Cessione del quinto: diventa più difficile ma economica


Cessione del quinto: diventa più difficile ma economica

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2018



Non basta la presenza della pensione o dello stipendio: prima della cessione del quinto bisognerà valutare l’affidabilità economica del cliente.

Ci sono numerose criticità nel sistema di finanziamento dei privati attuato mediante la cosiddetta cessione del quinto dello stipendio. Ad evidenziarlo è stata la Banca d’Italia con un provvedimento pubblicato sul proprio sito [1]. Criticità che vanno risolte con una limitazione alla facile erogazione dei prestiti ma anche con un abbattimento dei costi, a tutto favore dei fortunati che, da ora, potranno beneficiarne.

La Banca d’Italia ha pubblicato gli Orientamenti di vigilanza sui prestiti contro cessione del quinto dello stipendio, con cui si forniscono agli intermediari e al mercato precisazioni applicative dei principi contenuti nella normativa al fine di contrastare condotte improprie e promuovere l’adozione di comportamenti corretti nei confronti della clientela.

Le operazioni di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione costituiscono una forma di credito ai consumatori erogata da banche e società finanziarie e possono accedervi lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e pensionati. Tale tipologia fi finanziamento ha una durata massima di 10 anni e un importo non superiore alla quinta parte dello stipendio o della pensione netta mensile. È una sorta di credito garantito dalla periodicità dell’emolumento ricevuto dal finanziato.

Gli orientamenti di Bankitalia intendono colpire le condotte non pienamente conformi ovvero elusive del quadro normativo, indicando agli intermediari i presidi organizzativi da rafforzare e gli interventi correttivi e migliorativi necessari nonché i comportamenti più virtuosi verso i quali tendere, senza ricadute in termini di costo per la clientela.

Gli Orientamenti sono volti, inoltre, ad assicurare una maggiore tutela dei clienti delle banche attraverso la crescita della qualità delle relazioni e la riduzione del contenzioso.

Bankitalia ha innanzitutto riscontrato che non sempre le banche conducono una adeguata valutazione del merito di credito del beneficiario, spesso sostituita dalla valutazione della posizione finanziaria del datore di lavoro. Ecco che, soggetti che hanno già una cessione del quinto, ne ottengono una seconda o che presentano debiti vengono finanziati. Bankitalia raccomanda così agli intermediari di indirizzarsi verso forme di finanziamento coerenti con le condizioni economiche dei clienti e garantire loro l’assistenza e i chiarimenti necessari a valutare tale coerenza. Quindi, prima della conclusione del contratto di cessione del quinto, la banca dovrà effettuare una valutazione del merito del credito del cliente sulla base di informazioni adeguate, anche fornite dal cliente stesso e integrate, se del caso, consultando una banca dati pertinente. Infatti la presenza delle garanzie tipiche della cessione del quinto (ossia l’erogazione dello stipendio o della pensione) non esime l’intermediario dalla necessità di valutare il merito di credito del cliente, anche nel caso in cui i crediti o contratti siano destinati a essere ceduti.

Attenzione: la Banca d’Italia ricorda anche che sarà buona prassi, nel rispetto della privacy, considerare prima della cessione del quinto dello stipendio anche la condizione del nucleo familiare del richiedente, nei casi in cui sia rilevante per valutare la sua affidabilità e la sostenibilità del debito.

Nel valutare il merito creditizio del cliente gli intermediari terranno conto anche del rischio di uno stato di indebitamento eccessivo, pure in occasione di operazioni di estinzione anticipata e rinnovi, soprattuto quando queste avvengono in prossimità del termine minimo di legge.

Quanto ai costi relativi alla cessione del quinte, Bankitalia raccomanda chiarezza con il cliente, specie sul versante della anticipata estinzione del prestito. Sono numerose le decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario che censurano tali comportamenti. Sarà quindi necessario indicare gli importi da restituire in caso di estinzione anticipata della cessione del quinto.

Il documento si articola in nove sezioni che contengono l’indicazione delle maggiori criticità riscontrate e da affrontare; i principali riferimenti normativi e indicazioni applicative, frutto soprattutto dell’esperienza dell’attività di vigilanza, alcune «buone prassi» ovvero condotte virtuose in grado di innalzare la qualità delle relazioni con la clientela.

Per leggere il provvedimento per esteso clicca qui

note

[1] Banca Italia delibera n. 145/2018.

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1 Commento

  1. Anche io ho fatto cessione del quinto sullo stipendio ma essendo una cosa abbastanza complicata mi sono fatta assistere da un’associazione di consumatori che mi ha aiutato gratuitamente rimborsosicuro.it

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