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Lo sai che? Perché la legge non è uguale per tutti?

Lo sai che? Pubblicato il 3 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 aprile 2018

Le ragioni per cui il principio di uguaglianza fissato dalla Cassazione non viene spesso rispettato.

La scritta che capeggia nelle aule di tribunale è spesso contraddetta dai fatti: la legge non è uguale per tutti. Potrebbe sembrare una provocazione, una contestazione, un’affermazione sovversiva. E invece, a conti fatti, la giustizia non funziona in modo perfetto, non ha le stesse misure, cambia. E il cambiamento è, in sé per sé, già una forma di discriminazione tra chi si trova prima e chi invece dopo la linea di confine. C’è poi l’elemento spaziale: città che vai, interpretazione che trovi, a dimostrazione che la geografia non è importante solo al liceo. Insomma, se ti stai chiedendo perché la legge non è uguale per tutti sappi che i fattori di discriminazione sono svariati e che questa affermazione è sì vincolante per il legislatore, ma nei fatti non viene sempre rispettata. Vediamo perché.

La legge è uguale per tutti: in quale legge è scritto?

A stabilire che la legge è uguale per tutti è l’articolo 3 della Costituzione che pone il cosiddetto principio di uguaglianza. «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Non basta però dirlo: nei fatti c’è chi nasce povero, chi malato, chi orfano, chi in campagna, ecc.; ecco perché sempre la Costituzione impone allo Stato di farsi parte attiva e «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». 

Sono affermazioni di principio, dirà chi è rimasto deluso dalla giustizia. Ed è fin troppo inutile dire che la prima ragione per cui, almeno in Italia, la legge non è uguale per tutti deriva proprio da come la Costituzione ha delineato il nostro sistema giudiziario. Vediamo perché.

La legge non è uguale per tutti per via dell’interpretazione

Per garantire l’indipendenza della magistratura e la sua libertà, è stato stabilito che ciascun giudice è «soggetto solo alla legge», nel senso che può interpretarla per come meglio preferisce, senza cioè essere vincolato a precedenti dei suoi stessi colleghi, ivi compresa la Cassazione (leggi Quando il giudice se ne frega di ciò che dice la Cassazione). Così, non di rado, succede che la stessa problematica, affrontata da due magistrati diversi, sia decisa in modo diametralmente opposto. Non c’è bisogno di cambiare città per avere interpretazioni differenti. Addirittura capita che, all’interno della stessa Cassazione, una sezione decida in un modo e l’altra in un altro. «Questione di fortuna» dirà il cittadino medio, inconsolabile per aver perso una causa che il suo amico invece ha vinto; «garanzie di indipendenza dei giudici» diranno invece i tecnici. Ciò che è più pesante, però, di questa incertezza del diritto è che chi perde la causa paga: paga per un sistema che non garantisce la possibilità di sapere, a priori, se si ha torto o ragione. «Proviamoci», si dice spesso, quando si brancola nel buio. 

Senza contare che, anche laddove una questione appare ormai certa e consolidata nella giurisprudenza, fino a diventare quasi “legge”, può sempre mutare. Si pensi al caso paradigmatico dell’assegno di divorzio che ora la Cassazione ha riscritto con regole molto più soft a beneficio dei mariti obbligati. Come glielo spieghi ora a tutti quegli uomini che, in passato, sono stati portati alla miseria per pagare alimenti ad ex mogli che non volevano lavorare dopo il divorzio?

La legge non è uguale per tutti perché cambia 

La legge non è più uguale per tutti anche quando cambia. E succede spessissimo. Si pensi a una modifica di carattere fiscale che fa pagare di più a determinate persone e di meno ad altre. Si tenga poi conto che, in linea di principio, la legge non può avere effetto retroattivo, per cui chi ha subìto un determinato trattamento non può poi rivendicarne un altro solo perché le norme sono cambiate. Un po’ come chi compra un vestito a prezzo pieno e dopo qualche settimana si accorge che lo stesso capo è stato messo in sconto. Unica eccezione sono le norme penali più favorevoli al reo, che si applicano anche a chi ha già in corso un processo.

La legge non è uguale per tutti perché alcuni sono centri di interesse più forti di altri

C’è poi l’attività di lobbying: l’associazionismo di gruppi di interesse – prevalentemente economico – che spinge per ottenere appositi provvedimenti in favore della propria categoria. È tanto vero che le lobby devono essere iscritte in appositi registri per questioni di trasparenza.

Quasi mai la legge che interviene a favore di determinati soggetti ha un effetto neutro per tutti gli altri. Anzi, la legge in sé per sé è il contemperamento di interessi ed è chiamata a stabilire quale tra questi deve prevalere rispetto agli altri contrapposti. Quindi è chiaro che non appena esce una norma c’è sempre un gruppo di soggetti che ne ricevono un vantaggio e altri uno svantaggio secondo una valutazione fatta – in astratto – dal legislatore. Si pensi, ad esempio, a un bonus fiscale sull’acquisto dei libri scolastici in cartoleria, senza però che lo stesso sia esteso per chi invece li compra online (è successo per l’Iva degli ebook prima al 22% prima che l’Europa acconsentisse il taglio al 4%).

La legge, per sua natura, è comunque «generale e astratta», non è cioè (o meglio non dovrebbe essere) ad personam, ossia dettata per uno specifico soggetto. Sarebbe incostituzionale una norma che stabilisca a favore dell’imprenditore Mario Rossi uno sconto fiscale; tutt’al più la disposizione può prevedere che tutti gli imprenditori, che hanno determinati requisiti soggettivi, possono ottenere il bonus. Avviene però che tali requisiti vengono spesso disegnati su misura, fino a individuare i beneficiari in pochissimi soggetti. 

La legge non è uguale per tutti perché anche i giudici sbagliano

Tornando al problema dell’interpretazione della legge, il problema non si limita solo all’autonomia dei giudici ma anche ai possibili errori. Un giudice può sbagliare la sentenza. È vero: c’è sempre possibilità di fare l’appello. Ma non tutti se lo possono permettere. E così, chi va avanti ottiene la rettifica e il riconoscimento del proprio diritto, chi invece non ha le possibilità economiche per una seconda causa è costretto a subire l’ingiustizia.

Infine, la legge non è uguale per tutti anche quando la sentenza è corretta. I tempi variabili dei processi portano spesso a doversi confrontare con sentenze ormai inutili o, spesso, ineseguibili perché, nel frattempo, la controparte è deceduta, fallita, scappata all’estero. 


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5 Commenti

  1. L ” Italia è un paese mafioso ,fascista e sessista femminista matriarcale .
    Perciò logicamente è inevitabile che la legge in Italia
    NON è uguale per tutti !
    Faccio un esempio semplice nel 2001 sono rimasto vittima di una violenza femminile a mio danno .
    Poiché sono di sesso maschile mentre le tre criminali
    donne sono di sesso femminile ci sono state alcune donne
    che mi avrebbero di NON fare nessuna denuncia !
    Non sono un maschio grosso ,ignorante , stupido e credulone né sono nato ieri perciò ho pensato che certi consigli femminili che avevo ricevuto di non denunciare le donne criminali fossero dovuti alla classica criminale misandria femminile .
    Ho pensato questo :quando in Italia la vittima di una violenza è di sesso maschile mentre la persona criminale è di sesso femminile praticamente quasi tutte le donne italiane per solidarietà criminale femminile si comportano sempre da maniache squilibrate sessiste femministe affette da misandria perciò le donne italiane tentano sempre di impedire in ogni maniera che un uomo vittima di una violenza femminile la possa denunciare o che possa avere giustizia in tribunale .
    Dopo aver ricevuto questi femminili dove venivo invitato a non denunciare le donne criminali ho deciso subito di fare una bella denuncia .
    L ” Italia è un paese sessista femminista matriarcale perciò il maschio vittima di una violenza femminile anche se la denuncia è quasi impossibile che un criminale tribunale sessista femminista italiano condanni delle donne criminali perciò ero sicuro è certo che la mia denuncia non sarebbe andata da nessuna parte ed ero sicuro è certo che non ci sarebbe nemmeno stato un processo poiché le imputate erano delle femminuccie criminali .
    Tutto si è svolto come avevo previsto nel mese di Giugno 2001 la mia denuncia è sparita nel nulla !
    Comunque le tre donne criminali l “hanno fatta franca perché erano di sesso femminile però a seguito della mia denuncia hanno dovuto cessare o rallentare le loro violenze femminili a danno del sesso maschile !

  2. In Italia la legge non è uguale per tutti !
    Basta leggere un giornale ,guardare la TV oppure ascoltare una qualsiasi radio anche privato ed infine
    guardare o leggere le idiozie spesso criminali e demenziali che ci sono in internet .
    La legge in Italia funziona tutta in base al ceto sociale o casta a cui appartieni e in base al sesso !
    Logicamente il sesso M non ha gli stessi diritti o privilegi del sesso femminile perciò una stupidaggine di nessuna importanza se compiuta da un maschio a danno di una femminuccia è da considerarsi una grave violenza maschile mentre se accade il contrario tutto va bene .
    Esempio :
    una ragazza seminuda provoca un maschio e lui stupidamente la palpeggia timidamente e in maniera pure delicata oppure gli da un bacetto la ragazza chiama la Polizia che accorre subito si scatena anche una spietata caccia al ” uomo poiché il ragazzo si è allontanato dal luogo del gravissimo crimine grazie a testimoni anche anonimi e alle classiche telecamere si riesce ad individuare l “autore probabile di questo orribile stupro o con le buone o con le cattive maniere
    il confessa poi viene condannato in media a 12 mesi di galera (sulla carta ed ad un risarcimento di 25 .000 mila euro ).
    Infine il ragazzo o uomo finisce sui mass-media italiani perciò viene sputtanato !
    Se invece accade il contrario un ragazzo che si fa i cavoli suoi e non provoca nessuna femminuccia può venire brutalmente palpeggiato sui testicoli in maniera cosi violenta da finire in ospedale più morto che vivo da una qualsiasi ragazza in pubblico .
    Anche se il ragazzo palpeggiato di brutto e quasi castrato chiama la Polizia non si scatena nessuna caccia alla donna criminale né si guardano le telecamere e non ci sono mai testimoni .
    Se senza volerlo la polizia riesce ad acciuffare la ragazza criminale se la ragazza si vanta di ciò che fatto
    forse viene condannata per lesioni personali a 30 giorni di galera e forse ad un risarcimento di 5000 euro .
    Infine la ragazza o donna criminale non finisce mai sui mass-media italiani in parole povere una femminuccia criminale gode del “anonimato mentre il ragazzo o uomo vittima di una violenza femminile anche in questo caso viene sputtanato dai mass-media italiani .
    Dal 1980 tutte le volte che leggo un giornale o guardo i telegiornali ho osservato sempre questo criminale trattamento discriminatorio sessista femminista non paritario sessualmente .
    Se la vittima di una violenza è di sesso maschile e la criminale è di sesso femminile la vittima viene pure sputtanata a mezzo stampa .
    Oggi un ragazzo di nome Pinco Pallino è stato evirato o castrato dalla sua fidanzata che lui voleva lasciare .
    Il poverino (ah ah ah lo si prende per il culo ) non potra più trombare per tutta la sua vita anche se i medici sperano forse di salvargli qualcosa .
    Se il ragazzo non lasciava la sua fidanzata non gli sarebbe accaduto nulla !
    Perciò il giornalista GIUSTIFICA sempre la donna criminale anche con ragionamenti squilibrati !
    Poi l” articolo continua sempre cosi più o meno
    la sua ex fidanza gelosa e prepotente poverina quando ha stuprato volontariamente e mutilato con il coltello gli organi genitali del suo ex ragazzo con lo scopo di rovinarlo per tutta la vita mentalmente e fisicamente si è sentita male perciò la ragazza o donna è stata ricoverata nel reparto psichiatrico ospedaliero e un giudice la ha condannata a restarci per 1 settimana mentre il suo ex fidanzato Pinco Pallino è in prognosi riservata al momento e resterà in ospedale per circa 2 mesi .
    Naturalmente il nome e cognome della ragazza o donna criminale NON viene MAI menzionato .
    Queste donne criminali si capisce molto bene che non finiscono MAI in galera !
    Non potete dirmi che è colpa sempre di come un giudice pensa sia fatta una legge !
    Non è possibile che un giudice pensi sempre di tutelare nome è cognome delle donne vittime di violenze e delle donne criminali che hanno fatto una violenza a danno del sesso maschile mentre nel caso opposto l ” uomo viene sempre sputtanato sia quando è vittima sia quando è carnefice .
    Queste sono cose evidenti e non giustificabili poiché sono la prassi .

  3. Tutte le donne italiane sia giovani ragazze minorenni sia donne più o meno mature sono tutte delle potenziali criminali sono quasi tutte delle donne prepotenti ,vili , infide , bugiarde ,disoneste ,false e sono pure delle donne maniache molestatrici ,violentatrici sessuali ,
    calunniatrici ,mitomani ,esibizioniste .
    Le donne inoltre per solidarietà femminile e pure mafiosa si spalleggiano a vicenda .
    Se una donna criminale compie un reato penale a danno di un uomo ci sono sempre presenti delle donne squilibrate e criminali che fanno di tutto per impedire che l “uomo denunci una donna criminale oppure per omertosa e criminale solidarietà femminile (misandria ) si rifiutano di fare una testimonianza a sfavore di una donna criminale oppure addirittura fanno una falsa testimonianza a favore della donna criminale affinché l ” uomo rimasto vittima di una violenza femminile passi dalla parte del torto in tribunale .
    Se la legge fosse uguale per tutti in Italia non ci sarebbero migliaia di processi penali che vengono pilotati sempre a favore del sesso femminile e sempre a danno del sesso maschile anche quando è vittima di
    una violenza femminile perciò non c “è molto da discutere in tribunale .
    Inoltre se la legge in Italia fosse paritaria sessualmente le donne criminali che finirebbero in carcere sarebbero numericamente uguali al numero di uomini rinchiusi in carcere .
    Se attualmente in Italia abbiamo 100.000 mila uomini come carcerati e solo 10 mila donne in carcere è evidente che la legge non è uguale per tutti !
    Il sesso femminile più o meno compie lo stesso identico numero di reati penali e anche numericamente le donne criminali raggiungono come numeri quasi il sesso maschile .
    Perciò il numero delle donne che finiscono in carcere dovrebbe essere quasi simile al numero dei uomini in carcere .
    Anche le donne pervertite e maniache : pedofile , esibizioniste , guardone ,molestatrici , stupratrici , ect
    numericamente sono uguali al sesso maschile come numeri .
    Anche da tutto ciò si capisce che in Italia la legge non
    è uguale per tutti !

  4. La legge è uguale per tutti ?
    Tutte le agenzie matrimoniali o di incontri le titolari (padrone sono donne ) e sono gestite tutte da donne !
    Punto 1 )
    Potrei sapere il perché c ” è questa discriminazione sessuale a danno del sesso maschile ?
    Punto 2 )
    Potrei sapere il perché tutti i giovani ragazzi o uomini
    soli , sfortunati ,timidi, seri ,onesti lavoratori che si rivolgo a queste agenzie pseudo matrimoniali o di incontri e che sperano di poter conoscere l “anima gemella oppure sperano perlomeno di poter conoscere
    almeno qualche ragazza o donna questi uomini o ragazzi soli ed indifesi vengono SEMPRE TUTTI ingannati ,truffati , spennati ,derubati , rapinati ricattati e quando protestano un po’ perché hanno capito di essere stati raggirati questi maschi pure subiscono violenze femminili psicologiche di ogni tipo e vengono pure tutti minacciati e derisi ?
    Punto 3 )
    Potrei sapere il perché quando qualche maschio truffato o ricattato da queste pseudo agenzie matrimoniali o di incontri ha il coraggio e la intelligenza
    di fare una regolare denuncia contro le donne criminali che beate è candide hanno usato la violenza femminile a danno del sesso maschile queste donne criminali la fanno sempre franca ?

  5. La legge è uguale per tutti ?
    Se fosse veramente uguale per tutti la legge sarei milionario oggi .
    Avrei potuto denunciare per molestie i miei capi per esempio avrei perso lo stesso il mio lavoro però mi sarei portato a casa 100 o 200 mila euro a titolo di risarcimento .
    Purtroppo sono di sesso maschile perciò mi è vietato di denunciare eventuali discriminazioni sul posto di lavoro (comprese quelle sessuali ) ed inoltre non posso denunciare assolutamente nessuna donna per molestie se mi molesta né posso denunciare nessun uomo .
    Volendo potevo fare una denuncia ma alla fine la mia denuncia sarebbe stata cestinata o archiviata perché sono di sesso maschile .

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