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Lo sai che? Oss: guida al contratto, mansioni e responsabilità

Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2018

Cos’è cambiato per gli operatori socio-sanitari con il decreto Lorenzin e con il nuovo accordo di categoria: compiti, formazione, stipendio, Ape sociale.

Nell’arco di pochi mesi sono arrivate due importanti novità per gli operatori socio-sanitari (Oss): la prima, forse la più importante, la modifica della loro figura professionale, non più strettamente tecnica ma riconosciuta a tutti gli effetti come professione sanitaria grazie al decreto Lorenzin approvato a dicembre 2017 [1]. La seconda, appena due mesi più tardi, il rinnovo del contratto nazionale della sanità che ritocca al rialzo le retribuzioni, anche in virtù del nuovo collocamento professionale. Ma com’è cambiato il mestiere degli Oss? Di che cosa si occupavano e quali compiti hanno adesso? Lo vediamo in questa guida al contratto, mansioni e responsabilità degli operatori socio sanitari.

Oss: quali sono le sue mansioni

Quindi, da dicembre 2017, la professione dell’operatore socio-sanitario, noto come Oss, rientra tra quelle dell’area sanitaria e viene parificata a quelle di sociologi ed assistenti ed educatori sociali.

Non si tratta di un vero e proprio infermiere, anche se tra le mansioni dell’Oss c’è quella dell’assistenza di base. La sua attività è, piuttosto, di sostegno a quella medico-infermieristica. L’operatore socio-sanitario, infatti, può:

  • aiutare i pazienti non autosufficienti nelle loro attività quotidiane;
  • fare delle piccole medicazioni;
  • servire da supporto nell’assunzione delle terapie orali;
  • prevenire le ulcere da decubito;
  • rilevare i parametri vitali;
  • sbrigare delle pratiche burocratiche;
  • svolgere attività di sterilizzazione, sanitizzazione e sanificazione.

Proprio quest’ultima mansione era quella centrale del vecchio operatore socio-sanitario. Adesso, invece, con il riconoscimento di questa figura come professionista sanitario, l’Oss è abilitato a mansioni più specialistiche, come somministrare una terapia intramuscolare o sottocutanea e non solo ad aiutare il paziente a deambulare o poco più.

In sintesi, le mansioni dell’Oss sono:

  • collaborare con l’infermiere per attuare le prescrizioni mediche durante il processo diagnostico e terapeutico;
  • garantire l’assistenza di base ai pazienti secondo le indicazioni dell’infermiere.

Questo ci fa capire che l’operatore socio-sanitario non può e non deve, comunque, agire di propria iniziativa ma deve seguire le istruzioni del personale infermieristico. In poche parole: aiuta l’infermiere, non si sostituisce a lui.

Oss: quali sono le sue competenze

Le competenze di un operatore socio-sanitario sono, fondamentalmente, di tipo tecnico anche se, con il nuovo inquadramento e dietro adeguata formazione (come vedremo tra poco) assume anche certe competenze in materia sanitaria. Nello specifico, l’Oss deve essere in grado di:

  • garantire l’igiene e l’espletamento delle funzioni biologiche della persona;
  • aiutare o sostenere il paziente nella sua mobilità e deambulazione;
  • assistere il malato affinché mantenga una corretta postura;
  • assicurare controllo e assistenza durante la somministrazione delle diete;
  • supportare il personale infermieristico nella somministrazione di terapie.

Inoltre – anche se questo non ci sarebbe bisogno di dirlo – tra le competenze dell’Oss ci deve essere la capacità di creare un legame umano con il paziente (cosa piuttosto gradita non solo da chi deve assumere operatori ma da chi si mette nelle loro mani durante un ricovero o una malattia).

Oss: quale formazione è tenuto a fare

Sia le vecchie sia le nuove mansioni dell’Oss comportano l’obbligo di frequentare dei corsi di formazione, per accedere ai quali ora ci sarà una selezione più rigorosa. Chi oggi ha un titolo di operatore sanitario associato (Osa), per il quale non basterà più la terza media, può riqualificarsi in Oss. Quest’ultimo, a sua volta, può acquisire il titolo di collaboratore socio-sanitario (Css) partecipando ad un corso di 2.000 ore, durante il quale vengono impartite, tra le altre cose, delle nozioni di farmacologia.

I corsi di formazione sono organizzati dalle singole Regioni.

Oss: le novità sullo stipendio

L’aspetto economico è un’altra delle novità che riguardano l’Oss dopo l’approvazione del decreto Lorenzin. Il provvedimento, infatti, avendo riconosciuto questa figura tra le professioni sanitarie, ha fatto sì che l’Oss abbia abbandonato la categoria contrattuale B Super (BS) e sia stato inserito nella categoria C, che garantisce una retribuzione più alta. Inoltre, devono essere riconosciute le indennità spettati all’operatore socio-sanitario nei reparti che le prevedono, come il pronto soccorso o la terapia intensiva o sub intensiva.

Giusto per fare un esempio, l’Oss che prima lavorava per la sanità pubblica ed era inquadrato nella categoria B Super guadagnava circa 1.523 euro lori al mese. Con il passaggio alla fascia C, il suo stipendio mensile salirà a circa 1.605 euro lordi mensili a cui aggiungere le indennità.

Il nuovo contratto nazionale siglato il 23 febbraio 2018 prevede anche il pagamento degli arretrati da gennaio 2016 ad aprile 2018. L’importo minimo è di 405,80 euro per l’Oss della categoria base fino ai 468,40 per quello della categoria più alta.

Oss: hanno diritto all’Ape sociale?

Fino al 31 dicembre 2018, gli operatori socio-sanitari possono fare domanda per ottenere l’Ape sociale e, quindi, per avere la pensione anticipata, purché siano in possesso di certi requisiti. Quello degli Oss, infatti, viene riconosciuto (al pari di quello degli infermieri) come un lavoro gravoso. Di questa categoria, infatti, fanno parte, tra gli altri:

  • gli addetti alle professioni infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti.

Pertanto, gli operatori che intendono beneficiare dell’Ape sociale devono avere 63 anni di età e 36 anni di contributi versati per poter accedere al sussidio di accompagnamento alla pensione. L’importo massimo dell’assegno è di 1.500 euro per 12 mensilità.

note

[1] DM del 22.12.2017 noto come Decreto Lorenzin.


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9 Commenti

  1. ALCUNE INESATTEZZE: Area socio-sanitaria non vuol dire professione sanitaria, per la quale è necessaria una Laurea ( 3-5 o 6 anni), titolo abilitante e iscrizione ad un Albo/ Ordine professionale. Le uniche nuove professioni sanitarie previste dal DDL LOrenzin sono osteopati e chiropratici ma con l’obbligo di conseguire la Laurea Triennale i cui ordinamenti didattici saranno previsti a breve. Le mansioni e le competenze dell’OSS rimangono le stesse, e una eventuale evoluzione si avrà con la possibile figura del CSS con formazione integrativa di 2000 ore. Gli OSS sono ancora in Categoria Bs, anche nella nuova ipotesi di CCNL; si sta spingendo per il passaggio in categoria C, ma non vi è certezza.

  2. Condivido quello scritto da Mauro, oss rimane in categoria Bs e non si prevede nessun passaggio a categorie superiori se non previo corso , allora in quel caso passerebbe in cat C? Oss non formato rimarrebbe in area tecnica? Credo di si. Poi sulle categorie dei lavoratori gravosi, solo le professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni sono comprese, non l’oss, pertanto al momento nessuna pensione anticipata che dal 2019 ci vorranno 43 a e 3 mesi.

    1. Ciao Patrizia, nel gruppo di facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” ho parlato con una lavoratrice oss, precoce in una struttura privata, è andata in pensione come lavoratrice gravosa con 41 anni di contributi, informati al patronato se la tua classificazione (il mio è 5.3.1.1.0), rientra negli aventi diritto ai benefici dei lavoratori gravosi, io lavorando nel pubblico al momento non ci rientro, sono precoce ma non mi serve a nulla.

  3. La preintesa ccnl sanità sottoscritta il 23 febbraio 2018 non prevede l’inquadramento dell’Oss in categoria C

  4. Dopo 40 anni di onorato servizio come infermiere….me ne sono passate tante di qualifiche davanti agli occhi….barelliere…inserviente…ota….osa….oss…ossc….mi sono confrontato con oss nel mio stesso turno….lui ha solo 9 anni di servizio…….con ultimo contratto…..percepirà 35 centesimi in meno al giorno a confronto del mio aumento….non è giusto devono dargli almeno un aumento più significativo….fate oss….ottimo stipendio…nessuna responsabilita…no iscrizione a ordine…no assicurazione obbligatoria

  5. Un’oss in BS0 o BS1avrà un’aumento di 56,50 o 58,30€. Un’ infermiere con 40a (pertanto apicale), percepirà 94,80€, dove li vedi i 35 cent?

  6. scusa mi sono sbagliato…1,03 euro al giorno di differenza……..fate gli oss……. terza media e un corso di durata annuale……oggi per fare l infermiere ci vogliono otto anni di studi fra superiori ed universita……

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