Diritto e Fisco | Editoriale

Prepensionamento 7 anni prima: assegno straordinario

2 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 aprile 2018



Come funziona l’assegno straordinario di sostegno al reddito per chi vuole pensionarsi con 7 anni di anticipo.

Andare in pensione 7 anni prima: non è una pia illusione o una promessa elettorale, ma una possibilità reale per i lavoratori delle imprese che aderiscono a specifici fondi di solidarietà. Ai dipendenti delle aziende che aderiscono ai fondi bilaterali e bilaterali alternativi, difatti, può essere erogato, se previsto dagli accordi di costituzione del fondo, un assegno straordinario per il sostegno al reddito [1]: la prestazione è riconosciuta, al pari dell’Isopensione, nelle procedure di agevolazione all’esodo dei dipendenti.

Si tratta dunque di una prestazione ottenuta nell’ambito di accordi per l’uscita volontaria degli esuberi: l’assegno straordinario, in particolare, può essere riconosciuto ai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 7 anni [2].

Ma procediamo per ordine e osserviamo come funziona, nel dettaglio, l’assegno straordinario per il prepensionamento 7 anni prima.

Quali lavoratori hanno diritto all’assegno straordinario di prepensionamento?

Come abbiamo esposto, non tutti i lavoratori hanno diritto all’assegno straordinario di prepensionamento, ma soltanto coloro a cui non mancano più di 7 anni alla pensione.

Non tutte le aziende iscritte presso un fondo di solidarietà possono poi beneficiare dell’assegno straordinario, in quanto il trattamento è previsto solo per le aziende destinatarie dei fondi di Credito ordinario, Credito cooperativo, Esattoriali, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, imprese assicuratrici, società di assistenza e del Trentino (in particolare del territorio di Trento) coinvolte in processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale.

Come funziona l’assegno straordinario di prepensionamento?

L’assegno straordinario non è una pensione, o un trattamento assimilabile, ma è paragonabile all’assegno erogato dalla cassa integrazione straordinaria, salvo il fatto che, per la generalità dei settori in cui è prevista, risulti a totale carico dell’azienda: di conseguenza, alla fine del periodo di erogazione dell’assegno i lavoratori “in esodo” devono presentare domanda di pensione all’Inps, entro il mese precedente alla data della decorrenza della pensione stessa, in quanto il trattamento di quiescenza non è riconosciuto in automatico alla fine del periodo di godimento della prestazione.

L’assegno straordinario è corrisposto dall’Inps, ma è il datore di lavoro, come accennato, che nella generalità dei casi ha l’onere di versare sia la somma per l’assegno che per i contributi dovuti fino al raggiungimento del diritto alla pensione di anzianità o di vecchiaia.

A quanto ammonta l’assegno straordinario di prepensionamento?

Il trattamento è calcolato nello stesso modo della futura pensione, secondo il sistema retributivo, misto o contributivo, in riferimento all’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 (che deve essere rispettivamente pari o superiore ai 18 anni perché sia applicato il calcolo retributivo, inferiore ai 18 anni per il calcolo misto ovvero nulla per il sistema contributivo puro).

Il conteggio dell’assegno straordinario viene effettuato, nello specifico, calcolando la pensione teorica dell’interessato, tenendo conto anche dei contributi da versare nel periodo di erogazione dell’assegno (cioè dalla data di uscita dal lavoro a quella di maturazione del diritto alla pensione).

In pratica, l’assegno straordinario è pari all’importo della pensione spettante alla data di cessazione del rapporto di lavoro, compresa la quota di pensione calcolata sulla base dei contributi mancanti per il diritto alla pensione di vecchiaia.

Sull’importo dell’assegno non è attribuita la perequazione automatica, non spettano i trattamenti di famiglia (Anf); la prestazione, inoltre, non è reversibile (in caso di decesso del beneficiario del trattamento, ai superstiti è liquidata la pensione indiretta, con l’aggiunta dei contributi figurativi versati dall’azienda) ed è assoggettata alla tassazione ordinaria.

Quali costi comporta l’assegno straordinario di prepensionamento?

Per il periodo compreso tra la data di cessazione dal servizio e quella di maturazione del requisito pensionistico, l’azienda deve versare al fondo di solidarietà i contributi figurativi, in modo che anche il periodo non lavorato sia coperto ai fini della maturazione della pensione. I contributi che sono accreditati sulla posizione del lavoratore durante questo periodo sono calcolati sulla base dell’ultima mensilità di stipendio, ragguagliata ad anno: nel dettaglio, la contribuzione è calcolata sulla base di tutte le voci che il lavoratore percepisce in modo continuativo e ricorrente, comprese tutte le voci derivanti dai contratti nazionali, aziendali o individuali e comprese le indennità, anche se non erogate mensilmente.

Si deve però sottolineare che:

  • le retribuzioni figurative sulla cui base si calcolano i contributi nel periodo di permanenza nel fondo non includono le voci accessorie (premi di risultato, una tantum, bonus, straordinari, ecc.);
  • le retribuzioni figurative rimangono fisse per il periodo di permanenza nel fondo.

La differenza, ai fini dell’entità della pensione, risulta dunque poco significativa per quei dipendenti che restando in servizio non ritengono di percepire elementi aggiuntivi dello stipendio e variabili significativi, e più elevata per coloro che, sempre restando in servizio, ritengono di poter invece percepire premi o incrementi salariali rilevanti.

Per quanto spetta l’assegno straordinario di prepensionamento?

L’assegno straordinario di prepensionamento spetta per 12 o 13 mensilità all’anno, a seconda di quanto previsto dal regolamento del fondo di appartenenza dell’azienda, e viene pagato il primo giorno del mese in via anticipata.

L’assegno straordinario è compatibile con l’attività lavorativa?

La normativa limita la possibilità di lavorare durante il periodo di prepensionamento con l’assegno straordinario, stabilendo ipotesi diverse in base al tipo di attività svolta. In particolare:

  • se il dipendente beneficiario svolge un’attività in concorrenza con l’azienda che lo ha esodato (sia come lavoratore autonomo che dipendente), è prevista l’incompatibilità assoluta dell’assegno con l’attività lavorativa, con perdita del diritto all’assegno e del versamento dei contributi correlati per tutto il periodo in cui l’attività viene svolta;
  • se il beneficiario svolge un’attività di lavoro dipendente non in concorrenza, l’assegno è cumulabile con l’ulteriore reddito da lavoro nel limite massimo dell’ultima retribuzione percepita in servizio; oltre tale limite l’assegno e la contribuzione correlata vengono ridotti in maniera corrispondente.
  • se il beneficiario svolge un’attività di lavoro autonomo non in concorrenza, viene conservata solo una parte dell’assegno, corrispondente al trattamento minimo Inps più il 50% dell’importo eccedente dell’assegno; la riduzione dell’assegno prescinde dall’entità del reddito da lavoro autonomo percepito.

Disposizioni di miglior favore possono essere previste dalla regolamentazione del fondo di settore.

L’assegno straordinario di prepensionamento conviene?

In merito alla valutazione di convenienza dell’assegno straordinario, bisogna considerare che la generalità dei costi è a carico dell’azienda, e che il calcolo del trattamento è pari a quello della futura pensione, considerando il versamento della contribuzione utile alla maturazione di una pensione uguale a quella che sarebbe spettata in costanza di rapporto di lavoro.

L’assegno straordinario, dunque, ha una maggiore convenienza per il dipendente, rispetto all’Ape volontario o all’Ape aziendale, sia dal punto di vista del trattamento spettante nel periodo di esodo, sia riguardo all’assenza di penalità nel trattamento pensionistico, col solo problema, per il dipendente, di rinunciare a eventuali trattamenti accessori ed elementi dello stipendio non corrisposti con continuità.

Per l’azienda, a fronte del piccolo risparmio rispetto al mantenimento in servizio del lavoratore (che sarà tanto più significativo quanto più alti sarebbero stati i premi ed i trattamenti accessori a favore del dipendente), l’assegno straordinario comporta, come l’isopensione ed al contrario dell’Ape aziendale, degli esborsi rilevanti.

È comunque importante sottolineare che, per il lavoratore, l’assegno straordinario comporta un ventaglio più ampio di ipotesi di incompatibilità rispetto all’isopensione, a causa del divieto di svolgere attività in concorrenza col datore di lavoro e della cumulabilità limitata col trattamento del reddito derivante dalla prestazione lavorativa.

note

[1] Artt. 26 e ss., D.lgs. 11.09.2015 n.148.

[2] Inps Mess. 3267/2017.

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