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Lo sai che? Fontana di Trevi: dove vanno i soldi che buttano i turisti?

Lo sai che? Pubblicato il 1 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 aprile 2018

Che fine fanno le monetine gettate nelle acque del monumento del Bernini? Il Comune di Roma le aggiunge ai tributi? No: quel tesoretto viene gestito da altri.

Ancora una volta, aveva ragione Totò. Quando, nel film Totòtruffa, nelle vesti del «cavaliere ufficiale Antonio Trevi» vendette la Fontana di Trevi ad un turista americano, con la complicità del finto ragioniere Nino Taranto, sostenendo che era un vero affare, disse una doppia menzogna ma anche una grande verità. Evidentemente, Totò non era un cavaliere ufficiale e men che meno il proprietario della Fontana di Trevi, e questa era la doppia menzogna. Ma che si sarebbe trattato di un affare, questa sì che era una grande verità. Basta dare un’occhiata ai numeri: pensate che, secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2016 i turisti hanno gettato nella fontana, nella speranza di tornare prima o poi a Roma, la bellezza di 1 milione e mezzo di euro. Ma dove vanno i soldi che buttano i turisti nella Fontana di Trevi? Chi li raccoglie? In quali casse vanno a finire? E come vengono impiegati?

Fontana di Trevi: quanti soldi frutta?

Inutile dire che la Fontana di Trevi è uno dei monumenti romani più ammirati dai turisti. La fama dell’opera del Bernini è stata amplificata in tutto il mondo dal cinema: chi non ha visto almeno una volta il famoso bagno di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nella Dolce vita di Federico Fellini? L’icona cinematografica unita al suo indubbio valore artistico, hanno fatto della Fontana di Trevi una delle tappe immancabili per chi visita la Città Eterna. A ciò si aggiunge la tradizione: girati di spalle, butta all’indietro una moneta nella fontana ed esprimi un desiderio. Il più ricorrente è quello di tornare a Roma. Chissà quanti politici ci avranno fatto tappa con questo proposito durante la campagna elettorale.

Butta una monetina, buttane un’altra e alla fine si mette insieme un bel gruzzolo. E allora, facciamo un po’ di conti e vediamo quanti soldi frutta. Dati ufficiali alla mano, nei momenti di maggiore affollamento si fermano davanti alla Fontana di Trevi circa 1.200 turisti ogni ora, per un totale di 450.000 persone al mese. Significa 5.400.000 turisti all’anno. Certo, chiedere che ciascuno di loro ci butti dentro un euro sarebbe chiedere troppo. Comunque, sono nel 2016 sono stati raccolti 1.500.000 euro. Vuol dire, in media, quasi 40 centesimi a testa. Chi ne butta 50, chi ne butta 20. Chi ci lascia un euro, chi si limita a fare una foto senza aprire il portafoglio. La mattina presto, mentre i turisti ancora dormono e Nettuno ed i suoi ippocampi si stiracchiano per poi mettersi in mostra durante il giorno, gli addetti comunali raccolgono con un aspiratore le monetine depositate il giorno precedente nella Fontana di Trevi. Dove vanno i soldi buttati dai turisti?

Fontana di Trevi: dove vanno a finire i soldi?

Dunque, 1.500.000 euro all’anno nella Fontana di Trevi. Dove vanno i soldi che buttano i turisti? Se li tiene il Comune di Roma e li investe in servizi pubblici? No. O meglio, non ancora. Avrebbe dovuto incassarli dal 1° aprile 2018, ma pochi giorni prima di Pasqua il sindaco (o la sindaca, come volete) Virginia Raggi, ha fatto marcia indietro.

Dal 2001, i soldi che buttano i turisti nella Fontana di Trevi vanno alla Caritas che, a sua volta, li investe in opere di beneficienza. Qualche esempio: l’apertura di oltre 50 «empori della solidarietà», cioè dei supermercati distribuiti in tutta la Capitale in cui le famiglie indigenti di Roma (che non sono poche) possono fare la spesa gratis. Ma anche la gestione di centri di orientamento e di formazione per disoccupati e di assistenza per anziani o per malati di Aids.

La convenzione tra Caritas e Comune di Roma scadeva proprio il 31 marzo e dal giorno successivo sarebbe toccato al Campidoglio disporre di quel «tesoro». Come? Destinando i soldi a progetti di assistenza sociale e di solidarietà. Tuttavia, come detto, il primo cittadino (o la prima cittadina, come volete) ci ha ripensato ed ha prorogato l’accordo con la Caritas fino alla fine dell’anno. Significa che i soldi buttati dai turisti nella Fontana di Trevi fino al 31 dicembre 2018 saranno ancora gestiti dalla Caritas per opere sociali. Dopo si vedrà.

Il Comune di Roma non ha ancora le idee ben chiare su come utilizzare il frutto dei sogni dei turisti che alleggeriscono il portamonete nella speranza che i loro desideri diventino realtà. E, forse, è stato proprio questo il motivo per cui ha deciso di rinviare la scadenza della convenzione.

E i turisti che ne pensano? Alcuni sono soddisfatti: è giusto che chi esprime un desiderio di felicità «sprecando» una parte, per quanto piccola, del suo denaro veda felice chi non potrebbe permettersi di buttare in una fontana nemmeno 10 centesimi. Altri pensano che il Comune di Roma potrebbe investire quei soldi in opere pubbliche (ad esempio la sistemazione delle buche stradali) senza alzare le tasse ai cittadini. Il risultato sarebbe duplice: i romani vedrebbero le loro strade a posto ed i turisti che ci tornano troverebbero un miglioramento. Insomma, avrebbero fatto un piccolo investimento con quella monetina nella manutenzione di una città vissuta e calpestata, soprattutto, da loro.


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