Diritto e Fisco | Editoriale

Cid: perché conviene

6 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 aprile 2018



Dopo un incidente, sottoscrivere la constatazione amichevole è importante per avere un risarcimento veloce e senza problemi, ma attenti alla truffa, poiché l’assicurazione può sempre provare il contrario di quanto è stato dichiarato nel modulo.

Siete stati coinvolti in un incidente stradale, siete scesi dalla vostra vettura ed avete constatato che la stessa ha riportato dei danni. Per questa ragione, avete accostato e, insieme, al conducente del veicolo responsabile avete scambiato le proprie generalità. Ebbene, nella descritta circostanza, non avete compilato e firmato alcun modulo per la constatazione amichevole dei danni. Questa dimenticanza cosa potrà comportare? In particolare, se avete il cid in macchina, perché conviene compilarlo e firmarlo? Scopriamo insieme l’importanza del predetto modulo e del valore dello stesso, nel caso di contestazioni.

Incidente: cosa fare?

Se avete un incidente con la vostra auto, la prima cosa da fare e sicuramente lo scambio delle generalità con il conducente dell’altro veicolo. Ovviamente, se dovesse scappare dal luogo del sinistro, abbiate almeno la prontezza di annotarne la targa: vi sarà utile per conoscere sia il proprietario che la compagnia assicuratrice del medesimo. Se invece, la situazione è tranquilla e non ci sono contestazioni di sorta sulla responsabilità del sinistro, procedete allo scambio delle generalità, avendo cura di accertare i dati identificativi del conducente e del proprietario dell’altro veicolo (se questi è differente dal medesimo conducente). Nelle circostanze appena descritte, è sicuramente molto importante compilare il modulo per la constatazione amichevole dell’incidente (cid): esso sarà fondamentale per ottenere il risarcimento nella maniera più veloce possibile e, in caso di contestazioni successive, rappresenterà una prova importante e probabilmente decisiva per superare le stesse. Infine, dopo aver fotografato i danni riportati dai veicoli coinvolti, potrete allontanarvi serenamente dal luogo del sinistro.

Perché fare il cid?

Dichiarare amichevolmente quanto è avvenuto in un incidente e quali sono state le conseguenze dello stesso, equivale ad una confessione. Tecnicamente, quindi, i conducenti, che sottoscrivono il cosiddetto cid, confessano l’avvenimento del sinistro, le modalità con le quali il medesimo è accaduto e i danni che si sono verificati. Il modulo contiene, altresì, i dati dei veicoli coinvolti, dei proprietari e/o dei conducenti degli stessi ed infine gli estremi delle compagnie assicuratrici che garantivano i mezzi coinvolti. Questa confessione, definita stragiudiziale poiché avviene al di fuori di un’aula di un Tribunale o di un Giudice di pace, ha un valore probatorio molto importante. È la legge [1] a stabilirlo, allorquando afferma che …quando il  modulo sia  firmato  congiuntamente  da  entrambi  i conducenti coinvolti nel sinistro si presume, salvo  prova  contraria da parte dell’impresa  di  assicurazione,  che  il  sinistro  si  sia verificato nelle circostanze, con le modalità e con  le  conseguenze risultanti dal modulo stesso… In pratica, con un cid sarà molto difficile che il risarcimento vi venga negato. È vero che la compagnia assicuratrice potrebbe dimostrare il contrario di quanto accaduto, ma nella realtà dei fatti ciò avviene raramente ed in casi particolari (non ultimo quello di una truffa o di una potenziale tale).

Cid: va firmato dal conducente o dal proprietario?

Secondo alcuni, il cid firmato dal proprietario avrebbe un valore probatorio maggiore rispetto a quello sottoscritto dal conducente. Secondo questa tesi, la differenza starebbe nel titolo e nella legittimazione di questi due soggetti. Può accadere, infatti che un’auto sia guidata dalla moglie del proprietario, ma che la stessa commetta un incidente e che firmi il cid. Dunque, poiché secondo la legge, è il marito proprietario a dover, eventualmente, partecipare alla causa avente ad oggetto l’incidente avvenuto, la confessione della moglie, contenuta nel Cid, non avrebbe lo stesso valore. In termini tecnici, si spiega questa conclusione, dicendo che il marito proprietario è un litisconsorte necessario della causa, mentre la moglie conducente non lo è. Ebbene, la Cassazione [2] ha risolto questo dubbio, precisando che anche la confessione stragiudiziale del proprietario, contenuta nel cid, potrebbe essere liberamente apprezzata dal giudice ed eventualmente non valutata positivamente ai fini della decisione. In conclusione, quindi, la constatazione amichevole di un incidente è un’importante elemento probatorio per avere un risarcimento veloce e senza particolari problemi, ma nulla vieta alla controparte compagnia assicuratrice di smentirne il contenuto e la sua valenza (come potrebbe accadere in caso di truffa ai suoi danni), anche se il modulo dovesse essere sottoscritto dal proprietario.

note

[1] Art. 143 D.vo 209/2005.

[2] Cass. civ. sent. n. 3875/2014.

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