Diritto e Fisco | Editoriale

Come il fisco controlla i contribuenti

4 aprile 2018


Come il fisco controlla i contribuenti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 aprile 2018



Anagrafiche tributaria: quali dati vengono trasmessi all’Agenzia delle Entrate?

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente ottenuto il via libera all’uso di nuovi strumenti per l’accertamento fiscale, come l’anagrafe tributaria usata in combinazione con il redditometro, la determinazione del reddito basata sulla capacità di spesa del contribuente. Secondo i dati stimati sembra che il fisco avrà accesso a 500 milioni di dati su conti correnti, libretti di risparmio, assegni e bancomat. L’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che non partiranno controlli a tappeto ma solo nel caso vengano verificate delle incongruenze tra quanto dichiarato dal contribuente ed i dati trasmessi verrà attivato il procedimento di controllo fiscale. Vediamo come avviene la trasmissione di queste informazioni, come il fisco controlla i contribuenti e quali sono i limiti per l’Agenzia delle Entrate e per i cittadini. E, non meno importante, quali sono le critiche a questi nuovi strumenti, sono efficaci nella lotta all’evasione fiscale?

Quali sono gli strumenti di verifica dell’Agenzia delle Entrate?

Gli strumenti che il fisco può utilizzare nel corso dell’attività istruttoria e di verifica fiscale si possono dividere in tre categorie, che determinano attraverso quali strumenti queste informazioni vengono acquisite:

  • banche dati o richieste di informazioni a soggetti diversi dalla persona sottoposta a controllo
  • richieste di informazioni dirette al soggetto sottoposto a controllo
  • intervento diretto presso l’abitazione, l’ufficio o i veicoli del contribuente

L’Agenzia delle Entrate può scegliere autonomamente il percorso da seguire durante la verifica fiscale, tale percorso non dovrà essere arbitrario ma fondarsi su alcuni principi logici che contribuiscano all’efficacia della verifica, in particolare:

  • principi generali sulla posizione soggettiva del contribuente
  • valutazione preliminare di idoneità degli strumenti per perseguire in maniera efficace, efficiente, economica e legale gli obiettivi dell’attività istruttoria.

Quali sono i limiti per gli organi di controllo e per il contribuente?

Le attività istruttorie sono limitate dall’esistenza di istituti che hanno lo scopo di incentivare la spontanea adesione dei contribuenti agli obblighi fiscali.
La possibilità di sanare la propria posizione, come ad esempio la collaborazione volontaria, non è ammessa dopo che al contribuente é stata resa nota l’attività di accertamento fiscale o di procedimenti penali conseguenti ad una violazione di norme tributarie.

Se, invece, si tratta di indagini rivolte agli intermediari finanziari, verifiche fiscali da redditometro, IVA o verifiche e attività relative a soggetti terzi, il contribuente può ricorrere agli istituti previsti per regolarizzare la sua posizione.

Il ravvedimento operoso, invece, è possibile anche se la violazione è già stata contestata, ovvero siano già in corso ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento, delle quali il cittadino é a conoscenza.

Contraddittorio preventivo e violazione della Privacy da parte del fisco

L’Agenzia delle Entrate, nel corso delle attività di verifica, non é tenuta ad convocare il contribuente al contraddittorio preventivo, anche se la prassi indica che é uno strumento spesso utilizzato al fine di rendere la persona soggetta a verifica partecipe, garantendo meglio il suo diritto di difesa ed evitando l’emissione di avvisi di accertamento illegittimi.

Relativamente alla tutela della Privacy del contribuente, l’Agenzia delle Entrate, nel corso della verifica fiscale entra in possesso di dati personali, sensibili e giuridici. Il trattamento di tali è consentito soltanto per lo svolgimento istituzionale di tale funzione e senza obbligo di richiedere il consenso dell’interessato per procedere al trattamento. Naturalmente il tutto deve avvenire nel rispetto della normativa di tutela dei dati personali. Per la trasmissione dei dati il Garante ha chiesto ulteriori misure di tutela e la cancellazione delle informazioni ottenuti dopo 6 mesi, per il timore di furti informatici e di violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Cos’è l’Anagrafe tributaria, a cosa serve e come funziona

L’Anagrafe tributaria é uno strumento da utilizzare nell’ambito delle attività di controllo destinate a differenti tipologie di contribuenti, in particolare:

  • i grandi contribuenti
  • le imprese di medie dimensioni
  • le piccole imprese ed i lavoratori autonomi
  • gli enti non commerciali
  • le organizzazioni senza scopo di lucro
  • soggetti che beneficiano di regimi agevolativi come ad esempio le cooperative ed il settore agricolo
  • le persone fisiche

I soggetti appartenenti a queste macro categorie dovrebbero essere valutati sulla base del rischio di evasione o elusione fiscale della categoria stessa.
Per quanto riguarda la materia della lotta all’evasione fiscale internazionale vengono attivati meccanismi antifrode relativi, fra gli altri, alla riscossione dell’IVA.

Tramite l’Anagrafe tributaria sono trasmesse all’Agenzia delle Entrate le seguenti informazioni:

  • dichiarazioni dei redditi
  • partecipazioni possedute in società di capitali
  • dati catastali degli immobili posseduti dal contribuente
  • dati presentati alle assicurazioni

Diversi sono i soggetti che devono trasmettere determinate informazioni all’Anagrafe Tributaria, tra questi gli uffici pubblici, le assicurazioni, lo sportello unico per l’edilizia, i Condomini e gli intermediari finanziari.

Fonti di informazioni accessibili per il Fisco

L’Anagrafe Tributaria può inviare a qualsiasi soggetto, mediante lettera raccomandata, questionari finalizzati all’individuazione dei soggetti passivi di imposta, tali questionari devono essere restituiti debitamente compilati entro 15 giorni, pena una sanzione fino ad un massimo di 2.065 euro.

I dati e le notizie così raccolti sono utilizzati per la formazione di liste selettive di contribuenti da sottoporre a specifico controllo, anche se, a tutt’oggi, tali liste non sono state compilate.

Comunicazioni periodiche all’Agenzia delle Entrate:

Gli operatori finanziari devono effettuare le seguenti comunicazioni all’Agenzia delle Entrate:

  • dati anagrafici e codici fiscali del soggetto
  • saldi, movimenti e giacenze medie
  • rapporti finanziari di soggetti non residenti

In generale, devono essere fornite le informazioni relative ai rapporti sia che questi siano intestati direttamente ai contribuenti sia che questi siano rapporti sui quali i contribuenti hanno facoltà di operare.
Devono inoltre essere comunicati i rapporti intercorsi con un intermediario finanziario.

Più nello specifico, le tipologie di informazioni trasmesse al Fisco riguardano:

  • conto corrente
  • conto deposito titoli o obbligazioni
  • certificati di deposito e buoni fruttiferi
  • cassette di sicurezza
  • depositi chiusi
  • contratti derivati
  • carte di debito e credito
  • fidi in bianco e garantiti
  • finanziamenti, prestiti personali e mutui ipotecari
  • fondi pensione
  • partecipazioni
  • prodotti finanziari emessi da assicurazioni Polizze
  • acquisto o vendita di oro e metalli preziosi
  • operazioni extra-conto ovvero le operazioni eseguite allo sportello per importi superiori a 1500 euro.
  • movimentazioni e giacenza media

Quali sono i rapporti che non devono essere comunicati al Fisco

Non devono essere comunicate le informazioni relative ai rapporti aventi ad oggetto esclusivamente la prestazione di servizi di consulenza. Gli intermediari finanziari non devono fornire dettagli in merito ai dati:

  • contenuti nelle dichiarazioni riservate
  • relativi alle emersioni né al momento dell’operazione né successivamente
  • informazioni sulle attività finanziarie rimpatriate, se il denaro e le altre attività oggetto di rimpatrio sono trasferite tra intermediari, rimane valido il regime di riservatezza.

Contenuto della comunicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate

La comunicazione deve contenere i dati identificativi del rapporto e deve essere inviata entro il 31 marzo, sia che si tratti di persone fisiche o giuridiche. Verranno dunque inviati i dati relativi all’anno precedente per quanto riguarda:

  • il saldo contabile del conto corrente alla fine dell’anno precedente e la giacenza media annua
  • il valore dei titoli in un conto deposito rilevati a fine anno precedente e a fine anno
  • il saldo contabile e la giacenza media dei conto deposito a risparmio libero o vincolato
  • importo totale a fine anno dei certificati di deposito e buoni fruttiferi
  • cassette di sicurezza numero totale degli accessi effettuati nell’anno
  • contratti derivati, importo e numero totale dei contratti stipulati
  • carte di credito, debito e ricaricabili, importo totale degli acquisti effettuati nell’anno
  • prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione
  • importo totale annuo di acquisto e vendita di oro e metalli preziosi
  • importo totale delle operazioni extra conto.

Principali critiche all’Anagrafe tributaria e al redditometro

Questo nuovo meccanismo di trasmissione delle informazioni, oltre a favorire le basi per un controllo fiscale, dovrebbero, secondo l’Agenzia delle Entrate, disincentivare l’evasione fiscale. L’anagrafe tributaria é costata sino ad ora 10 milioni di euro alle casse dello Stato ma non si sono ottenuti i risultati sperati: la Corte dei Conti ha rilevato che i dati ottenuti dal Fisco non vengono utilizzati. Le liste di contribuenti a rischio evasione non sono mai state redatte nè sono stati chiariti i criteri che la compongono.

Per quanto riguarda lo strumento del redditometro, invece, sono state mosse diverse critiche dal Garante della Privacy in quanto al contribuente vengono imputate anche spese presunte, e per far questo vi é una profilazione delle persone che richiede la verifica preliminare da parte del Garante per non incorrere nella violazione di diritti fondamentali dei soggetti. É dunque inserire nei dati che formano il redditometro solamente spese certe e non presunte, prestando particolare attenzione alla verifica della composizione del nucleo familiare: negli anni passati sono state attribuite spese per affitto a milioni di soggetti minorenni. Insomma, l’esattezza dei dati é stata più volte messa in discussione sia sotto il profilo della tutela dei dati personali e sensibili dei cittadini sia sotto il profilo della sua efficacia sostanziale.

Altra importante critica al sistema di verifica del fisco é l’inversione dell’onere della prova, quando la verifica fiscale nasce da controlli ed informazioni reperite dai conti correnti bancari é il contribuente stesso a dover dimostrare la fonte di quei movimenti.

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