere votare, è un diritto-dovere crescere i propri bambini; è un diritto-dovere curare la propria salute e avere un ruolo all’interno della società, ecc. Non è invece un dovere denunciare un crimine o querelare una persona o segnalarla alle autorità nonostante questa abbia commesso un reato e possa essere considerata un soggetto pericoloso.

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